Aveva 44 anni e si chiamava Yousef Abu Jaber il presunto responsabile dell’attentato di ieri sera a Tel Aviv. Lo scrive il quotidiano israeliano Haaretz, precisando che l’uomo, ucciso da un agente di polizia, non aveva precedenti con la giustizia. Secondo quanto riporta il sito Maariv, il sospetto terrorista era un arabo-israeliano residente a Kfar Kassem.
Abu Jaber non era affiliato ad alcun gruppo terroristico, ma era stato arrestato per rissa nel 2017, scrive il sito di Haaretz, precisando che nella notte la polizia e lo Shin Bet hanno perquisito la casa di Abu Jaber e interrogato alcuni suoi familiari.

Non è stato un “attentato” ma va semmai ritenuto un “incidente” quanto avvenuto ieri sul lungomare di Tel Aviv, quando l’arabo-israeliano Yusef Abu Jaber (45 anni) ha travolto e ucciso il cittadino italiano Alessandro Parini e ha ferito altri turisti che erano sul posto.
E’ quanto sostiene il fratello di Abu Jaber, Omar, in un’intervista al sito web israeliano Ynet. Yusef Abu Jaber è stato poi colpito a morte sul posto da un agente della sicurezza israeliana.
Omar Abu Jaber ha detto che la famiglia era in lutto per la morte di un parente stretto. “Per quattro giorni e per quattro notti Yusef non aveva dormito. Può darsi si sia addormentato – ha aggiunto – e abbia perso il controllo dell’automobile”. Dalle immagini diffuse sul web ha avuto poi l’impressione che suo fratello abbia cercato di scansare i passanti.
Yusef Abu Jaber aveva sei figlie ed era nonno. In passato aveva gestito un negozio di giocattoli nella città araba di Kfar Kassem (a nord-est di Tel Aviv) e da due anni era addetto assieme alla moglie alle pulizie in un liceo vicino a Tel Aviv.




