Calcio

La Spal latita ma Semplici resiste…almeno per ora

Il pareggio di Udine è il classico brodino per la Spal di Semplici. Primo punto ottenuto in trasferta in questo campionato sinora molto difficile ma il rammarico per il rigore sbagliato da Petagna al 97′ che avrebbe potuto dare una marcia in più alla stagione emiliana.

SEMPLICI SALVA LA PANCHINA?

Una stagione nata storta fin dall’inizio. Leonardo Semplici se lo sentiva e ci ha pensato non una ma forse mille volte prima di decidere di rimanere alla Spal. Il tecnico, autore di ottime stagioni, aveva un buonissimo mercato e poteva fare il salto di qualità. Alla fine è rimasto a Ferrara, rassicurato dalle promesse societarie sulla crescita tecnica della squadra. Dal mercato, però, non è arrivato ciò che ci si aspettava e la Spal, sulla carta, è partita con una rosa inferiore a quella dello scorso campionato.

La cessione di Lazzari, il vero motore di questa squadra, ha creato un vuoto difficile da colmare. L’attacco è maledettamente sterile e la stessa difesa sembra fornire meno garanzie del passato, con molti giocatori avanti con gli anni. Tolta qualche sporadica soddisfazione, come la vittoria con la Lazio o il pari col Napoli, la squadra ferrarese è sembrata tra le più in difficoltà del nostro campionato.

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Il calcio di rigore fallito da Andrea Petagna al minuto 97 della sfida con l’Udinese, con la parata di Musso.
Credits: Sportmediaset

Da considerare anche che, rispetto agli altri anni, le squadre neopromosse sembrano molto più organizzate e ostiche. A parte il Brescia, finito sul gradino più basso della classifica dopo un discreto inizio, Lecce e Verona stanno stupendo. Questo ha contribuito ad elevare notevolmente il livello di difficoltà in zona salvezza. Ciò che è stato fatto negli anni passati, come media punti, potrebbe non bastare. Da qui, sono stati sicuramente ampliati i limiti strutturali della Spal di questa stagione. Pur producendo una discreta mole di gioco, per quanto a volte un pò prevedibile, la squadra di Semplici è sempre molto sterile. Un difetto evidente che ha impedito, ad esempio, di portare via altri 2 punti pesantissimi dalla Dacia Arena di Udine.

Al termine di una partita molto bloccata, la squadra biancoblù ha avuto un calcio di rigore a proprio favore. Dal dischetto si è presentato Petagna, fino a quel momento infallibile dagli 11 metri ma Musso ha parato. Una vittoria avrebbe potuto tranquillizzare tutto l’ambiente. Anche perché, fino a poche ore prima, la panchina di Semplici sembrava ballare pericolosamente. La dirigenza stava valutando la possibilità di dare una scossa ad un ambiente e ad una squadra che, forse, aveva perso un po’ di mordente.

Lavorare tanti anni con lo stesso allenatore e con lo stesso sistema di gioco può anche portare ad un fisiologico calo. Lo stesso Semplici, forse, non è più quello, in termini di stimoli, visto nei precedenti campionati. Tuttavia, da grande professionista, il tecnico sta difendendo con le unghie e con i denti la sua panchina e il pari di Udine, per quanto deludente, potrebbe avergli concesso altro credito.

IL PROBLEMA DEL GOL

E’ evidente. Il limite più grande di questa squadra è in zona gol. Già nei precedenti campionato, la grossa mole di gioco prodotta era spesso vanificata da un attacco non sempre esplosivo. Lo scorso anno questo limite era stato coperto dalla grandissima stagione di Andrea Petagna. Mai, in carriera, l’ex attaccante dell’Atalanta aveva segnato tanto. Sembrava davvero aver trovato l’ambiente ideale per esplodere. In molti, critici sul suo killer instinct in zona gol, si era dovuti ricredere. Il classe 95, per la prima volta in carriera, era andato in doppia cifra, arrivando addirittura a 16 marcature in campionato.

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Gabriele Moncini, rivelazione nello scorso campionato di B col Cittadella, non sta ancora ripagando le attese nella massima serie. Credits: Damiano Fiorentino

In questa stagione, però, complici anche i rifornimenti venuti meno di Lazzari, ceduto alla Lazio, Petagna è tornato su medie realizzative più abituali. Sono finora 3 i gol realizzati dal centravanti di Trieste in 11 partite. Un bottino non esaltante, del quale la Spal sta chiaramente risentendo. Il rendimento sottotono del bomber ha convinto lo stesso Semplici a farlo partire dalla panchina a Udine. Il tecnico ha motivato la scelta parlando di stanchezza e di semplice turn over. Se Petagna stenta, al suo fianco non fanno di meglio, anzi…

Le altre tre punte della rosa ferrarese non hanno segnato nemmeno un gol. Il giovane Moncini, che ha giocato poco ma è stato clamorosamente lanciato da titolare contro la Juventus, è sembrato ancora molto acerbo. Dopo la grande stagione di Cittadella, ha dimostrato di non essere ancora pronto per la serie A. Floccari e Paloschi, invece, continuano la loro involuzione, già palesata nel corso dei mesi scorsi. Nessuno dei 3 attaccanti è, allo stato attuale, in grado di supportare Petagna e aiutare la squadra ad uscire dalla crisi. Indicativo come, prima dell’infortunio, Semplici abbia spesso schierato Di Francesco come seconda punta. Pur non essendo attaccante, il giovane figlio d’arte ha ripagato la fiducia con 2 reti. Il suo rientro aiuterà sicuramente la squadra e, di conseguenza, Leonardo Semplici a salvare la propria, traballante, panchina…

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