Cinema

Shilpa Shetty scagionata dalle accuse di oscenità: dopo 15 anni l’incubo è finito

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La sentenza è arrivata: un giudice di Mumbai ha scagionato l’attrice Shilpa Shetty dopo la gogna mediatica iniziata nel 2007, quando Richard Gere la baciò durante una raccolta fondi per combattere l’AIDS in India.

Le intenzioni erano lodevoli, i baci privi di malizia. Ma il governo indiano, nel 2007, non fu tanto clemente con l’attrice, diversamente dal trattamento che ricevette Richard Gere.

I due attori, che ai tempi erano al picco della loro rilevanza mediatica, l’una in India, l’altro negli Stati Uniti, avevano deciso di fare buon uso della loro notorietà per indire una raccolta fondi al fine di combattere l’AIDS in India. La raccolta stava andando così bene, infatti, che Gere era tanto emozionato da dare una serie di baci sulla guancia della star bollywoodiana. Adesso nessuno si scandalizzerebbe, ma al tempo esplose un caso legale che ha segnato la carriera e la vita della Shetty fino ad oggi, quando un giudice di Mumbai l’ha scagionata da tutte le accuse.

Alla vista di quei baci, i gruppi radicali indù scatenarono la loro indignazione verso la donna, scendendo nelle piazze, dando fuoco alle immagini degli attori e chiedendo “giustizia”. L’opinione pubblica diventò così spietata da spingere un magistrato locale ad incriminare entrambi gli attori, che da un gesto ammirevole si sono ritrovati ad essere accusati di “atti osceni e indecenza”. Un vero peccato, infatti, che un gesto tanto insignificante abbia oscurato la raccolta fondi, che stava andando alla grande. Ma veniamo a noi.

Shilpa Shetty scagionata dalle accuse di oscenità: dopo 15 anni l'incubo è finito
Un gruppo di uomini brucia una foto dell’attrice, 2007.

Shilpa Shetty: una battaglia legale durata 15 anni

Se per Richard Gere le accuse caddero quasi immediatamente, tanto che il governo indiano lo invitò a tornare nel Paese per incontrare il Dalai Lama, la vita dell’attrice si trasformò in un incubo, da quel 15 aprile 2007 fino ad ora.

La magistratura indiana si è persa tra processi e ritardi, rimandando la sentenza finale della Shetty fino a data odierna, quando finalmente un giudice ha deciso che le accuse sono, citiamo, “senza fondamento”. La sentenza recita: “Shetty è stata vittima dell’esuberanza di Richard Gere, che, mentre erano sul palco, la baciò ripetutamente”. Caso chiuso.

Per la Shetty si conclude una battaglia legale infernale, scatenata da un semplice gesto d’affetto che le è costato caro. A lei soltanto, ovviamente. Gli uomini non pagano mai, anzi, sono felici di scagliarsi contro una donna quando ne hanno l’occasione, soprattutto in un paese come l’India, in cui la posizione delle donne è ancora di scarso rilievo e fortemente screditata.

Buon per lei comunque, che si riprenda la sua vita.

Serena Baiocco

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