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Simposio internazionale di padel, Dell’Edera: “Un grande successo”

Non poche le emozioni agli Internazionali BNL d’Italia. Una grande manifestazione, quella in questi giorni a Roma, con tutto l’entusiasmo per le sfide tra i big e non solo. Il Foro Italico, in occasione degli IBI 2022, ha ospitato infatti tanti altri appuntamenti di contorno, come importanti occasioni di confronto per i giocatori e gli appassionati. Una novità di quest’anno il padel, protagonista tra le iniziative che accompagnano il prestigioso torneo. Una svolta non di poco conto per il nuovo sport del momento la presenza agli IBI, con il primo Simposio di padel internazionale al mondo. Un evento dal successo e fortuna senza precedenti, con ben 700 partecipanti. Un cambio di approccio che non passerà certo inosservato tra gli sportivi. Michelangelo Dell’Edera: “Siamo arrivati da una media di 100 partecipanti a una cifra di sette volte superiore. Un trionfo”.

Incredibile il successo del Simposio, cambierà il modo di vedere il padel. Dell’Edera: “Tutti contenuti di altissimo livello”

Una vera svolta il Simposio internazionale di padel. Un successo incredibile, che cambierà sicuramente d’ora in avanti il modo in cui viene visto e concepito il nuovo sport del momento, non solo in Italia. Notevole la fortuna dell’iniziativa, con feedback positivi anche da chi ha assistito alle intense giornate dedicate al padel.

Non nasconde l’entusiasmo Michelangelo Dell’Edera, direttore dell’Istituto Superiore di Formazione Roberto Lombardi, cui si deve un grande contributo alla crescita e sviluppo del padel.

A Roma per questo simposio sono arrivati dei relatori di qualità straordinaria – ha dichiarato Dell’Edera, come riportato su federtennis.it – Per esempio l’argentino Martin Echegaray, che è un po’ il Nick Bollettieri del padel, essendo stato al fianco di alcuni dei più grandi campioni di questa disciplina. La sua considerazione, che evidentemente ha un grande valore visto che Martin ha partecipato a diversi meeting, è stata che questo è stato il meglio organizzato e il più partecipato a cui lui abbia mai assistito. Se la media dei partecipanti a eventi di questo tipo si aggirava intorno a quota 100, stavolta siamo arrivati a una cifra di sette volte superiore. Un trionfo”.

Un evento che non è stato ostacolato neanche dal diluvio, grazie al trasferimento allo Stadio Olimpico. Non pochi i contenuti emersi durante il Simposio, con tanti spunti per lo sviluppo successivo del padel, come sulla figura dell’allenatore:

Tutti i contenuti sono stati di altissimo livello – ha spiegato infatti Dell’Edera – incluso quello di Marcela Ferrari, autrice di una relazione importante, ricca di spunti didattici. Non tutti ci pensano, ma in effetti l’allenatore di padel non può stare in campo mentre lavora, semplicemente perché non può usufruire degli ‘out’, come invece accade nel tennis. Quindi deve necessariamente stare fuori, mantenendo alta l’attenzione dei giocatori rimanendo al lato della gabbia”.

Al Simposio internazionale anche il mini-padel. Dell’Edera: “Ai maestri è piaciuto molto, per far partire le scuole di padel per i più piccoli”

Interessante anche il coinvolgimento dei relatori dell’ISF, dando spazio al mini-padel e allo sport per i più piccoli:

Abbiamo parlato del mini-padel e abbiamo mostrato come si possano mettere fino a 16 bambini di 6-7 anni in quattro campetti da mini-padel all’interno di una singola gabbia, con uno spazio di un metro tra un campo e l’altro – ha continuato Dell’Edera – Ai maestri è piaciuto molto, per far partire le scuole di padel per i più piccoli. Tutto questo porterà senza dubbio a una crescita esponenziale del mondo padel nei prossimi due o tre anni. Non solo tra gli adulti ma anche e soprattutto fra i giovani”.

Uno sport per cui serve un approccio più scientifico e specialistico. Dell’Edera: “Solo in questa maniera si può creare qualcosa che cresca nel tempo”

Uno sport in crescita il padel, cui serve necessariamente adesso un approccio più scientifico e specialistico in modo da strutturarlo e rafforzarlo meglio nel tempo:

Servono dati, statistiche, analisi – spiega Dell’Edera – perché solo in questa maniera si può pensare di creare qualcosa di strutturato, un sistema che cresca nel tempo. Adesso siamo nella fase di raccolta dati, considerato che quelli necessari non si potevano trovare da nessuna parte. Poi bisognerà fare in modo di studiarli per capire come e dove migliorare. Certamente anche noi dell’Istituto siamo in un momento di formazione. Oggi il padel vive il periodo che il tennis ha vissuto negli anni Settanta: ognuno vive la propria realtà e la propria verità. Serve tempo per costruire il confronto”.

A spiccare tra i relatori dell’ISF, Sara Celata e Martin Pereyra, altro coordinatore, soffermandosi su come il padel possa crescere specializzandosi come sport di più alto livello.

Il livello dei relatori è stato altissimo, e tutti i feedback sono stati assolutamente positivi – ha commentato Celata – A chi ancora si chiede se il padel sarà una moda passeggera, possiamo rispondere proprio coi numeri di questo evento e con il grande interesse che tutti i partecipanti hanno manifestato. Altri dati decisivi sono quelli relativi all’aumento dei ragazzi delle scuole padel e all’aumento dei partecipanti dei tornei”.

Diciamo che c’è meno stress rispetto al tennis dei big – aggiunge Pereyra – Potrei paragonarlo al circuito di doppio dell’Atp, dove i campioni sono campioni comunque, ma sono meno sotto ai riflettori rispetto alle star del singolare. A livello di sistema, i campi oggi non sono più solo affittati per singole ore dagli adulti, bensì presi in carico dalle scuole per i ragazzi più piccoli. Questo fa una enorme differenza”.

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Liliana Longoni

(credit-foto-(Internazionali BNL d’Italia)

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