Domani, 27 marzo, Quentin Tarantino compie 57 anni. Tra i registi più influenti della sua generazione, viene ricordato in particolar modo per i suoi film cult, come Pulp Fiction, Le Iene, Kill Bill e tanti altri ancora.

Pulp Fiction – photo by google immagini

Un nuovo progetto

Il regista americano non finisce mai di stupire. In una conversazione con Martin Scorsese, pubblicata dalla rivista DGA Quarterly, ha svelato il suo nuovo progetto di scrivere un libro.

Per il mio libro, ho questo personaggio che ha combattuto nella Seconda Guerra Mondiale e ha visto molti spargimenti di sangue lì.Ora è tornato a casa, siamo negli anni ’50, e non ha piacere nel guardare i film. Li trova infantili, dopo tutto quello che ha passato. Per quanto gli riguarda, i film di Hollywood sono semplicemente film. 

Tarantino, a quanto pare, risulta essere stanco della frivolezza e della superficialità dei film, specialmente di quelli hollywoodiani. Decide, così, di lanciarsi nel mondo della letteratura portando alla luce una storia ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, parlando contemporaneamente del mondo del cinema, in particolare del cinema oltre oceano.

E così, all’improvviso, inizia a sentir parlare di questi film stranieri di Kurosawa e Fellini. E quindi lui è tipo ‘Beh, forse potrebbero avere qualcosa di più di questa roba fasulla di Hollywood.

Durante la conversazione con Scorsese, afferma anche di aver visto moltissimi film sulla guerra per strutturare al meglio il protagonista del suo romanzo.

La letteratura in Tarantino

Tarantino è sembra essere sempre stato legato alla letteratura. Nei suoi film, per esempio, spesso l’intreccio non rispetta la trama. Infatti le continue dislocazioni temporali (come i flashback) sono una firma del regista. Questa tecnica ricorda l’andamento tipico dei libri, dove i salti temporali e la frammentazione della trama sono frequenti. Anche l’uso che fa Tarantino dei capitoli è tipico dei libri più che dei film.

Tarantino può essere considerato, in un certo senso, uno scrittore che usa le immagini al posto delle parole e che ha dato vita, così, alle sceneggiature che oggi tutti conosciamo.

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