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Super Green Pass, cosa cambia per i no vaccinati

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Il Super Green Pass entrerà in vigore dal 6 dicembre fino al 15 gennaio 2022, e prevede delle forti restrizioni per chi non è vaccinato. Non si può ottenere con il semplice tampone ed è necessario per accedere ai locali, cinema e teatri.

Super Green Pass, cosa cambia e come avverranno i controlli

Il 24 Novembre il Consiglio dei Ministri ha votato all’unanimità un decreto che definisce delle limitazioni maggiori, rispetto alla normale certificazione verde, a chi non è stato ancora somministrato il vaccino. Dal 6 dicembre sarà disponibile per i vaccinati e per chi è guarito dal Coronavirus.

Ma quali saranno i cambiamenti? Dovrà essere esibito per accedere a bar e ristoranti al chiuso, oltre che agli eventi, quindi cinema, teatri, feste, discoteche e cerimonie.
Per il lavoro basterà il Green Pass “semplice”, ottenibile anche con un tampone molecolare con esito negativo, così come per usufruire dei mezzi di trasporto. Si parla di trasporto ferroviario e di trasporto pubblico locale.

Riguardo quest’ultimo punto però, ci sono dei dubbi su come si svolgeranno i controlli.
Quello che è certo è che avverranno su una base campionaria, come dichiarato dalla ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini. Ma gli accertamenti verranno effettuati da tutte le forze di sicurezza, specificato da Mario Draghi durante la conferenza stampa.

La questione lascia un po’ di perplessità anche tra gli esperti.
Infatti ieri a Piazza Pulita in onda su La7, Andrea Crisanti, microbiologo e professore all’università di Padova, ha sollevato delle questioni riguardo al Green Pass “rafforzato”.
Nel suo intervento non ha solo consigliato il governo di accelerare con la somministrazione delle terze dosi, ha anche messo in luce ulteriori misure da adottare.

“Serve impegnarsi anche in altri provvedimenti, perché questa battaglia non si vince solo con il vaccino. Serve implementare misure che possano essere applicate: ad esempio l’obbligo di mascherine ffp2 sui mezzi pubblici. Il green pass sui mezzi penso invece sia una cosa inapplicabile”.

Secondo il professore quindi, è molto difficile riuscire a effettuare un controllo di Green pass sui mezzi pubblici e sarebbe stato più semplice e efficace, anche per individuare chi non aderisce, l’imposizione dell’uso della mascherina ffp2 che “ha una sicurezza del 98%”.

Il professor Crisanti ha anche specificato però: “Penso che il super Green pass sia una misura nella direzione giusta, che elimina un gruppo di persone che sono potenzialmente portatori di infezioni.”

In generale, quindi, sembrano esserci dei dubbi forti solo su come verranno gestite le misure di controllo.

Obbligo vaccinale

A partire dal 15 gennaio, il nuovo decreto impone l’immunizzazione obbligatoria per alcune categorie.
Ne fanno parte; il personale amministrativo della sanità, docenti e personale amministrativo della scuola, militari, tutti i corpi di polizia e il personale del soccorso pubblico.

Per le mascherine ci sarà l’obbligo di indossarla all’aperto per le zone gialle, arancioni e rosse ma non per i territori in zona bianca. Dovrà, inoltre, essere indossata in situazioni di assembramento.

La durata del Green Pass è stata poi ridotta da 12 a 9 mesi.

Il presidente del Consiglio ha spiegato il motivo per il quale sono state prese delle decisioni così restrittive, che porteranno a un grande cambiamento.
Draghi ha detto:
“Vogliamo prevenire per preservare, per conservare. Vogliamo essere molto prudenti per evitare i rischi, sì, ma per riuscire a conservare quello che ci siamo conquistati nel corso di quest’anno”.

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