Non ho tempo per leggere è la scusa più utilizzata quando si tratta di libri, anche se in fondo sappiamo che non è vero. Ve ne consigliamo tre che (forse) vi faranno ricredere.

Quando si parla di libri, molti tendono a fare un vago gesto con la mano e a dire “non ho tempo per leggere” seguito da una scusa a mezza bocca che più o meno è sempre la stessa: se avessi più tempo libero o facessi meno cose sicuramente leggerei tanto. E nel mentre i libri continuano ad accumularsi, perché in fondo quello che pensiamo davvero è che sia una fatica, dedicare quella mezz’ora la sera dopo il lavoro a un libro, piuttosto che a una serie TV poco impegnativa. Forse semplicemente non vi va (e andrebbe bene comunque) o forse sbagliate libri. Nel secondo caso, di seguito ve ne consiglio tre che potrebbero fare al caso vostro.

Un libro di poesia: Jacques Prévert

La poesia, è vero, può essere più stancante di un romanzo in alcuni casi, non essendo altrettanto diretta. Però ha anche una qualità non indifferente: è corta. Tenere una raccolta di poesie sul comodino, o in borsa, significa che ogni momento libero diventa una buona occasione, fossero anche cinque minuti. E poiché non hanno solitamente continuità, non si pone il problema di perdere il segno, o di non essere abbastanza concentrati. Per questo motivo le Poesie d’Amore di Jacques Prévert sono l’ideale: il poeta francese ha infatti l’incredibile dote della semplicità, pur scrivendo del sentimento più complicato.

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Photo Credit: Daniel Schludi
Turn the Page – Photo Credit: Daniel Schludi

L’onore Perduto di Katharina Blum

Questo libriccino del 1974, che ha il suo primo pregio nell’essere sottile, e quindi di non spaventare il lettore, è un romanzo del premio nobel Heinrich Böll. Il racconto segue la storia di una donna qualunque, divenuta vittima della stampa scandalistica a causa della sua relazione con un ricercato. Perché questo libro? Perché oltre a presentare un’interessante riflessione, lo scrittore scrive in maniera facile e piacevole. Inoltre il romanzo è suddiviso in vari momenti, rendendo quindi possibile la lettura ed evitando la possibilità di perdere il segno. 

Abbiamo Sempre Vissuto nel Castello

Sebbene del 1962, questo libro di Shirley Jackson è ultimamente estremamente chiacchierato. Abbastanza breve, presenta una scrittura semplice e curata, che facilita il lettore nel seguire i pensieri di Mary Katherine, la diciottenne che vive assieme a sua sorella Constance e a suo zio: gli unici tre membri della famiglia Blackwood sopravvissuti a un caso di avvelenamento. In questo caso il fattore che vi porterà a continuare la lettura una volta iniziata, sarà la curiosità, che la scrittrice è bravissima a mantenere viva lungo tutto il romanzo. Infatti un segreto sovrasta il racconto, circondando ciò che viene narrato, per essere svelato solo alla fine.

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