Il portavoce di Randhir Jaiswal, ministro degli Esteri indiano, ha dichiarato che il governo sta esaminando la richiesta di estradizione per Sheikh Hasina. All’inizio del mese, l’ex prima ministra del Bangladesh è stata condannata a morte per crimini contro l’umanità. L’accusa mossa contro di lei si riferisce alla violenta repressione delle proteste contro il suo operato nell’estate del 2024, da lei ordinata. Negli scontri sono morte almeno 1.400 persone, e l’ex leader è fuggita in India, dove si trova al momento.

Rispondendo a una domanda postagli durante un briefing settimanale con i media, Jaiswal ha dichiarato: «Sì, abbiamo ricevuto la richiesta, che è in fase di esame nell’ambito dei procedimenti giudiziari e legali interni in corso. Restiamo impegnati a tutelare gli interessi del popolo del Bangladesh, tra cui la pace, la democrazia, l’inclusione e la stabilità nel Paese, e continueremo a collaborare in modo costruttivo con tutte le parti interessate in questo senso».

Chi è Sheikh Hasina, l’ex premier del Bangladesh condannata a

Le parole del ministro sono un segnale molto forte. Il governo indiano, infatti, non aveva dato una risposta ufficiale alla precedente richiesta di estradizione, presentata dal Bangladesh a dicembre del 2024. Il fatto che, stavolta, questa sia arrivata, potrebbe voler dire qualcosa.

Hasina ha settantotto anni. È stata la premier più longeva della storia del Paese, e ha governato dal 2009 al 2024 e dal 1996 al 2001. È la figlia maggiore di Sheikh Mujibur Rahman, il politico che dichiarò l’indipendenza del Bangladesh dal Pakistan e fondò il partito Lega Awami, di orientamento progressista, ora guidato da lei. Inizialmente molto apprezzata, la deriva autoritaria del suo governo ha fatto nascere il malcontento tra la popolazione che, alla fine, si è ribellata.

Federica Checchia