L’ex primo ministro del Bangladesh, Sheikh Hasina, e sua nipote Tulip Siddiq, legislatrice del Regno Unito, sono state condannate per frode. Il tribunale ha emesso il verdetto lunedì, condannandole a scontare rispettivamente 10 e 4 anni di carcere.

La tensione politica è elevata

Il giudice Mohammed Rabiul Alam ha ritenuto l’ex leader colpevole di corruzione in merito a un progetto edilizio governativo nei pressi di Dhaka. La corte ha coinvolto nella condanna diversi membri della sua famiglia, tra cui Azmina Siddiq e Radwan Mujib Siddiq, altri due nipoti che dovranno scontare sette anni ciascuno. L’agenzia nazionale anticorruzione sostiene che Hasina abbia collaborato con alcuni funzionari per ottenere illegalmente sei lotti di terreno nel progetto Purbachal New Town. Secondo l’accusa, l’ex premier era intenzionata a destinarli alla famiglia. Tuttavia, le norme governative ne vietano l’assegnazione.

La condanna del tribunale giunge in un momento tutt’altro che tranquillo. È un momento politico estremamente delicato, soprattutto ora che il governo ad interim, guidato dal premio Nobel per la pace Muhammad Yunus, è impegnato a organizzare le prossime elezioni del 12 febbraio. Le autorità hanno già escluso il partito di Hasina, l’Awami League, a seguito della rivolta popolare avvenuta nel 2024 che pose fine a quindici anni di potere continuativo. La nipote Siddiq respinge ogni accusa, affermando di non aver mai ricevuto alcun terreno. Nonostante ciò, i pubblici ministeri sostengono che la parlamentare britannica abbia insistito per convincere la zia a favorire l’assegnazione dei lotti a sua madre e ai suoi fratelli.

Condanna per frode, per l’ex primo ministro è infondata

Questa ulteriore condanna si somma sulle spalle di Hasina, accumulando un totale di 26 anni da dover scontare in carcere. Un’accusa aggiuntiva che si addiziona a una condanna a morte per crimini contro l’umanità ricevuta a causa della violenta repressione delle proteste studentesche del 2024. Similmente, anche i figli Sajeeb e Saima Wazed hanno ricevuto pene di cinque anni ciascuno. Attualmente, quasi tutti i componenti della famiglia accusati risiedono all’estero ed improbabile che ritornino in Bangladesh per scontare le pene. Hasina, inoltre, si trova in esilio dal giorno della sua fuga in elicottero. Ha ribadito in più occasioni che il processo subito non ha alcuna base legale.

Stefania Cirillo