Attualità

Shiva Ayyadurai su vaccini e Sars-CoV-2: fake news e propaganda

Il Dr. Shiva Ayyadurai, dopo Massimo Mazzucco di cui avevamo parlato qui, è un altro dei personaggi che si stanno avvicendando nel mondo parlando del caso Sars-Cov-2 come di una cospirazione. Anche in questo caso Shiva Ayyadurai, indiano naturalizzato americano con un’importante istruzione alle spalle, parla della pandemia globale in atto come di un espediente per portare a una vaccinazione di massa. Di nuovo il vecchio caro tema del complotto intorno ai vaccini; ma analizziamo il video per saperne di più.

L’intervista a Shiva Ayyadurai su Next News Network

Il dottor Shiva Ayyadurai è stato intervistato da Next News Network, quello che sembra un canale di notizie alternativo. Durante l’intervista il dottore, che si è formato al MIT con più specializzazioni, fa delle affermazioni da teorico del complotto. Affermazioni poi in linea con il clima cospirazionista sorto intorno alla diffusione del Sars-Cov-2, il ceppo di coronavirus alla base della pandemia globale.

Il tweet che sospetta di una cospirazione dietro il coronavirus

L’intervista parte dal tweet di Shiva Ayyadurai, dottore che si è sempre espresso in modo critico nei confronti della politica istituzionale. Su Twitter infatti questo è solo uno dei tanti esempi in cui il dottore dimostra di essere sospettoso nei confronti delle azioni dei governi. L’argomento principale del suo sospetto in questo periodo poi è il Sars-Cov-2, il ceppo di coronavirus con cui stiamo convivendo da gennaio in Italia.

Shiva Ayyadurai su vaccini e coronavirus dimostra come fake news e teorie della cospirazione non abbiano nulla a che fare con l'istruzione
Il tweet di Shiva Ayyadurai in cui parla di azioni manipolative e cospirative nei confronti della popolazione da parte della politica nazionale e internazionale. Secondo Ayyadurai infatti il coronavirus altro non sarebbe che un’astuta manovra per manipolare le economie, sopprimere il dissenso e spingere una medicina obbligatoria per tutti e non necessaria.

Le teorie del Dr. Shiva Ayyadurai, un’analisi socio-antropologica

Trovate tutta l’intervista tradotta in italiano a questo link, di seguito però vedrò di farne un riassunto accurato e di commentarlo punto per punto.

Dr. Shiva Ayyadurai e il Sars-Cov-2

Secondo Dr. Ayyadurai il Sars-Cov-2 è un virus creato in laboratorio e diffuso per ragioni politiche su scala globale. Il motivo di tutto questo sarebbe alla base della volontà di far guadagnare molti soldi alle multinazionali del farmaco e della salute.

Questo genere di opinioni sono all’ordine del giorno. Queste affermazioni non dovrebbero sorprendere, anche se a pronunciarle sia una persona altamente formata nelle materie scientifiche. Per di più poi il dottore Shiva Ayyadurai e un esponente politico abbastanza di rilievo nel Stati Uniti. Questo modo di pensare ai virus – entità che non si riesce a controllare mai del tutto e che vive sul nostro pianeta da molti più anni di quanto mai potremmo pensare di esistere noi (se continuiamo con il riscaldamento climatico e lo spreco delle risorse) – è abbastanza comune. Per di più, l’idea che il governo possa fare qualcosa del genere è fortemente sentita all’interno di quello che nell’articolo su Massimo Mazzucco avevamo chiamato, con il sociologo Michael Barkun, “bacino delle conoscenze stigmatizzate”. Shiva Ayyadurai è un indiano naturalizzato statunitense e ha fatto proprie tutte le narrazioni tipiche dell’America evolutasi su due fondamentali paure:

  • L’idea che il governo agisca nei confronti dei cittadini per privarli della libertà di decidere tramite servizi segreti o cospirazioni;
  • L’idea che le grandi corporazioni della medicina agiscano sempre e solo per interessi economici e ai danni del cittadino.

La storicità del cospirazionismo e il suo evolversi nel corso del tempo integrando nuovi elementi

Per chi ha incorporato questo genere di pensieri, è molto facile percepire il potere come una realtà sempre nascosta e sempre corrotta. Si ragiona nell’ottica di un male così ideale e utopico da essere anche strutturalmente perfetto. Nella realtà dei fatti però, questa spiegazione razionale degli avvenimenti, è sempre e solo un conforto rispetto a pensare che le cose accadano e basta. Psicologicamente e socialmente parlando, è confortante pensare che dietro un disastro, un dolore o un incidente si nasconda l’agire minaccioso di un potere malevolo. Un potere malevolo che però conosciamo e possiamo contrastare.

