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Solstizio d’Estate, magia e leggende legate al giorno più lungo dell’anno

Il Solstizio d’estate è anche noto come il giorno più lungo dell’anno. Un giorno significativo sia per la religione cristiana che per i miti pagani, da cui provengono leggende legate alla tradizione, che designano questo momento come il più magico dei dodici mesi.

Solstizio d’Estate, magie e misteri legati alla notte di Mezza Estate

Solstizio D'Estate - Wikipedia
Sogno di una notte di Mezza Estate – Wikipedia

Il Solstizio D’Estate si lega a storie di miti e magia sin dall’antichità. L’etimologia del termine solstizio deriva dal latino: sol – sole – e sistere – stare fermo – il cui significato si rende con “sole stazionario”. Il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate, il sole si trova astronomicamente nel punto più alto della volta celeste culminando allo Zenith. Le leggende legate a queste data sono innumerevoli e di matrice pagana, per lo più; il sole, che è simbolo di fuoco, entra nel segno del cancro che ha come elemento dominante l’acqua. Secondo l’immaginario corrente, tutti gli opposti come appunto Fuoco e AcquaLuce e OmbraMaschile e Femminile, si fondono insieme generando energie positive. Proprio per questo motivo il 21 Giugno è considerato come una sorta di rito di passaggio propiziatorio. Nel tempo, poi, numerose leggende sia pagane che cristiane e pagane si sono tramandate.

Culti ancestrali nel paganesimo

I Celti sono noti per i loro miti sulla notte di mezza estate: secondo la leggenda festeggiavano questa ricorrenza attraverso riti in cui predominava il fuoco, simbolo del sole. Pare servisse per eliminare gli spiriti maligni: loro simbolo era lo Stonehenge, complesso megalitico in asse con il sorgere del Sole al solstizio estivo. L’importanza dei culti sul solstizio d’estate lo si trova in numerose civiltà antiche: gli Inca, per esempio, festeggiavano Inti Raymi una divinità simboleggiante il Sole: a Cuzco, attraverso le torri utilizzate per stabilire equinozi e solstizi, gli Inca contavano lo scorrere dei giorni.

Anche i Maya, popolo noto per lo studio dei fenomeni astrologici, utilizzavano lo studio dei corpi celesti per monitorare il sopraggiungere del solstizio estivo o invernale. In Grecia l’arrivo del 21 giugno era denominato come ”La porta degli uomini”. Il solstizio invernale, invece, era chiamato “La porta degli Dei”. Entrambi simboleggiavano una dimensione spazio-temporale: quella finita degli uomini e quella infinita degli dèi.

Il culto di San Giovanni, la visione cristiana e la notte delle streghe

Non è casuale che i festeggiamenti del Giovanni Battista ricadano il 24 giugno, pochi giorni dopo il solstizio. Il battesimo di Gesù per opera di San Giovanni ha una simbologia precisa, poiché  si associa al sole che muore. A tal proposito, anche nelle Sacre Scritture si consacra il legame tra il sole e il Santo. Il culto di San Giovanni è legato a superstizioni ed esoterismo; il periodo del solstizio, infatti, è considerato un momento proficuo da dedicare alla divinazione.

Diversi riti propiziatori e purificatori , nel tempo, si sono intensificati radicandosi nella cultura popolare e divenendo un vero e proprio culto. La festa di San Giovanni è legata al massimo splendore della natura: giugno, infatti, è il mese della maturazione dell’anno; a questo proposito i latini dedicavano tale mese proprio a Giunone, consorte di Giove. Nella Roma antica la Mezza Estate si festeggiava proprio la notte di San Giovanni momento in cui si venerava la Dea Fortuna, simboleggiante il rinnovamento delle sorti. Tale celebrazione è legata a vari riti celtici, al culto del fuoco, al potere purificatore della luce, alla rugiada e a delle erbe chiamate proprio erbe di San Giovanni.

Secondo antiche tradizioni in questo periodo streghe, fate, folletti e ogni essere che popola una realtà soprannaturale può manifestarsi poiché i confini dei mondi fra il reale e il sovrannaturale si assottigliano; ma è anche la notte in cui il bene vince sul male.

Si riteneva anche che durante il lasso di tempo intercorso fra il Solstizio D’Estate e la notte di San Giovanni  si riunissero le Streghe e vagassero per le campagne alla ricerca di erbe. Le erbe colte durante questo periodo possedevano dei poteri magici particolari. La Felce, per esempio, era utile per incrementare i guadagni, la Verbena simboleggiava la pace e la solidarietà. La Ruta scongiurava la tristezza mentre l’Aglio fungeva da protezione contro le energie negative e le creature infere.

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Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino

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