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Maggio 8, 2021, sabato

Storia della sismicitá indotta

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Tutte le volte che c’è un terremoto in Adriatico si alzano le solite voci (purtroppo anche da parte di influencer con un certo seguito) del fatto che questi eventi sismici siano indotti dall’attività umana (in particolare dalle “trivelle”).

È successo per l’evento a largo della Puglia del marzo 2018, per quelli del dicembre 2015 e anche per l’evento del 31 agosto poco a largo della costa pesarese.

Le attività umane (in special modo, ma non solo, quelle legate alla estrazione di idrocarburi) talvolta provocano sismicità, perturbando vecchie faglie che ormai non sarebbero più in grado di muoversi da sole (sismicità indotta) o rimettendo in movimento faglie che lo avrebbero comunque fatto di loro in futro (sismicità attivata)

Per permetterne il movimento, lo sforzo generato dalla crosta terrestre sul piano di faglia deve superare l’attrito e affinché ció succeda deve diminuire l’attrito o aumentare lo sforzo: in natura in genere gli sforzi tettonici immagazzinati nella crosta terrestre aumentano fino a vincere l’attrito. L’attività di estrazione di idrocarburi è connessa invece alla diminuzione dello sforzo lungo un piano di faglia bloccato. E questo succede a causa di una attività secondaria, e ampiamente sconosciuta: la reiniezione nel sottosuolo delle cosiddette acque di strato, liquidi estratti insieme al petrolio ma che devono essere da questo separate prima della spedizione del greggio per alcuni ovvi motivi: il trasporto di greggio misto ad acqua costerebbe di più perché ci sarebbe più roba da trasportare -e per giunta più pesante del greggio stesso- e perché se non venisse fatta nella località di estrazione, questa separazione andrebbe fatta nella raffineria. Queste acque hanno una salinità di origine completamente naturale altissima (oltre 10 volte quella media del mare!) e non possono essere disperse nell’ambiente perché appunto troppo salate. Pertanto o vengono depurate o vengono reimmesse nel sottosuolo, più o meno esattamente dove erano. La seconda soluzione è preferibile, per costi, questioni ambientali (l’acqua torna più o meno dov’era) ed anche perché la reiniezione consente di migliorare la produttività del giacimento.

LE PROVE AL POZZO CAVONE ESCLUDONO DEFINITIVAMENTE UN LEGAME FRA LA REIMMISSIONE DI ACQUE DI STRATO E LA SISMICITÀ DEL 2012

Il problema è che in ALCUNI CASI SPECIFICI, la reiniezione delle acque di strato può provocare sismicità, perché aumenta la pressione dei liquidi lungo delle faglie preesistenti, diminuendone l’attrito. Questo succede se la reiniezione avviene in sedimenti prossimi al basamento metamorfico, oppure se le acque di strato vengono pompate in acquiferi confinati all’interno di una zona precisa a causa della presenza intorno di rocce impermeabili. In entrambi i casi la reiniezione aumenta la pressione dei liquidi lungo dei piani di faglia e ne diminuisce l’attrito che li blocca. Questo accade soprattutto in caso di elevato tasso di reiniezione ed è evidente per la sismicità indotta nell’Oklahoma. L’estrazione di idrocarburi ha prodotto direttamente sismicità solo in pochi casi (Olanda, Canada centrale).

Carta dei pozzi di reiniezione negli Stati Uniti: si nota il raggruppamento nello spazio di quelli coinvolti nella sismicità (quelli in giallo)

C’è poi il fracking (in Italia non si può fare perché mancano le rocce adatte per farlo), ma anche in questo caso non è la tecnologia in sé a fare il danno (anche qui tranne in alcuni casi specifici) bensì la reiniezione nel sottosuolo dei liquidi che vengono utilizzati per fratturare in profondità la roccia e che in parte riemergono dal sottosuolo.

Da questo segue che l’attività antropica è in grado di generare solo terremoti a profondità molto ridotta (diciamo non oltre gli 8 km) e già così, vista la profondità dell’evento in questione (34 km) è semplicemente assurdo anche solo ipotizzarne un collegamento con delle attività petrolifere, un errore che denota una clamorosa impreparazione scientifica, se non una disonestà intellettuale.

il Fracking: perforazione orizzontale che rompe una serie di rocce di origine argillosa dure e compatte

Qualcuno ha poi pensato che tecniche come l’airgun possano provocare terremoti. Si tratta di un dispositivo che spara aria compressa in acqua: le onde acustiche così prodotte si propagano sotto il fondale, dove subiscono cambiamenti di velocità, riflessioni e rifrazioni lungo le discontinuità litologiche e vengono registrare da una rete di ricevitori, gli idrofoni. Confrontando le onde ricevute dai vari idrofoni e i loro diversi tempi di arrivo è possibile ricostruire la stratigrafia del sottosuolo ed individuare struttura e litologia del terreno e l’eventuale presenza di gas o di liquidi. Queste indagini sono quindi fondamentali per la ricerca off-shore di idrocarburi, ma lo sono anche per la ricerca geologica di base e per l’individuazione di faglie attive sotto il fondo marino. L’airgun può innescare terremoti? Assolutamente no! Sarebbe più o meno come pensare che una formica possa spostare un masso che neanche un uomo riesce a muovere.

In Italia le prime polemiche in materia sono venute dopo i terremoti del 2012 in Emilia perché molto superficiali. Ora, tutti i terremoti causati dall’Uomo sono superficiali, ma non tutti i terremoti superficiali sono artificiali (lo dimostra anche la storia). Per accertare questo fattore è stata istituita una commissione (ICHESE) le cui conclusioni furono che era “altamente improbabile” che i terremoti emiliani avessero una origine antropica ma che, per escludere del tutto il fatto, si dovevano fare degli esperimenti sulla reiniezione delle acque di strato a Cavone. Il CAVONELAB ha quindi successivamente dimostrato che l’aumento della pressione negli acquiferi non era sufficiente a provocare i terremoti.

Insomma,che si debba consumare meno petrolio è ineccepibile, ma soprattutto a causa delle emissioni e non certo per via dei terremoti.

Bibliografia:

  • Weingarten et al. 2015: High-rate injection is associated with the increase in U.S. mid-continent seismicity. Science 348; 1336 – 1340
  • Hough e Page 2015 A Century of Induced Earthquakes in Oklahoma? Bulletin of the Seismological Society of America, Vol. 105, No. 6, pp. –, December 2015, doi: 10.1785/0120150109
  • Baranova et al 1999 A model for induced seismicity caused by hydrocarbon production in the Western Canada Sedimentary Basin Can. J. Earth Sci. 36: 47–64
  • van Thienen-Visser e Breunese (2015) Induced seismicity of the Groningen gas field: History and recent developments The Leading Edge pp.664 – 671Aldo Piombino

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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