Ieri sera, con la finale playoff di ritorno che ha decretato la prima storica promozione in Serie A dello Spezia, si è concluso un campionato di Serie B che difficilmente sarà dimenticato. Prima di tutto per i risultati ottenuti sul campo: il Benevento schiacciasassi, un Crotone capace di agguantare il secondo posto e uno Spezia che ha riscritto la sua storia. Nel mezzo, l’interruzione di poco più di tre mesi per l’emergenza Covid-19 che ha sconvolto il mondo intero. Riviviamo la stagione delle tre squadre promosse nella massima serie.

Il Benevento di Pippo Inzaghi, dominatore del campionato

Una squadra così dominante come il Benevento di quest’anno in Serie B non si vedeva da anni. Solo l’Ascoli, nella stagione 1977/78, in un campionato cadetto a 20 partecipanti, ha fatto leggermente meglio: le due squadre hanno ottenuto lo stesso numero di vittorie (26), ma i bianconeri hanno messo in cascina un pareggio in più e una sconfitta in meno rispetto ai campani. Considerando l’era dei 3 punti però, la squadra di Pippo Inzaghi, con gli 86 punti finali di questa stagione, è quella che ne ha ottenuti di più nella storia della Serie B a girone unico insieme al Palermo 2013/14 (quando però il torneo prevedeva 22 squadre).

I giallorossi hanno concluso il campionato cadetto 2019/20 con la miglior difesa (27 gol subiti) e con il miglior attacco con 67 reti all’attivo, oltre ad aver avuto il miglior rendimento sia tra le mura amiche del Vigorito, sia in trasferta.

Benevento-Inzaghi-Vigorito-Foggia (LaPresse)
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In campo scegliere un solo protagonista, davanti a questi numeri, è impresa ardua. Partendo dalla porta, Lorenzo Montipò si è dimostrato uno dei migliori estremi difensori della categoria. In difesa Inzaghi ha potuto schierare calciatori del calibro di Caldirola e Maggio, un lusso per la Serie B. Poi, la grande stagione di Tuia, Letizia, e anche di Antei fino al brutto infortunio. A centrocampo Nicolas Viola ha confermato tutte le sue qualità, mettendo a referto 9 reti e 6 assist. Ma anche la corsa di Schiattarella, la fisicità di Hetemj, il magico sinistro di Oliver Kragl e il prezioso contributo di Tello.

In attacco grande stagione anche per Marco Sau, autore di 13 gol e 7 assist. Punti fermi del reparto offensivo anche Roberto Insigne, che ha chiuso la stagione con 8 gol e 5 assist, e Riccardo Improta, preziosissimo nello scacchiere di Inzaghi con 4 reti e 7 assist. Menzione speciale anche per Massimo Coda, autore di 7 gol, e Gabriele Moncini, arrivato a gennaio e che ha lasciato il segno in 3 occasioni. Nella prossima stagione il Benevento inizierà così il secondo campionato di Serie A della sua storia. A giudicare dai recenti movimenti sul calciomercato, la società del presidente Vigorito non vorrà fare la parte della comparsa.

Il Crotone di Stroppa e delle sorprese

In questa stagione, dietro il Benevento, non era facile assicurarsi il secondo posto in classifica, ultimo posto valido per la promozione diretta in Serie A. Alla fine l’ha spuntata il Crotone di Giovanni Stroppa. I pitagorici sono stati molto bravi a non sbagliare nei momenti decisivi della stagione e a dare l’allungo decisivo sulle numerose pretendenti. I rossoblu hanno collezionato 20 vittorie, 8 pareggi e 10 sconfitte per i 68 punti finali. Gli uomini di Stroppa hanno avuto anche il secondo miglior attacco del torneo: gran merito va a Simy, che con 20 gol si è laureato anche il capocannoniere del campionato cadetto 2019/20.

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Il bomber nigeriano è stato affiancato da una delle sorprese di quest’anno, il brasiliano Junior Messias, punto fermo nell’undici di Stroppa (6 gol e 6 assist per lui). Inoltre, l’arrivo a gennaio di Armenteros è stato molto prezioso: lo svedese ha realizzato 5 reti e 2 assist. La difesa a 3 ben assortita con Marrone, Golemic e l’alternanza tra Gigliotti e il giovane Cuomo a schermare il capitano e portiere Cordaz. Sulle fasce Mazzotta e Molina non hanno mai fatto mancare i rifornimenti al reparto offensivo, così come Mustacchio. A centrocampo grande stagione anche per Barberis (ben 8 assist per lui), Benali (autore di 7 reti), Gerbo e Crociata. Prezioso anche il contributo di Zanellato, Gomelt e Romero. Deludente la stagione di Maxi Lopez. Il Crotone ora guarda al futuro, alla prossima Serie A: dopo due anni di assenza i pitagorici potranno calcare nuovamente i campi della massima serie.

Lo Spezia di Italiano riscrive la storia

Ieri sera lo Spezia ha scritto un pezzo importante della sua storia. Il club ligure, superando nel doppio confronto in finale playoff il Frosinone, ha ottenuto la sua prima storica promozione in Serie A. Una promozione meritata per la maggior parte degli addetti ai lavori. Partito non tra le favorite per il salto di categoria, lo Spezia dell’allenatore esordiente in Serie B, Vincenzo Italiano, era partito con il freno a mano tirato. Una prima parte di stagione negativa, che aveva messo in discussione anche il posto dello stesso allenatore nato in Germania.

Poi, dopo la sconfitta di Pisa (3-2) alla 12a giornata, gli aquilotti hanno spiccato il volo. La striscia di 13 risultati utili consecutivi (8 vittorie e 5 pareggi) ha cambiato le prospettive dell stagione dei liguri. Una continuità di rendimento che ha permesso alla squadra di Italiano di conquistare per alcune giornate anche il secondo posto in classifica per poi chiudere in terza posizione. Nei playoff, lo Spezia ha prima rimontato il Chievo Verona e poi superato il Frosinone di Nesta.

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Vincenzo Italiano è sicuramente il primo nome che merita una menzione speciale: gran merito dell’impresa dello Spezia è il suo. In campo poi, i liguri hanno potuto contare su alcuni calciatori che quest’anno si sono rilanciati. A partire da Simone Scuffet tra i pali, il capitano Claudio Terzi, Elio Capradossi e Riccardo Marchizza in difesa, affiancati da ErlicFerrerVitale Ramos. A centrocampo la qualità dei gemelli Matteo Federico Ricci, l’esperienza di Luca Mora e Paolo Bartolomei (autore di ben 10 assist), unita all’intraprendenza di Giulio Maggiore, Gennaro Acampora e Giuseppe Mastinu. In attacco, con i loro 8 gol Antonino Ragusa Gyasi sono stati i migliori marcatori dei liguri inseme a Nzola. Preziosi anche i contributi di Galabinov Gudjohnsen. Una squadra giovane, ben assortita e ben guidata da Vincenzo Italiano che ha saputo scrivere la storia dello Spezia.

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