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Sora Lella, chi sono i nipoti Mauro e Renato Trabalza 

Mauro e Renato Trabalza sono i nipoti della Sora Lella. Mauro gestisce la trattoria al centro di Roma che porta il nome della nonna. Mauro Trabalza, appassionato di fotografia e gestore da quarant’anni della famosa trattoria “Sora Lella” sull’isola Tiberina, in qualità di aiuto-chef (insieme ai fratelli Renato, chef, Simone, addetto all’accoglienza, ed Elena che si occupa della parte amministrativa), debutterà in un ruolo teatrale nello spettacolo da lui ideato “L’Acqua e la Farina”.

La trattoria Sora Lella, che si trova tra il Ghetto e il Quartiere di Trastevere e che nel 2019 ha compiuto 60 anni di gestione, è gestita dai 4 figli di Aldo Trabalza. Il primogenito, Mauro, si occupa della sala. Il fratello Renato è invece l’executive chef. La gestione delle prenotazioni e la prima accoglienza sono infine compito di Elena e Simone, i due gemelli figli di Aldo. Una macchina che ancora oggi funziona a puntino e la Trattoria dedicata a Sora Lella è punto di riferimento e anche meta dei turisti.

Sicuramente Mauro è personaggio più mediatico tra i nipoti di Sora Lella: infatti, è stato lui a fare da ‘portavoce’ della famiglia nella puntata di Quattro Ristoranti di Alessandro Borghese in cui la trattoria è stata protagonista. Non solo: è sempre lui a improvvisarsi attore teatrale nello spettacolo ‘L’Acqua e la Farina’, dedicato al rapporto – a volte conflittuale – tra la nonna e il prozio, entrambi attori affermati.

Mauro Trabalza ha rivelato un aneddoto sulla nonna Sora Lella: “Uno tra i più belli è stato quando durante un viaggio verso la Tuscia, per una degustazione di vini in cui lei era ospite d’onore, candidamente mi confessò che aveva una simpatia per una persona. Era una nonna molto avanti per l’epoca e quando portavo una ragazza a casa diceva “fammela un po’ vedè, fammece parlà e poi te dico se va bene” e il suo giudizio si rivelava esatto. Quella volta è accaduta la cosa opposta, è stato un momento intimo, delicato. Io le dissi che l’amore non ha età. Non mi svelò il nome di quella persona per la quale aveva questa simpatia, ma avevo capito chi era. Quando morì mio nonno invece mi chiese di andare a dormire a casa sua perché si sentiva sola. Sono i due aneddoti più dolci e personali che ho riguardanti mia nonna”.

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