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Stefano Pioli, ecco l’idea del Milan

La furia nefasta del Covid 19 ha colpito pienamente anche l’universo calcistico. In un clima estremamente incerto, i club di Serie A provano a dare una mano con donazioni e gesti di solidarietà. La parola “programmazione” è stata cancellata totalmente dall’onda d’urto del virus che crea un clima estremamente incerto anche per il futuro del calcio. Una delle società più colpite da questo clima di insicurezza è sicuramente il Milan. Presso la sponda rossonera di Milano, infatti, dopo il licenziamento di Boban, il futuro resta tutt’altro che certo. Quali saranno le sorti di Maldini e Pioli, invece?

L’incertezza societaria

Dopo il licenziamento di Boban, il futuro tecnico-sportivo del Milan resta pieno di interrogativi. La società, nell’ossessione di tornare quella di un tempo, sta provando continui cambi di rotta per tornare grande. La continuità non è stato sicuramente un punto di forza negli ultimi anni e nel difficile percorso di risalita del Milan post-berlusconiano. L’ultimo scossone profondo è stato il licenziamento di Boban, ex bandiera da giocatore e CFO della società.

La coppia Boban-Maldini sembrava essere l’asse portante da cui ripartire per costruire un grande Milan. Tuttavia, anche in questa stagione, i rossoneri hanno faticato ad ottenere i risultati sportivi inizialmente auspicati. Prima dello stop al campionato, infatti, il Diavolo occupava la settima piazza della Serie A, con il piazzamento europeo che resta uno dei principali obiettivi. Le voci dei possibili contatti tra Gazidis e Rangnick hanno destato la furia di Boban, creando i presupposti per il suo allontanamento. Anche il futuro di Paolo Maldini, di conseguenza, appare tutt’altro che sicuro.

Rangnick, si o no?

Il futuro di Ibrahimovic, fortemente voluto dalla coppia Boban-Maldini, resta da definire. Il Milan vorrebbe puntare su giovani dal futuro certo, aumentando sempre di più la qualità della squadra. Tuttavia, Boban e Maldini erano sicuri che al Diavolo servisse l’esperienza di calciatori navigati che trascinassero i giovani, guidandoli nella loro crescita. Il ritorno del centravanti svedese rappresentava, infatti, il fulcro per avviare questa nuova politica tecnica per il rilancio. Adesso, tuttavia, il futuro tecnico-sportivo è stato messo nuovamente in discussione e l’arrivo di Rangnick potrebbe scombinare le carte in tavola.

L’ex tecnico del Lipsia ha contribuito all’enorme crescita del club tedesco, portandolo ai vertici della Bundesliga e anche in Champions league. Attualmente, dopo aver lasciato la panchina, è diventato ” Head of sport and development soccer” del gruppo Red Bull, preferendo la carriera dirigenziale. La figura dirigente-allenatore, da sempre solida, in Premier league resta sconosciuta in Italia. In un campionato estremamente difficile come quello della Penisola, dove peraltro molti stranieri hanno fallito, resta molto estrema l’ipotesi di affidarsi ad un solo uomo per risalire.

Il futuro di Pioli?

Dunque, a prescindere dal fatto che il futuro di Rangnick sia o meno colorato di rossonero, quello di Pioli non sarà necessariamente lontano da Milano. Nelle ultime settimane, infatti, sta prendendo sempre più piede l’ipotesi di affidarsi a Rangnick per la direzione tecnico-sportiva e lasciare a Pioli il titolo di allenatore. Il tecnico emiliano ha la giusta conoscenza dell’ambiente italiano e potrebbe guidare il tedesco nel suo periodo di adattamento. Da sempre contraddistinto da una personalità non troppo esplosiva ( alla Conte o Mourinho), Pioli sarebbe disposto, comunque, a lasciare i giusti spazi al direttore per lavorare.

Una nuova ipotesi, che sembrava poco presumibile inizialmente, ma che sta prendendo sempre più strada. In questo modo si lascerebbero i giusti spazi ad entrambe le figure per lavorare correttamente, senza creare eccessive e sconosciute sovrapposizioni di ruolo. Inoltre, il ruolo di “sistematore” di Pioli non è dispiaciuto a società e tifosi e l’emiliano ha conquistato il gradimento della piazza. Rangnick, invece, avrebbe ampio spazio per agire sul mercato e guidato da Pioli, potrebbe curare il solo aspetto dirigenziale.

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