The Illest vol.III: il nuovo album di Mostro, esce oggi. Lo abbiamo incontrato alla presentazione Stampa. L’artista ha raccontato tutto ciò che rappresenta questa nuova avventura con un etichetta discografica diversa dalle precedenti, e il lavoro dietro la stesura delle nuove tracce. Giorgio Ferrario in arte Mostro, inizia a scrivere i suoi primi testi già al liceo. Nello stesso luogo fa amicizia con il rapper Lowlow, insieme danno voce ad una nuova generazione che si ritrova nel genere rap. Questo inizia a diffondersi in Italia con la “vecchia scuola” (old school), rappers che seguono gli Usa con il fenomeno di Tupac, the Notorious B.I.G ed Eminem. Fino ad arrivare alla “nuova scuola” con rapper più giovani che si avvicinano musicalmente all’hip-hop. Possiamo dire che Mostro e Lowlow rappresentano una nuova storia musicale. I grandi successi come: “Scusate per il sangue”, “Supereroi falliti” e “L’origine del male”.
Dal 2015 Mostro pubblica il mixtape “The illest vol.1” che riscuote successo tramite lo stile inconfondibile dell’artista. Fino ad oggi con The Illest vol.III: il nuovo album di Mostro che segna la maturità artistica del suo percorso musicale. Dai primi brani dove esplicitamente c’è un giovane ragazzo che racconta la sua storia tramite delle barre, con freddezza e a tratti colpevolezza verso un mondo che non capisce la sua arte. Ma nonostante tutto c’è sempre stato un carisma che lo ha contraddistinto nel tempo, nel credere sempre in ciò che faceva e spingendo anche gli altri a farlo. Perché come scrive in un dei suoi primi brani:
Qual’è il motivo per cui siamo nati?
-24 carati brano di Mostro
Quello che hai dentro vale 24 carati!
Quello che hai perso vale 24 carati!
The Illest vol.III: il nuovo album di Mostro, il lavoro in studio, l’ispirazione e le tracce

L’idea di lavorare con nuovi produttori per me era una sfida, dato che ho lavorato sempre con le stesse persone, ero spaventato e ho fatto un “battesimo di fuoco” organizzando un incontro con sette produttori diversi. Il mio intento è fare musica, cerco sempre il meglio e chiedo tanto per quanto riguarda il suono ecc.. ad esempio con Andry The Hitmaker che veniamo da due mondi diversi ci siamo trovati, abbiamo stesso quattro pezzi in un pomeriggio.
-Mostro, alla presentazione dell’album
Infatti rispetto all’album The Illest vol.2 dove la maggior parte delle produzioni erano affidate a Enemies, qui c’è stata la sinergia di diversi producer, distanti artisticamente come: The Ceasars, 2nd Roof, Andry The Hitmaker, Mixer T, Manusso e Sine. Oltre alle produzioni accanto ai fedeli Yoshimitsu e Nick Sick.
A volte per vivere delle situazioni migliori è necessario affrontare delle difficoltà grassissime, come se le cose belle sono sempre nascoste dietro a delle difficoltà. Io ho sempre avuto l’impressione di subire le cose negative in una maniera passiva, mentre tutto il bello l’ho dovuto conquistare. È un po’ tutto quello che determina la mia vita, gira intorno a questo concetto che ho voluto raccontare nel brano “Niente pioggia niente fiori”, dal titolo mi ha subito convinto e poi ho scritto tutta la canzone. Il beat mi piace molto, mi dà l’idea di stare in macchina da solo, con la pioggia abbattente, le luci un pò così che se ne vanno, Marco ha fatto un lavoro incredibile.
Un nuovo progetto, un’etichetta discografica diversa e la voglia di prendersi tutto
Sono trascorsi più di sette anni dall’uscita del primo album della saga “The Illest”, un progetto che ha portato Mostro ad affermarsi con grande credibilità nel mondo urban. Negli anni successivi, il rapper ha dato continua prova della sua sensibilità artistica, mostrando di volta in volta una maturità che si riflette sia nei temi affrontati sia nella costruzione più complessa delle liriche e degli incastri. Ora è pronto a tornare con un disco che ripagherà l’attesa dei fan che da tempo speravano in un terzo volume. Ci ha descritto brevemente qualche traccia e il lavoro che c’è dietro:
Sono contento che la traccia con Madman sia venuta in linea come sono le altre, le componenti tecniche che sono il grottesco divertente che caratterizza la nostra poetica che è venuta fuori in “Noodles”.