La correlazione tra il Sars-Cov-2 e i vaccini

Secondo il Dr. Shiva Ayyadurai poi, lo strumento nelle mani delle élite al potere per permettere all’industria del farmaco e della salute di guadagnare abbastanza soldi, sarebbero i vaccini. Secondo lui infatti la pandemia sarebbe solo una fake news creata ad hoc per spingere le persone a vaccinarsi.

Anche questa correlazione, che ritroviamo sempre più spesso nell’ultimo periodo nelle parole di più di una persona appartenente a visioni alternative, è un esempio di come certi discorsi cospirazionisti siano diventati un mezzo per dare una spiegazione a delle realtà che si percepiscono con sospetto. La comunicazione scientifica di certi personaggi per esempio, è risultata fallimentare proprio perché non partiva dalla consapevolezza della storicità della propria professione.

Partire dal presupposto che chi nutre sospetto sia stupido o ignorante in tutti i casi, è un auto-goal mostruoso all’intento divulgativo di una scienza democratica. Adesso noi parliamo di vaccini, ma il sospetto nei confronti delle pratiche mediche è sempre stato radicato, e anche a ragione. Sappiamo tutti come la biomedicina si sia evoluta attraverso coordinate che avevano instillato il sospetto nelle persone. Un sospetto comprensibile e radicato proprio per come molte volte la medicina si sia mostrata non rispettosa dei corpi e dei diritti delle persone.

Il sospetto nei confronti della biomedicina ha delle radici e ragioni storiche profonde

Non sorprende che i vaccini facciano paura. E non sorprende che i vaccini siano visti con sospetto da parte di persone che non sono mai state informate con i dovuti passi. A volte persone che non sono neanche state rispettate. Pensare poi che il sospetto sui vaccini, come su altri farmaci, nasca da stupidità o ignoranza è anche un altro passo verso l’auto-goal comunicativo. E per ogni auto-goal vincono i Dr Shiva Ayyadurai che, diventando estremi ed elaborando teorie non supportate dai fatti, rappresentano comunque una realtà consapevole delle criticità del potere.

Un sospetto sul potere che ogni cittadino nutre nei confronti dei poteri che ormai agiscono come delle oligarchie. E le persone che appartengono alla classe dei dominati finiscono per parteggiare più per le correnti alternative che per chi ridicolizza o banalizza i loro sospetti legittimi. La banalizzazione dei loro sospetti poi, avviene tramite discorsi dicotomici irreali (distinzione netta tra buoni e cattivi, ignoranti e istruiti, ecc.). In un certo senso a volte sono certe strategie della comunicazione ufficiale e legittima a essere più dannose per la loro stessa percezione.

La paura che il vaccino diventi un’arma coercitiva nelle mani dell’élite al potere

Alla pari di Massimo Mazzucco, infatti, Shiva Ayyadurai parla di come in futuro si apra il pericolo di poter ottenere accesso a beni e servizi solo se vaccinati secondo le direttive dello Stato. Il non essere partecipi del potere e dei dispositivi del potere egemonico (citando Foucault e Gramsci), porta le persone appartenenti alla classe dei dominati a dover subire senza poter essere interpellati. E allora il potere, di cui si capiscono e si accettano le azioni coercitive fino a un certo punto, diventa un qualcosa dalle caratteristiche comuni in tutte le società:

  • Il potere è nascosto;
  • Chi detiene tanto potere deve aver per forza sacrificato molto per ottenerlo;
  • Il potere è visto sempre alla stregua di un Grande Fratello orwelliano che vede tutto ed è in grado di ricattare e muoversi senza paura. Senza limiti e senza paura dei tabù.

Dietro le teorie della cospirazione si nascondono molte possibilità interpretative. Tutto si declina spesso però in una immagine del potere ideale e utopica.

Discorsi sulle élite al potere, come quelli del Dr Shiva Ayyadurai, hanno presa sul pubblico. E hanno presa perché, come nel caso di Massimo Mazzuco e altri, parlano di qualcosa nei termini comprensibili, nell’ottica del potere, a chi nutre sospetti, anche legittimi. Non a caso le teorie della cospirazione si diffondono a macchia d’olio tra chi appartiene a gruppi non egemoni dal punto di vista sociale. Dall’altra parte non va ignorato a questo punto anche il ruolo politico che il Dr Shiva Ayyadurai ricopre. I suoi discorsi e il suo percorso di vita – alla stregua di Trump quando fa affermazioni assimilabili – hanno una componente politica.

