Esteri

Sintomi avvelenamento per Abramovich e i negoziatori ucraini

Il proprietario del Chelsea Roman Abramovich e almeno due componenti della delegazione ucraina impegnata nei negoziati con la Russia hanno sofferto sintomi di avvelenamento dopo un incontro a Kiev all’inizio di marzo. Lo riporta il sito del Wall Street Journal, citando tra i sintomi l’arrossamento degli occhi, lacrimazione costante e dolorosa e desquamazione sul volto e le mani. Le loro condizioni sono ora migliorate e non sono in pericolo di vita. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha incontrato Abramovich, non ha invece avuto alcun problema.

Le cause dei sintomi non sono chiare, ma secondo il quotidiano Usa le vittime incolpano i falchi di Mosca, desiderosi di sabotare i negoziati di pace. Esperti occidentali hanno esaminato l’incidente, concludendo che è difficile determinare se i sintomi sono stati causati da agenti chimici, biologici o da qualche tipo di attacco con radiazioni elettromagnetiche. Abramovich ha messo in vendita il Chelsea dopo le sanzioni del governo britannico agli oligarchi russi, tra i quali anche lo stesso Roman, 55 anni, passaporto russo e israeliano, più volte indicato come punto di contatto tra le due parti in conflitto in quanto sua madre è nata in Ucraina.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha incontrato Abramovich, non ha avuto alcun problema. Gli esperti occidentali che stanno esaminando l’incidente ritengono che sia difficile determinare se i sintomi siano stati causati da un agenti chimico o biologico, o se si sia trattato di un attacco con radiazioni elettromagnetiche.

Una portavoce di Roman Abramovich ha confermato il sospetto avvelenamento patito a inizio marzo dall’oligarca russo a margine di uno dei primi incontri negoziali fra le delegazioni di Mosca e di Kiev sulla guerra in corso in Ucraina. Lo riportano la Bbc e altri media del Regno Unito, dove Abramovich – che ha anche la cittadinanza israeliana e che è al momento colpito dalle sanzioni britanniche e da quelle dell’Ue, ma non dagli Usa – è stato a lungo residente, in veste fra l’altro di patron della squadra di calcio del Chelsea. La rivelazione era stata anticipata dal Wall Street Journal e poi dal sito Bellingcat

Back to top button