La polizia del Regno Unito ha dichiarato che, negli ultimi mesi, sono state depositate centoquarantasei denunce a carico dell’imprenditore egiziano Mohamed Al Fayed, morto nel 2023. Fino allo scorso ottobre, si erano fatte avanti sessantuno persone, oltre alle ventuno donne che già nel 2005 avevano intentato azioni legali contro il miliardario.

Tutto è iniziato nel 2004, a causa di un documentario della BBC incentrato su sull’ex proprietario dei grandi magazzini Harrods, nonché padre di Dodi, ultimo compagno della principessa Diana Spencer, che perse la vita con lei nel tristemente celebre incidente stradale del 1997. Davanti alle telecamere, ventuno dipendenti del centro commerciale di lusso avevano accusato Al Fayed di stupro, abusi sessuali e tratta di esseri umani. Nonostante, nel 2009 e nel 2015, la polizia avesse passato diverse prove contro di lui al Crown Prosecution Service, l’uomo non fu mai incriminato.

Mohamed Al Fayed: le indagini postume contro l’ex proprietario di Harrods

Attualmente, gli agenti stanno indagando su cinque persone, la cui identità è tuttora ignota. Queste potrebbero aver aiutato Al Fayed nei suoi crimini, nascondendoli in un lasso di tempo che va dal 1977 al 2014. Nell’ultimo aggiornamento fornito, l’ispettore capo Karen Khan ha spiegato che la polizia britannica sta collaborando con le forze dell’ordine di altri Paesi.

Non è ancora chiaro se ci siano nuovi reati in ballo. A luglio Harrods -che all’epoca dei fatti, secondo diversi testimoni, avrebbe provato a insabbiare le accuse contro Al Fayed- ha fatto sapere che oltre cento vittime di abusi hanno aderito al loro programma di risarcimento. Il programma resterà aperto a nuove richieste fino al 31 marzo del 2026.

Federica Checchia