Il Dr Shiva Ayyadurai è un Repubblicano che cerca consenso tramite retoriche e narrazioni che descrivono se stesso come avulso dal contesto politico mainstream. La stessa tattica fu adottata da Trump che, da perfetto uomo intento a legittimare il proprio potere, mostrò come fosse in grado di giocare con i tabù della società occidentale fino a negarli o ignorarli. Politically correct, ruoli di genere, riscaldamento globale, ecc. Lo stesso meccanismo appare nelle parole di Ayyadurai che, mentre tutti si preoccupano di smentirlo, sta indirettamente legittimando la sua figura e il suo ruolo grazie alla situazione causata dal Sars-CoV-2.

Le pesanti accuse contro Anthony Fauci

Alla stregua di Massimo Mazzucco, che nel suo vademecum alla censura accusa nello stesso modo Roberto Burioni, un grande nemico del mondo secondo il Dr. Shiva Ayyadurai è Anthony Fauci. Anthony Fauci, luminare dell’immunologia, è uno di coloro che formano la task force statunitense per contrastare il Sars-CoV-2. Secondo Ayyadurai, infatti, questo – noto in tutto il mondo per le sue vincenti ricerche sul virus HIV – non avrebbe fatto altro che inventare la correlazione tra HIV e AIDS. Alla stregua di Massimo Mazzucco che ha descritto Roberto Burioni, David Puente e altri come delle ruote di un sistema corrotto dai profondi interessi economici, anche Ayyadurai utilizza questo escamotage retorico ponendo Anthony Fauci sotto il mirino.

Un personaggio poi Anthony Fauci che ha molto a che fare con il mondo della politica americana, in questo periodo del Sars-Cov-2. E qui poi tira fuori un vecchio cavallo di battaglia che non nasconde solo una patologia, ma un vero e proprio stigma sociale. Retoricamente parlando, tirare fuori in un’intervista l’HIV e l’AIDS è un meccanismo simbolico fortissimo, soprattutto in questo periodo di Sars-Cov-2, altro nemico invisibile.

Il potere simbolico e metaforico dell’HIV nelle retoriche cospirazioniste di Dr. Shiva Ayyadurai

  • L’HIV riporta a un immaginario di paura e sfiducia nei confronti della pratica della medicina. In molti associarono e associano il virus a pratiche di laboratorio illecite o a sperimentazioni mediche prive di protocolli di sicurezza;
  • Il virus dell’HIV è attorniato da un immaginario di nemico invisibile collegato a un male che non si riusciva a capire e controllare;
  • L’HIV riporta all’idea del fallimento delle pratiche mediche e a una generale sfiducia nei confronti della medicina ufficiale e del governo, che si rivelarono impotenti.

Ora capite quante cose si nascondono dietro un semplice riferimento all’HIV? Per il pubblico che ascolta, l’HIV è un simbolo potentissimo. Negare addirittura la correlazione tra questo virus e l’AIDS, rappresenta una manifestazione di autorità e potere di cui il Dr Shiva sembra volersi mostrare portatore.

Le accuse del Dr. Shiva Ayyadurai poi, continuano fino a includere le ONG all’interno del programma del controllo mondiale

Secondo Ayyadurai infatti, queste non sarebbero altro che strumenti nelle mani dei potenti. Dei potenti che, mascherandosi da beneficenza, in realtà finiscono per diventare dei veicoli per l’attuazione del controllo mondiale. Con i paesi del terzo mondo a farne di solito le cavie predilette e con meno voce in capitolo.

Anche queste teorie intorno a beneficenza e ONG sono ormai abusate e rappresentano un qualcosa da analizzare. In questo caso mi aiuterà Paul Farmer, antropologo medico, nell’intricato groviglio di interpretazioni politiche e sociali dei discorsi e degli intenti esposti. Per Paul Farmer le retoriche della beneficenza e del “povero terzo mondo, non ce la fa da solo” sono degli strumenti attraverso cui il potere egemone si esprime, negando l’agentività (in sociologia e antropologia la capacità di azione di un attore sociale all’interno di un contesto) di coloro che aiuta.