C’è un filo rosso che collega le tracce dell’album, le delusioni e la voglia di rivalsa, qual’è stata la prima delusione?
Quando ero ragazzino avevo l’impressione che il mondo andasse molto più veloce di me, vedevo gli altri fare delle cose e io mi sentivo molto più indietro. Quando poi è entrato il rap è come se mi si fosse spalancata una porta, mi ha detto “tu sei questo”. Io sono grato a questa musica, mi ha dato un nome, un’identità. Dalle delusioni in sè non stavo costruendo molto, anzi le stavo solo tenendo dentro di me, ho avuto la possibilità con la musica di raccontarle, ho espresso me stesso.
Un brano che dedica ai genitori, dove esprime la sua gratitudine per quello che oggi è diventato.
Nel brano “Le chiavi di casa” parli del rapporto con i tuoi genitori, c’è una strofa in particolare:
(Pa’, mi dispiace ma ho fatto un casino)
-Le chiavi di casa, Mostro
Mi maledico, penso e ripenso “Ma dai, ma dove le ho messe?”
Sento di averti deluso, la responsabilità in fondo sono promesse
E credevo di sentirmi grande il giorno in cui mi hai dato le mie prime chiavi
Ma la realtà è che io sono cresciuto soltanto quando quella volta le ho perse
Scusa, pa’
Un brano profondo, dove da una parte c’è la difesa di quello che sei e quello che hai costruito negli anni, ma anche una nota di amarezza forse per aver deluso le loro aspettative?
Si la rima “mi scuso ai miei per averli delusi, ma era importante che io mi perdessi”, credo che ad oggi se sono dove sono lo devo anche ai miei errori. Ci sono state delle volte in cui ho fatto stare male i miei genitori, difficoltà che mi hanno fatto arrivare ad oggi a dire a mio padre “ti voglio bene” all’interno di una canzone. Un regalo per i miei genitori, credo che sono cresciuto, e crescendo in generale i tuoi genitori smettono di essere tua mamma e papà e cominciano ad essere tua madre e tuo padre, riesci a distaccarti da quell’aurea di protezione. Sono delle persone che hanno affrontato le tue stesse difficoltà, se non di più avendo anche dei figli. Per me mio padre ha sempre rappresentano una persona molto responsabile, dedita al lavoro, e io volevo dirgli che se sono arrivato a questo punto della mia vita, della mia carriera è anche perché ho visto lui impegnarsi tantissimo in quello che faceva. Sono sincero è stato più facile scriverla questa canzone che fargliela ascoltare, non abbiamo mai avuto questo tipo di dialogo, ma è stata una possibilità per aprirmi. Il brano si legge su questa cosa delle chiavi di casa, che quando ci vengono date ci sentiamo grandi, da adolescenti, ma ti rendi conto che grande ci diventi la prima volta che le perdi e devi chiamare i tuoi per dirgli che hai fatto una cazzata.
Un brano che ci fa capire che diamo per scontato tantissime cose che solamente quando le perdiamo ci rendiamo conto del valore che avevano.
The Illest vol.III: intervista a Mostro, presentazione del nuovo album
Percepisci un’evoluzione artistica nel nuovo disco e dove ti sta portando? Quanto hai ancora dentro del primo Mostro di The Illest vol.I?
Guarda io ho capito che non posso decidere in quale direzione mi porterà un disco, perché la vita è imprevedibile, si fanno progetti ma cerco di vivere il presente più che posso, una cosa che faccio fatica a fare. Avendo vissuto delle nuove realtà, e tutte queste nuove emozioni è stato molto naturale fare un disco vario, se lo avessi fatto nel momento post lock- down avrei fatto un disco sgonfio, smorto.
Se un giovane rapper ascoltasse questo disco e si ispirasse al tuo vissuto e al tuo presente, cosa gli consiglieresti?
beh..di allenarsi molto, di scrivere tanto, i giovani d’oggi incappano nella fretta di pubblicare, io prima di pubblicare una canzone sono stato tre anni in studio a registrare qualsiasi cosa, a capire come funzionasse la mia voce, serve allenamento, tecnica, scrivi, divertiti. Non ponetevi subito il risultato, perché non ti serve adesso.
Questo disco è stato scritto velocemente o ha avuto un processo più lungo?
