Da JAnnik a JAsmine, Bisogna dire che l’Italia del tennis in questo 2024 si è svegliata decisamente con il piede giusto. Perché se è vero che alcuni dei suoi co-protagonisti al momento stanno vivendo a livello individuale un periodo sottotono, è anche vero che gli attori principali invece hanno ingranato fin da subito la marcia giusta. Dopo degli Australian Open di alto livello, ci si aspettava un passo in avanti da parte di Jasmine Paolini e alla fine ne ha fatti almeno tre. Ieri contro Kalinskaya (4-6, 7-5, 7-5) si è presa un’importante rivincita ed è andata via da Dubai con il primo titolo 1000 in carriera: si prospetta essere l’inizio di una grande storia e vi spieghiamo perché.
Jasmine Paolini, ecco il primo 1000 della carriera

A volte nella vita ci vuole anche un buon quantitativo di fortuna e l’aver potuto saltare il match contro Elena Rybakina forse è stato determinante. Lasciare quel forse lì però è d’obbligo, perché con una Paolini così di sicuro la vittoria della kazaka non sarebbe stata scontata, anzi l’azzurra avrebbe avuto modo di dire la sua. Poi il passo in semifinale e infine l’approdo in finale contro Kalinskaya, che già agli Australian Open aveva incrociato l’italiana, eliminandola dal torneo. Questa volta però la storia è stata diversa. La russa è partita forte ha provato a dare un’altra dimostrazione di forza sul campo soprattutto nel primo set, dove ha mosso palla nei punti in cui voleva ed è stata assoluta padrona del campo. Qui però è uscita fuori la bravura di Paolini, perché è riuscita ad aumentare l’intensità e senza che l’avversaria abbassasse i propri ritmi, si è inserita nei cardini di una partita complessa, riuscendo alla fine a spuntare il secondo set per 7-5. Il capolavoro, d’altro canto, lo ha fatto nel terzo. Dopo essersi auto-compromessa la gara, con la Kalisnkaya scappata sul 5-3, ha tenuto bene a livello mentale e ha orchestrato una rimonta incredibile che poi le ha consentito di vincere l’incontro e di conseguenza il torneo.
Queste alcune delle sue parole in conferenza stampa riprese da SuperTennis: “E’ tutta la settimana che inizio male la partita. Già nel match d’esordio, martedì, mi era costato il primo set. Ho solo cercato di giocare ogni punto: mi sono detta che dovevo lottare su ogni palla e divertirmi. Qui non è facile fare tanti punti con il servizio: soprattutto di notte la palla è più pesante perché è molto umido. Sono davvero felice per come sono riuscito a rientrare in partita. Non lo so, è incredibile. L’avevo battuta anche quando avevo vinto il mio primo titolo WTA (negli ottavi a Portoroz 2021; ndr) ma poi ci avevo perso il mese scorso negli ottavi dell’Australian Open…. Sapevo che sarebbe stata dura. Stava giocando davvero, davvero bene. Onestamente non so come ho fatto a vincere la partita perché lei all’inizio giocava troppo bene. Ho provato a cercarle il rovescio, a spingere di più, a essere anche più rilassata, a provare a colpire prima la palla perché altrimenti lei mi faceva correre tanto. Ma credo che la chiave sia stata credere che, anche se ero sotto, avrei comunque potuto cambiare la partita”.
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