L’atto della beneficenza è uno strumento dai molteplici significati, di seguito ne riporto un paio, visto che non è questo il luogo per approfondire con la dovuta cura l’argomento:

  • da una parte è un metodo per pulirsi simbolicamente la coscienza dalla consapevolezza che uno stile di vita pieno di agi tendenti allo spreco, come quello occidentale, non sarebbe sostenibile senza che l’altra parte del mondo soffra costantemente;
  • dall’altra parte invece è un modo per affermare e confermare simbolicamente la violenza strutturale che è alla base del neocapitalismo glocalizzato. Una violenza strutturale che alimenta l’immaginario di un’umanità sofferente che non ce la fa da sola e necessita dell’aiuto degli altri. Un immaginario che ovviamente non rispecchia la realtà che è più complessa e stratificata.

Quando si portano in pubblica piazza le ONG non si deve mai dimenticare questa componente.

Mito del buon selvaggio, ONG e violenza strutturale nei discorsi di Ayyadurai

Dietro ai discorsi sulle ONG infatti, sia quelli negativi che positivi, si nasconde un’immagine dell’altro (del sottomesso al potere egemone) come di un’entità vittima degli eventi e non in grado di autolegittimarsi. Tanto che, nell’intervista, a un certo punto il Dr. Shiva Ayyadurai parla con le retoriche del “buon selvaggio”. Ai suoi occhi le ONG sono quelle entità al servizio del potere egemone corrotto che agisce di nascosto per fini mai del tutto chiari. E le ONG, con le loro azioni, vanno a minare le popolazioni che fanno una vita più autentica di quella dell’uomo occidentale medio.

L’espediente retorico aiuta a descriversi come vicino ai più deboli, agli oppressi, mostrando lucidità nei confronti dei rapporti di potere instaurati dalla beneficenza e dal no-profit, ma mostrandosi anche come in opposizione al neocapitalismo dell’alta finanza e della delocalizzazione.

Il Dr. Shiva Ayyudarai utilizza il Sars-CoV-2 come occasione per legittimarsi

Shiva Ayyadurai immortalato nell'Ottobre 2018 con un gruppo di suoi fan nel mezzo della campagna politica da indipendente. Attualmente il Dr. Shiva è in piena campagna elettorale per diventare deputato in Senato per il Partito Repubblicano in Massachusetts (credits: Michael Dwyer/AP Photo).
Shiva Ayyadurai immortalato nell’Ottobre 2018 con un gruppo di suoi fan nel mezzo della campagna politica da indipendente. Attualmente il Dr. Shiva è in piena campagna elettorale per diventare deputato in Senato con il Partito Repubblicano in Massachusetts (credits: Michael Dwyer/AP Photo).

Alla stregua di molti personaggi con un ruolo politico, anche il Dr. Shiva Ayyudarai va visto come un personaggio dalla profonda valenza politica che sfrutta i meccanismi del potere per legittimare se stesso e il suo operato. In un suo bellissimo saggio nella raccolta Magic and Modernity, l’antropologo Peter Geschiere mostra come in tutte le società il potere abbia sempre le stesse valenze: più è nascosto e più è potente, più è potente più sicuramente è corrotto, più si è sacrificato per ottenerlo più il potere sarà la causa della rovina.

Il potere corrompe ed è un qualcosa di pericoloso da gestire, anche da un punto di vista simbolico. Anche il Dr. Shiva Ayyadurai si muove lungo le maglie di quell’idea di potere, descrivendo i suoi avversarsi come corrotti e in combutta con il potere corrotto. Un potere che esiste nelle teorie del complotto più strutturate e stabili, e Ayyadurai descrive se stesso come in opposizione a questo. Dall’altra parte invece si mostra come colui che è così onesto e ligio da non aver paura di smascherare il potere. E si legittima tramite le sue narrazioni.

Il senso e l’immaginario del potere nelle parole e nelle retoriche di Ayyadurai

Ci sono stati molti studi in sociologia e antropologia su come i personaggi pubblici adottino spesso le metafore religiose durante i dibattiti. Un po’ come il nostro Salvini e le invocazioni a Maria. Bene, quelli non sono gli unici discorsi possibili per far colpo su grandi numeri di persone. E Ayyadurai ne è un esempio. E questo non esclude che non creda in quello che afferma, anzi, più la persona che ha un ruolo di potere crede in quel che dice, più le persone, che si riconoscono anche solo simbolicamente in lei, la vedranno come la persona che per determinate istanze individuali è perfetta per ricoprire il ruolo di leader e portavoce delle istanze collettive.

