
Appena esordita su Prime Video, Spider-Noir è già tra i nuovi successi della piattaforma e dell’universo Marvel. Una storia tratta da Marvel Comics e prodotta dalla Sony per Prime Video ed MGM+, è ora disponibile in quanto miniserie da otto episodi. E indovinate? È uno dei prodotti migliori dell’anno.
Intrighi negli anni ’30
Con una performance protagonista di Nicolas Cage che conduce e sigilla le varie storie ed eventi con la naturalezza di un qualunque divo hollywoodiano, questa storia è un puro ritorno del genere noir e dell’estetica classica. Cage interpreta Ben Reilly, un detective privato caduto in disgrazia con un passato da supereroe che lo tormenta.

Crediti: Prime Video
Ogni episodio è puro intrigo, i casi (dalla vena sovrannaturale) che Reilly risolve non si fanno mai noiosi. La suspense dei crimini che hanno luogo in questa New York degli anni ’30 in piena Depressione, con il suo background mafioso e sanguinante, si incastra perfettamente con l’ambigua moralità del genere narrativo a cui aderisce Spider-Noir. La presenza di un protagonista cupo e malinconico, attaccato ai suoi fallimenti e ai fantasmi del suo cuore, è al centro di un racconto che disconosce il lieto fine per rimasticare il dolore e rifiutare il progresso.
Cinismo e Luci
Reilly evita qualunque confronto emotivo, rifiuta la maschera di “The Spider” che una volta indossava con fierezza, si fa attrarre solo dal pericolo e si nasconde tra le ombre, vivendo solo di sarcasmo e ricordi. A malapena gli interessa se la sua agenzia investigativa è in crollo, al contrario della sua esilarante segretaria Janet Ruiz (Karen Rodriguez), la cui luminosa presenza contrasta del tutto l’atmosfera seriosa che Ben porta con sé.
Attorno a Cage, un cast di assoluto talento che sostiene la sua performance senza mai oscurare i personaggi secondari, rendendoli anzi il centro della visione ed un immediato approccio per lo spettatore, che con velocità si affeziona all’universo e si appassiona alla storia. È Lamorne Morris ad interpretare il giornalista Joe “Robbie” Robertson, amico di Reilly, entusiasta e intraprendente che lo incoraggia a riprendere la maschera nonostante Ben ignori del tutto i suoi consigli. Li Jun Li è nei panni dell’immancabile femme fatale del genere noir; interpreta la bellissima e misteriosa Felicia “Cat” Hardy che attrae Ben con la sua voce come se fosse un’omerica sirena mitologica, coinvolgendolo presto nell’ennesimo pericolo e caso da risolvere. Infine, abbiamo Brendan Gleeson nei panni di Finbar “Finn” Byrne/Silvermane, il capo mafioso al centro delle vicende criminali, in cui spesso Reilly si trova incastrato per via delle piste che sta seguendo.
“L’Autentico Bianco e Nero”
Ogni caratteristica narrativa del noir è stata presa a cuore e ripresa sullo schermo con grande cura nella scrittura e anche nella visione. L’attraente novità del prodotto è la possibilità, per lo spettatore, di visionare la serie o in versione bianco e nero o in versione “colorizzata”. Orien Uziel, lo showrunner che ha prodotto e curato Spider-Noir, parla dell’attenzione con cui è stata curata la scenografia, l’illuminazione e la fotografia, omaggiando la spigolosità e la distorsione dell’Espressionismo Tedesco. Per chi sceglierà il Bianco e Nero, sono infatti i frame inclinati e i forti contrasti di luce e buio a rubare la scena. Con una meravigliosa visione degli appuntiti grattacieli newyorkesi e di vertiginose visioni del panorama e delle pericolose strade notturne che solo un impavido supereroe percorrerebbe. E con l’aggiunta di quell’accurata estetica dell’epoca e dei vecchi film che la ritraggono, tra i passi pieni di suspense in un boulevard di New York da sogno, pieno di locali e insegne illuminate, troppe sigarette e fumo ad invadere lo schermo persino all’interno e dialoghi sarcastici che sfrecciano e si combattono con la stessa intensità degli scontri fisici; sembra proprio di essere tornati al cinema in un qualunque momento degli anni d’oro del cinema classico, in una qualunque sala che proietta il prossimo film di punta della MGM con il prossimo Humphrey Bogart sul cartellone.
“La Vera Colorizzazione”
E per chi ha scelto la versione a colore? Nessun problema, anche quella è originale, nonostante abbia l’aspetto di una pellicola filtrata artificialmente. Il filmato, infatti, è stato diviso in due versioni, una a colori e una in bianco e nero, subito dopo le riprese. L’effetto a colori vuole essere un doppio risultato e un doppio omaggio che ricorda sia il protagonismo del Technicolor con i suoi colori sgargianti che avevano la capacità di rendere un film una visione celestiale, rivoluzionandolo completamente. E, in più, quella sfumatura eccessivamente saturata dall’effetto innaturale, è un ricordo della pratica della colorizzazione – molto popolare negli anni ’80, quando si ridistribuirono alcune pellicole celebri come Casablanca e La vita è meravigliosa, in una versione “colorizzata” che prevedeva una pesante e vandalica post-produzione per apporre del colore al bianco e nero originale. Era un grande affronto alla visione artistica del regista e anche uno sforzo pubblicitario che fallì ben presto, in quanto la versione in bianco e nero rimaneva sempre e comunque insuperabile e un bellissimo capolavoro.
I colori di Spider-Noir non sono eccessivi, ma è pur sempre visibile il tentativo di mostrare una versione che si dichiara alternativa e sgargiante, volendo far risaltare il richiamo alle vecchie pratiche ed estetiche hollywoodiane del periodo classico. E chissà, anche muovendo una leggera critica al bisogno contemporaneo di visionare esclusivamente ciò che rientra in un certo standard visivo, che non richiede alcuno “sforzo” mentale nell’abituarsi ad un’altra epoca, ad un altro modo di fare. Uziel, non ha nascosto infatti, di aver temuto che molta gente non visionasse il prodotto se fosse stato esclusivamente in bianco e nero, promuovendo quindi la doppia versione della serie come un’autonoma scelta adatta per tutti.
Maria Giovanna Viola





