Musica

Stefano Bollani, un grande pianista, compositore e scrittore

Stefano Bollani, nato a Milano il 5 dicembre del 1972, compie oggi 48 anni. Una carriera ricca di esperienze, successi e traguardi raggiunti. Una personalità poliedrica: non è solo un geniale compositore e un eccellente pianista, ma anche un notevole scrittore, cantante e attore. La sua mente eclettica lo ha portato a produrre più di 40 album, ben tre composizioni sinfoniche, cinque libri e numerosi lavori teatrali che lo vedono sia in qualità di attore o co-attore che di autore delle musiche.

Come musicista Stefano Bollani può vantare un elenco assai encomiabile di orchestre con le quali ha suonato. Si è difatti esibito con la Filarmonica della Scala, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Gewandhaus di Lipsia, la Concertgebouw di Amsterdam, l’Orchestre de Paris. È stato inoltre diretto da alcuni tra i più importanti direttori d’orchestra come Daniel Harding, Zubin Mehta, Antonio Pappano.

Il compositore e il pianista

Le collaborazioni che vedono Stefano protagonista sono molteplici e non sono relegate ad un solo genere: dal jazz alla musica classica al pop, il suo percorso artistico non ha limiti e incrocia spesso le strade di gradi artisti tra cui Elio e le Storie Tese, Irene Grandi, Peppe Servillo e Marco Parente; ma si cimenta anche in progetti ben diversi che lo vedono nei panni di produttore artistico del disco di Bobo Rondelli, con il quale vincerà anche il premio Ciampi per gli arrangiamenti. Realizza inoltre un libro-cd su testi di David Rondino; lavora ad alcune colonne sonore e affianca grandi musicisti della storia della musica italiana come Massimo Ranieri. I suoi lavori compositivi sono tre: si tratta di capolavori sinfonici scritti nel 2004, 2017 e 2019.

Rispettivamente il Concertone per trio jazz e orchestra sinfonica, Il Concerto Azzurro per pianoforte e orchestra e il Concerto Verde per pianoforte e orchestra. Nella sua iconica ecletticità, Bollani ha eseguito, accompagnato dalle grandi orchestre citate poc’anzi, alcuni dei brani più importanti del panorama della musica classica: nel 2010 la Rapsodia in blu e il Concerto in fa di Gershwin; nel 2012 lo straordinario Concerto in Sol di Ravel (uno dei concerti più complessi del repertorio pianistico), il Tango di Stravinskij e il Tango di Kurt Weill. Nel 2013 inoltre nasce un ulteriore lavoro dedicato alle opere gershwiniane: il dvd Live at La Scala, nel quale esegue brani quali Catfish Row, Un Americano a Parigi, Concerto in fa e Rialto Ripples, accompagnato naturalmente dalla Filarmonica della Scala di Milano.

Lo scrittore

Tra il 2002 e il 2006 incide poi quattro dischi per la serie Les fleurs bleues, ispirati all’omonimo romanzo del magistrale Queneau. La passione per la letteratura lo porta ad indagare ed esplorare anche questo mondo: Stefano Bollani ha scritto ben cinque libri tra cui troviamo sia romanzi che libri imperniati sulla storia della musica. Nel 2005 inoltre contribuisce alla creazione della rivista Giudizio Universale, un mensile dedicato a recensioni nei campi più disparati (libri, film, mostre, alberghi, siti internet e molto altro).

I romanzi, scritti nel 2004 e nel 2006, sono L’America di Renato Carosone e La sindrome di Brontolo. I lavori che vertono invece sulla storia della musica, Parliamo di Musica e Il monello, il guru, l’alchimista e altre storie di musicisti, sono stati pubblicati rispettivamente nel 2013 e nel 2015. Il quinto libro, infine, scritto nel 2017, è un vero e proprio viaggio attraverso la storia, la religione, la filosofia e la scienza. Una profonda e acuta indagine concernente il concetto di “alieno”. Dialoghi tra alieni. Conversazioni su universi vicini e lontani è una emozionante esplorazione alla scoperta di noi stessi.

Stefano Bollani, lo Showman

Sebbene derivante da una formazione accademica, Stefano Bollani è noto per il suo straordinario talento come pianista jazz. Di grande rilievo è la sua strepitosa capacità di improvvisare. Ha basato una parte consistente della sua carriera proprio su questo. Sul lago di Campotosto, nel teramano, in un luogo suggestivo dove mare e montagna si incontrano, Stefano Bollani ha tenuto un concerto di pianoforte solo su una piattaforma galleggiante, al tramonto, con gli spettatori che assistevano al concerto dalla spiaggia del lago. 

Una cornice dai colori intensi e abbaglianti, una cornice che potesse accompagnare la sua musica evocativa ed emozionare il pubblico non solo attraverso il suono del suo pianoforte, ma anche attraverso la vista: componente che in un concerto non va affatto sottovalutata.

Stefano Bollani al concerto di Campotosto- Photo Credits: AbruzzoLive.it
Stefano Bollani al concerto di Campotosto- Photo Credits: AbruzzoLive.it

Il messaggio che Bollani esprime è difatti proprio questo. Egli sostiene l’unione della musica colta e dello spettacolo visivo, teatrale, suggestivo, che colpisca lo spettatore anche attraverso la vista. Cosicché il concerto non rimanga relegato solo a mero piacere uditivo, ma acquisti anche un’importanza scenica non indifferente. In questo modo l’esperienza del concerto diventa globale, indimenticabile, totalizzante e coinvolgente. La musica colta che così poche persone oggi sanno ascoltare può arrivare davvero a tutti. 

Giulia Scialò

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