Questi personaggi non si scelgono mai da soli, c’è un sottile meccanismo sociale alla base. Se si dà la colpa a questi individui per la diffusione di fake news o teorie alternative alle spiegazioni ufficiali, non si è capito per niente il problema. Molte volte, come dico anche nell’articolo in cui tratto il caso di Massimo Mazzucco, le persone che li seguono crederanno e prenderanno per buone solo una parte delle affermazioni, basandosi sul proprio senso critico e le proprie visioni del mondo.

Non bisogna chiedersi perché qualcuno parli di una teoria non ufficiale, bisogna chiedersi perché le persone preferiscano lui alla comunicazione istituzionale ufficiale. Quello è il nodo. Simbolicamente, come Massimo Mazzuco e altri, nei loro eccessi queste persone danno voce al sospetto e alla critica interiorizzata nei confronti del potere egemone, soprattutto quando fa cose le cui finalità non si capiscono e sembrano solo voler applicare una forma di biopotere sui corpi. E allora, anche se consapevoli di come certi personaggi non dicano sempre e solo verità, molte persone che occupano i gradini più bassi della scala dell’autorità politica, finiscono per preferire i Mazzucco e gli Ayyadurai, a chi percepiscono come all’interno del potere egemone che li opprime.

Il caso del Dr. Shiva Ayyadurai mostra come fake news e teorie del complotto non siano una questione di istruzione o senso critico

La cosa più importante che mi permette di fare la discussione intorno al Dr. Shiva Ayyadurai è di mostrare come fake news e teorie del complotto non siano affatto un qualcosa legato a istruzione o patologia. Ci troviamo di fronte a un personaggio altamente scolarizzato, per quanto controverso. Un personaggio che è stato in grado di ottenere un ruolo anche abbastanza importante all’interno della società americana, ottenendo anche dei voti favorevoli durante delle elezioni. Si è formato in materie scientifiche, si è istruito. Nonostante tutto parla di Sars-Cov-2 come cospirazione ai danni dell’umanità, e di vaccini come strumento per arricchire i potenti.

Prima ho avuto modo di parlare di come in realtà il meccanismo alla base delle sue narrazioni e delle sue retoriche sia molto lucido e consapevole, di come tutto abbia anche una non discutibile componente di legittimazione politica. E abbiamo visto come sia anche un meccanismo estremamente comune all’interno di tutti i contesti dove si cerca di competere per il potere.

Il fenomeno delle fake news è un un fenomeno storicamente e socialmente determinato

Questo è di nuovo una forma di testimonianza di come il fenomeno delle fake news non sia analizzabile estraendolo dalla sua struttura socialmente e politicamente incastonata nella realtà. Non si tratta di un fenomeno che si muove come un pendolo tra ignoranza e patologia psichiatrica. Si tratta di qualcosa di più complesso e dalle ramificazioni molto più insidiose dal punto di vista politico ed economico di quello che si vorrebbe mostrare. Non si tratta di notizie false e basta, si tratta di retoriche e narrazioni con direzioni ben precise.

E se hanno tanto presa nel pubblico è anche perché, tra mille affermazioni discutibili, ce ne sono altre che sono così lucide da mostrare una consapevolezza impressionante dei meccanismi del potere egemonico. E allora ridurre tutti questi discorsi a un qualcosa di erroneo e stupido, è un meccanismo per mettere a tacere anche le tracce di senso critico e volontà di non subire pedissequamente le decisioni del potere egemonico.

Il successo di queste narrazioni e di queste retoriche dovrebbe essere un monito per tutti coloro che non stanno riuscendo a comunicare o non hanno la minima intenzione di farlo con i giusti mezzi aperti a tutti e inclusivi. Va detto però che molte volte, al potere egemone e ai suoi attori, conviene descrivere certi gruppi solo come brutti e cattivi. Fa parte anche quello della strategia politica messa in atto dai dominanti. Peccato che non siano tutti dei cattivi dei fumetti coloro che contestano delle decisioni sui loro corpi e le loro vite. Le fake news, Shiva Ayyadurai, Massimo Mazzuco, sono dei segnali e dobbiamo coglierli e capirli meglio.

di Eleonora D’Agostino

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Eleonora D'Agostino

Sono un'antropologa che si diverte a fare quattro chiacchiere tra amici mostrando il perché Star Wars non sia solo un bel film, ma un complesso mito attraverso cui si narrano le vicissitudini umane circa la società, la religione, l'identità personale, i riti di iniziazione, ecc. ... e potete sostituire Star Wars con qualsiasi altra cosa!
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