Esteri

Svolta di Israele sempre più a destra

Dopo i risultati delle elezioni è da monitorare la svolta di Israele sempre più a destra, che assume tratti preoccupanti.

Tra le più rilevanti novità dell’ultima tornata elettorale in Israele si registra l’affermazione del Partito Sionista Religioso. Il partito ha ottenuto 14 dei 120 seggi parlamentari. Ciò è avvenuto per via dell’alleanza con il partito Noam, ma di che alleanza parliamo specificatamente?

  • Il Partito Noam si configura anch’esso all’estrema destra ed è famoso per le posizioni omofobe. Ma non è il solo;
  • Si aggiunge all’alleanza un terzo partito, sempre di estrema destra: Potere Ebraico. A capo di Potere Ebraico vediamo Itamar Ben-Gvir, figura in ascesa del momento.

La situazione non è delle migliori e non c’è niente che faccia dubitare che la fazione di Ben-Gvir possa aspirare a un ruolo di peso nel futuro governo guidato da Netanyahu.

Il leader aspira al ruolo di ministro della Pubblica sicurezza. Ovviamente l’aspirazione sarebbe funzionale ad uno scopo specifico: esercitare il controllo sulla polizia.

Parallelamente, il leader del Partito Sionista Religioso, Bezalel Smotrich, punta al ministero della difesa (aperta anche la possibilità del ministero delle Finanze).

Israele a destra? I risultati delle elezioni

Guardando ai risultati delle elezioni, vediamo che:

  • Il Likud ha la meglio. Il Partito di Destra (autodefinitosi “destra liberale” con tutti i dubbi che possono conseguire) ha 32 seggi. Il Likud non nasconde le sue posizioni sionste e anti-Israele.
  • Il secondo posto, con 24 seggi, è ricoperto dal partito Yesh Atid, guidato dal premier uscente Yair Lapid, di affiliazione centrista.
  • Al terzo posto troviamo per l’appunto il Partito Sionista Religioso.

    Per quanto riguarda i rimanenti 50 seggi sono suddivisi tra 7 liste.

    Con 65 seggi assegnati ai partiti di destra, il possibile nuovo governo di Netanyahu potrebbe contare su una relativa stabilità di maggioranza. 

Il Programma del Partito Sionista Religioso:

Preoccupante il ruolo assunto dal partito sionista in queste elezioni. Ma vediamo il programma del partito.

  • il Partito Sionista Religioso si è pronunciato a favore di una riduzione graduale dell’indipendenza della magistratura, per cui il potere esecutivo potrebbe sovrastare quello giudiziario mettendo in pericolo l’equilibrio democratico del paese.
  • Il Partito Sionista Religioso supporta inoltre la pena capitale 
  • inoltre detiene una linea più permissiva nell’uso del fuoco aperto da parte delle forze armate.
  • Infine, forse il più critico dei punti è l’appoggio allo smantellamento dell’ANP (Autorità Nazionale Palestinese) che tutt’ora amministra una parte dei territori palestinesi. Ovviamente ciò porterebbe i palestinesi della Cisgiordania di nuovo sotto il controllo israeliano.

Perchè chiamare Potere Ebraico un partito di Israele di estrema destra: la figura di Ben-Gvir

Vediamo qualche notizia sul Politico Ben-Gvir, e il partito di cui è a Capo, Potere Ebraico:

  • Itamar Ben-Gvir fa politica sin da adolscente, quando si unì al movimento giovanile Kach del rabbino Meir Kahane.
  • Il partito fu fondato negli anni ’70 ma posto fuori legge negli anni ’90 poiché, oltre ad essere un movimento di estrema destra anti-arabo, assunse posizioni razziste, talvolta considerate terroristiche.
  • Il movimento cercò di candidarsi come partito e partecipare alle elezioni del 1973, 1977 e 1981 ma venne puntualmente escluso a causa di un programma politico che incitava al razzismo.
  • Nel 1990 il leader del partito morì e il movimento fu scisso in due fazioni. Entrambe concorsero alle elezioni del 1992 ma furono a loro volta messe fuori legge per i medesimi motivi.
  • Nel 1994 vennero entrambe dichiarate organizzazioni terroristiche e messe fuori legge in seguito del massacro presso la moschea della Tomba dei Patriarchi di Hebron che portò alla morte di 29 palestinesi musulmani.

Alcune inquietanti notizie sul leader:

  • Nel 1995 Ben-Gvir minacciò di morte il primo ministro Yitzhak Rabin, tre settimane prima che quest’ultimo venisse ucciso da un estremista ebreo a Tel Aviv.
  • A causa di queste posizioni di estrema destra venne respinto dall’esercito israeliano, fattore che spesso compromette la carriera politica in Israele. A seguito di ciò Ben-Gvir decise di dedicarsi alla giurisprudenza per diventare avvocato.

Stando alle fonti, la sua linea politica continuò a seguire tali tendenze e ciò lo portò a raccogliere 46 incriminazioni, tra le quali istigazione al razzismo, sostegno a un’organizzazione terroristica e supporto alla violenza tra ebrei e arabi in città miste. 

Le premesse non sono delle migliori. Il leader fa ovviamente leva sul sentimento nazionalista e anti-palestinese della popolazione. Non è certo un mistero. Preoccupanti anche le risposte estere.

Ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti, ha direttamente avvertito Netanyahu che l’affermazione di un governo con l’ultradestra rappresenterebbe un rischio per i loro rapporti bilaterali. 

Articolo di Maria Paola Pizzonia

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Maria Paola Pizzonia

Studentessa di Scienze Politiche a alla Sapienza di Roma. Ha conseguito l'attestato di Scrittura alla Scuola di Narrativa e Saggistica Omero di Roma. Ha partecipato fino al 2016 agli Studi Pirandelliani di Agrigento. Ha lavorato con Live Social by Radio Capital. Scrive anche per Chiasmo Magazine, Ossigeno (di Civati, Possibile), Scomodo; Redattrice di Metrò per Attualità&Politica. Ha lavorato al progetto BRAVE GIRLS di cui si occupa attualmente. Livello C2 di Inglese.
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