Referendum in Svizzera, resta la libera circolazione con l’Unione Europea

Il referendum della Svizzera ha respinto la proposta della destra sovranista sulla libera circolazione dei cittadini europei nel Paese. Solo il Canton Ticino favorevole

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Referendum Svizzera

Gli elettori elvetici hanno bocciato l’iniziativa della destra sovranista. L’idea era quella di porre fine alla libera circolazione delle persone con l’Unione Europea. Un’immigrazione moderata secondo la destra. I primi dati della consultazione parlano di una vittoria del no che ottiene percentuali oscillanti tra il 63 e 67 per cento. Controtendenza nel Canton Ticino dove i vincono con il 54,5%. Se il tutto fosse confermato sarebbe una sconfitta pesante per i promotori del referendum, dato che alla vigilia le previsioni erano altre. Già ammessa la sconfitta dell’Udc partito promotore. “Ha prevalso la clausola ghigliottina”, dichiara la vicepresidente Celine Amaudruz.

I primi dati confermano quanto emerso dalle indagini demoscopiche. Il primo Cantone a completare lo spoglio è stato il Canton Grigioni, che ha respinto la richiesta di chiusura delle frontiere con il 59%. Significativo in quanto i Grigioni confinano con l’Italia e assorbono maggiore immigrazione nel Paese.

La consultazione chiedeva di modificare la Costituzione svizzera vietando qualsiasi trattato di libera circolazione delle persone. Se avesse vinto il sì sarebbe decaduto l’accordo con l’Ue che include la Svizzera nello spazio Schengen. Secondo la Svp partito sostenitore della votazione, l’immigrazione ha raggiunto una soglia critica. Il 24% delle persone residenti sono stranieri. A loro si aggiungono i lavoratori frontalieri ossia i pendolari. Il Canton Ticino ha avviato una verifica su tutti i permessi rilasciati agli italiani. Secondo la Rsi – il canale tv in lingua italiana – La polizia ha effettuato perquisizioni domiciliari, appostamenti e indagini sul passato dei possessori del permesso.

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