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Stop smartphone a scuola: “Gli studenti italiani sono decerebrati”

Il divieto di utilizzare lo smartphone a scuola esiste per 6 studenti su 10, ma a rispettare le regole è a malapena 1 alunno su 7.

L’utilizzo dell’ smartphone a scuola, una legge non scritta

Smartphone a scuola
L’utilizzo dello smartphone tra i banchi di scuola

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha pubblicato la circolare che vieta l’uso del cellulare in ambiente scolastico. «Voglio una scuola seria. Le scuole vigilino sul rispetto dei regolamenti da parte degli alunni» ha detto. Il divieto di utilizzare lo smartphone durante le ore di lezione è una sorta di legge non scritta in tutti gli istituti scolastici, da quando questi dispostivi sono entrati a far parte delle nostre vite. In effetti, la circolare di Valditara ricalca quanto previsto da quella dell’ex ministro Fioroni. «l’uso del cellulare e di altri dispositivi elettronici rappresenta un elemento di distrazione sia per chi lo usa che per i compagni, oltre che una grave mancanza di rispetto per il docente configurando, pertanto, un’infrazione disciplinare sanzionabile» riportava il documento del 2007, che a sua volta si riferiva allo Statuto degli studenti e delle studentesse del 1998.

La relazione in allegato: «giovani schiavi resi drogati e decerebrati»

In allegato alla circolare di Valditara, c’è la relazione di Andrea Cangini, che elenca tutti i danni psico-fisici connessi all’utilizzo dello smartphone.

«Ci sono i danni fisici: miopia, obesità, ipertensione, disturbi muscolo-scheletrici, diabete. E ci sono i danni psicologici: dipendenza, alienazione, depressione, irascibilità, aggressività, insonnia, insoddisfazione, diminuzione dell’empatia. Ma a preoccupare di più è la progressiva perdita di facoltà mentali essenziali, le facoltà che per millenni hanno rappresentato quella che sommariamente chiamiamo intelligenza: la capacità di concentrazione, la memoria, lo spirito critico, l’adattabilità, la capacità dialettica». – scrive il senatore di Forza Italia, nella relazione presentata lo scorso giugno – «Niente di diverso dalla cocaina continua Cangini Stesse, identiche, implicazioni chimiche,neurologiche, biologiche e psicologiche».

Secondo Cangini, la tecnologia è una “dittatura perfetta” grazie alla quale i «giovani schiavi resi drogati e decerebrati» non sono coscienti e, per questo, amano la loro schiavitù. Uno scenario a dir poco apocalittico quello descritto dal senatore, che chissà per quale ragione dovrebbe coinvolgere soltanto i più giovani e non le generazioni più adulte.

Il divieto viene rispettato?

Come riporta un recente sondaggio di Skuola.net, «appena 1 alunno su 7 racconta che le regole sono effettivamente osservate». La ricerca condotta su un campione di circa 3.000 studenti delle scuole superiori, dimostra che, nonostante l’ampia regolamentazione, ognuno si gestisce a modo proprio. Rimproveri e provvedimenti disciplinari sono piuttosto rari. Il 34% subisce il rimprovero verbale; il 36% viene punito con una nota disciplinare. Per il 30% si riscontra il sequestro del dispositivo.

Rossella Di Gilio

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