Più lungo, il processo del cambio dell’etichetta porta con sè tutta una questione burocratica che ti impegna giornate intere e rallenta il lavoro.
Hai avuto qualche preoccupazione o paura per questo nuovo album?
Ma guarda è un disco che ho scritto costruendo la fiducia, tutti questi stimoli e possibilità sono una sfida, possono anche spaventare, comunque nessuno a me dava la certezza che andare in studio con un’altro produttore sarebbe andata bene. Sono partito con quello che sapevo fare bene, quei pezzi come: “Underrated”, “Rappresento”, “Vomito” con dei beat che fanno parte del mio rap. Dopo aver fatto quello che sapevo già fare ho avuto la fiducia di creare cose nuove.
In generale quando scrivi i tuoi pezzi da dove nasce l’ispirazione e se all’interno di questo album hai tratto spunto da qualche opera cinematografica o letteraria?
Quello che mi ispira di più è la musica degli altri, quando sento un pezzo figo mi viene voglia di andare in studio e registrare una roba simile. Io credo che il lavoro di un’artista è quello di essere ricettivo di tutta la realtà, più sei distratto e più funziona, una parola all’interno di una pubblicità mi entrava dentro e ci costruivo un concetto, a volte quando ricerco l’ispirazione non la trovo perché troppo concentrato e non vengo colpito. Però io leggo moltissimi libri di poesie che mi ispirano tantissimo a livello di parole, di scrittura.
La collaborazione con Il tre con la traccia “Delusioni”:
Sono molto contento di come è venuta la traccia, con quel carattere moderno che gli ha dato Andry ma richiama anche quella forma di rap classico. Io penso che Il tre sia uno di quegli artisti della nuova generazione che però allo stesso tempo mantiene quella forma di rispetto e amore per questa musica. Sono contento che abbia messo il suo talento a disposizione di questo brano. Un ritornello particolare che ho provato più volte a rifare ma poi alla fine abbiamo deciso di mantenere questo perché quell’intensità che rendeva questo pezzo oggettivamente unico.
The Illest vol.III
Testi provocatori, crudi e mai scontati e un sound potente e deciso contribuiscono a rendere lo stile di Mostro estremamente riconoscibile, facendogli collezionare milioni di views su YouTube. Il suo album “The Illest, Vol. 2” conta oltre 68 milioni di stream su Spotify, il disco “Sinceramente Mostro” ne raggiunge ad oggi più di 50 milioni, mentre “Ogni maledetto giorno” (Disco di Platino), in una sola settimana dall’esordio riesce a scalare ben 87 posizioni della classifica ufficialeFIMI/Gfk dei dischi più venduti, raggiungendo il primo posto di una chart in cui presenziano i più importanti nomi della storia del rap italiano.
“THE ILLEST, VOL. III”, il nuovo album di Mostro, rapper romano dall’immaginario schietto e ribelle che torna con il terzo, attesissimo capitolo della saga alla quale aveva dato inizio nel 2015. Il disco, pubblicato per Epic Records/Sony Music Italy, sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali e in versione fisica CD, CD Autografato, Bundle CD + T-shirt, LP, LP Autografato.
TRACKLIST “THE ILLEST, VOL. III”
1.THE ILLEST INTRO (PROD YOSHIMITSU & NICK SICK)
2.UNDERRATED (PROD NICK SICK)
3.NIENTE PIOGGIA NIENTE FIORI (PROD THE CEASARS)
4.RAPPRESENTO feat. JAKE LA FURIA (PROD 2ND ROOF)
5.AQUILONI (PROD 2ND ROOF)
6.UN MOMENTO PER FAVORE (PROD ANDRY THE HITMAKER)
7.DELUSIONI feat. IL TRE (PROD ANDRY THE HITMAKER)
8.DA PAURA (PROD 2ND ROOF)
9.PORTE CHIUSE (PROD NICK SICK)
10.NOODLES feat. MADMAN (PROD MIXER T)
11.LE CHIAVI DI CASA (PROD MANUSSO)
12.EXIT feat. RIZZO (PROD ANDRY THE HITMAKER)
13.BOTTIGLIE ROTTE feat. EMIS KILLA & GEMITAIZ (PROD SINE)
14.VOMITO (PROD YOSHIMITSU)
15.SE PASSI DI QUI (PROD YOSHIMITSU)
Vi auguriamo un buon ascolto, le tracce sono disponibili su tutte le piattaforme musicali.
Irene Marri
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