L’intelligenza artificiale sta muovendo passi significativi in un ambito estremamente delicato: i traumi fisici legati agli abusi. Un campo in cui la prevenzione e il riconoscimento di schemi analoghi può comportare dei cambiamenti rilevanti. È stato un gruppo di scienziati a sviluppare uno strumento che adopera l’IA per fornire supporto ai medici. Con l’impiego dell’intelligenza artificiale, infatti, è possibile individuare i pazienti potenzialmente a rischio di violenza da parte di partner.
L’impiego dell’IA per riconoscere gli abusi
Lo studio svoltosi negli Stati Uniti da un gruppo di ricercatori è stato reso noto sulla rivista Nature. Quanto riportato spiega come l’addestramento di un modello di IA possa contribuire nel settore. Il team per poter progredire nella ricerca ha utilizzato diversi anni di cartelle cliniche di quasi 850 donne che avevano subito violenza da parte di partner o ex partner. Simultaneamente sono stati impiegati oltre 5.200 pazienti di età simile come gruppo di controllo. I dati sono stati sfruttati in tre sistemi di intelligenza artificiale differenti. Il primo ha analizzato informazioni standard come l’età, il secondo invece ha verificato i referti radiologici e le osservazioni dei medici. Infine, il terzo ha osservato entrambi i gruppi di dati. Attraverso questo addestramento è emerso che il modello con risultati ottimali è proprio il terzo, individuando il rischio nell’88% dei casi.
Uno strumento che non sostituisce gli esperti, ma rappresenta un supporto per la prevenzione
Un aspetto significativo non riguarda solo riconoscere potenziali abusi fisici, ma prevenirli con largo anticipo. Per prevenzione, in questo caso si intende la possibilità di individuare schemi analoghi identificando un possibile abuso con oltre tre anni di anticipo rispetto all’ingresso di pazienti nei programmi contro la violenza domestica. Qi Duan, direttore di programma della NIBIB, ha dichiarato: «Questo strumento di supporto alle decisioni cliniche potrebbe avere un impatto significativo sulla previsione e sulla prevenzione della violenza da parte del partner». Quindi, mentre un medico vede solo una vecchia frattura al polso, l’IA incrocia quel dato con dati passati per traumi diversi, identificando un pattern di rischio invisibile a un singolo controllo.
Inoltre, tenendo conto dell’elevato numero di casi, «questo strumento potrebbe diventare una risorsa in grado di cambiare le carte in tavola per la sanità pubblica». Come è stato ribadito da Duan, questi strumenti non sostituiscono il giudizio di esperti ma forniscono un aiuto concreto nel supporto e nella prevenzione. Molto spesso le persone vittime di abusi, che sia per paura o sfiducia, non denunciano ciò che subiscono. L’impiego di mezzi simili può concretamente aiutare il personale medico a riconoscere potenziali vittime e ad affrontare con attenzione l’argomento.
Stefania Cirillo




