Una cifra stellare, che non si era mai vista nella storia delle borse. La prima Birkin di Jane Birkin è stata battuta all’asta per ben 8,582 milioni di dollari. Per ora, prima di battere questo record, la borsa più costosa mai venduta all’asta è stata una Kelly Hermes in coccodrillo, con diamanti incastonati e impreziosita dall’oro bianco, che secondo Sotheby’s ha superato i 438.000 euro.
La prima Birkin di Jane Birkin venduta per 8,5 milioni

Nata nel 1984, la borsa è stata la punta di diamante della vendita Fashion Icons di Sotheby’s a Parigi. La casa di moda ha infatti reso nota la storica vendita in una nota sul suo sito. Il compratore si è aggiudicato un vero e proprio pezzo di storia, non solo della moda, ma di tutto un secolo, il Novecento, pregno di riferimenti culturali. Però, c’è un però: una volta resa nota la stratosferica cifra, l’organizzazione per i diritti degli animali Peta ha lanciato un appello. Ha infatti chiesto alla attuale proprietaria, Catherine Benier, di donare i proventi della vendita. Nello specifico, ad associazioni per la tutela della fauna selvatica: per loro è una forma di “compensazione” per la crudeltà e sofferenza degli animali “destinati” alla produzione delle borse.
Mimi Bekhechi, vicepresidente di Peta per l’Europa, ha alzato la voce. “Uccidere milioni di animali in modo crudele solo per produrre borse costose è una pratica barbara che dovrebbe appartenere al passato”. Invita dunque Benier, fondatrice della boutique vintage di lusso Les 3 Marches, a donare “l’assurda cifra che otterrà dalla Birkin” ad organizzazioni per la fauna selvatica. Questo “come riconoscimento delle sofferenze causate da Hermès per decenni”. Sempre Peta sostiene le indagini undercover che hanno documentato coccodrilli stipati in recinti angusti, che vengono poi isolati in gabbie sporche e minuscole, prima di essere trascinati, mutilati e pugnalati con un cacciavite. Una pratica talmente crudele che la stessa Jane Birkin chiese a Hermès di togliere il suo nome dalla borsa, dice Peta.
Marianna Soru





