Lo avrete capito dalla mia precedente recensione di Nioh 2, ben prima che The Nioh Collection approdasse sulle PS5 e nei PC di tutto il globo. Nioh, secondo me, è il miglior Souls Like in circolazione, punto e a capo. O meglio, Nioh 2, dato che il primo, più vetusto, qualche problemino lo aveva; tanto di natura tecnica, quanto a livello di storia e svolgimento generale della trama.
Ma ehi, memori della celebre pubblicità del gelato che tutti (i più vecchiotti) ricordano con affetto, “Two gusti is megl che one”. E i “gusti” di chi adora farsi randellare da un videogioco punitivo e tecnico, ma anche straordinariamente evocativo e avvincente, The Nioh Collection li soddisfa tutti. Ripercorrere dall’inizio uno dei primi esperimenti di omaggiare From Software e i suoi “demoni interiori”, dal primo Nioh coi suoi DLC, al secondo con i propri, è un vero piacere; soprattutto se ora possiamo farlo con ben 120 fps garantiti (ma quanto ti è costato Team Ninja?) anche su console PS5.

The Nioh Collection Recensione, 120, Cinema, o 4k?
Vi avviso subito: questa recensione si concentra sull’operazione di porting “ad alte frequenze” su PS5, NON sui singoli giochi della saga di Nioh, o sui suoi DLC. Quelli sono e restano masterpiece del mondo videoludico che meritano solo elogi e la mia più alta considerazione. Pertanto, pur cercando di non entrare eccessivamente nello specifico, qualche numero ve lo devo snocciolare per forza, altrimenti farei prima a copiare-incollare la recensione di Nioh 2 scritta alla release e via, tutti a mangiare il gelato di cui sopra.
Così, dovete sapere che potete giocare a The Nioh Collection in 3 modalità distinte, attivabili per tutti e due i giochi (e i DLC) del pacchetto. La prima è la modalità “cinematografica”, che punta a massimizzare riflessi, pulizia delle texture, distanza di renderizzazione; e, in generale, a offrire l’esperienza più “visivamente soddisfacente” possibile. La seconda è la modalità 4k, pensata come compromesso fra “il meglio del meglio” della grafica, e una quantità di FPS più che soddisfacente: 60. Anche perchè, rispetto alla versione base sia di Nioh che di Nioh 2, quei 60 saranno DAVVERO sempre 60, cascasse il mondo.
Infine, la modalità che tutti i più tecnici amanti delle bossfight “perfect” aspettavano: la 120HZ. Tagliando qui e là in termini di aspetto estetico del gioco, Team Ninja ha confezionato una modalità che permette di usufruire dei tanto chiacchierati 120FPS della PS5. C’è un ma: potrete provarla (e apprezzarla) solo se il vostro pannello o monitor supporta i 120HZ. Non aspettatevi, quindi, che il gioco operi magicamente per cambiare ciò che solo l’hardware, il vostro schermo, può controllare.

The Nioh Collection Recensione, modalità a confronto
Nei paragrafi che seguono mi appresto a segnalarvi le mie impressioni per tutte le tre modalità. All’inizio di ogni paragrafo indicherò il titolo o i titoli della collection al quale si riferiscono le mie considerazioni.
Nioh (il primo) e Nioh 2: la modalità cinematografica si rivela quella capace di renderizzare più dettagli (erba, nemici, texture) a distanza elevata. Per riuscire a farlo, però, tanto in Nioh quanto in Nioh 2 (più in Nioh 2) viene a patti sia con la risoluzione che con il framerate. I 60 fps si fanno ballerini, e la risoluzione capa dal 4K a un 4K che somiglia tantissimo al FullHD scalato che si ottiene su PS5 facendo girare il gioco in modalità retrocompatibilità da PS4.
Su Nioh e Nioh 2: la modalità 4k è eccezionale, tanto da spingermi a pensare che sia stata la prima a essere ottimizzata per la console Sony di nuova generazione. Al prezzo di un po’ di pop-in fi erba e oggetti di arredo minori nei livelli, la risoluzione diventa un 4K reale e cristallino, che rende immediatamente obsoleto il 4K upscalato delle versioni PS4. Il framerate è più stabile, e solo ombre e illuminazioni risentono in minima parte del passaggio dalla modalità cinematografica.

Su Nioh 2: la modalità 4K, però, è molto più simile al gioco emulato da PS4. E poi, se volete giocare solo a Nioh 2 nella nuova veste, possedendo il gioco PS4 potete ottenerla gratuitamente, senza acquistare la collezione.
Su Nioh e Nioh 2: la modalità 120HZ ha bisogno di qualche tweak, o per lo meno, è ancor meno esaltante in termini di “soddisfazione estetica” di quanto mi aspettassi. Chiaro che sviluppare un titolo nativo per PS5 permette di sfruttare il framerate aumentato senza troppo compromessi. Chiaro anche, quindi, che la collezione, basata sugli asset più datati, per venir proiettata a 120FPS debba essere prima downscalata in FullHD, e poi ri-upscalata in 4K. Questi passaggi assicurano che il framerate non scenda mai sotto ai 120, a beneficio della fluidità e, quindi, della vostra letalità in gioco. A dimostrazione di quanto Nioh, anche più del suo padre ideale Dark Souls, sia un gioco che fa del millisecondo il suo migliore amico.
In conclusione: chi nasce tondo non muore quadrato (ma può smussarsi)
Nioh e Nioh 2, più il primo che il secondo, sono nati e cresciuti nella generazione PS4/Xbox One. E nessuno può negarne l’estrema valenza tanto sul piano ludico quanto su quello artistico e immaginifico. Eppure, come vi abbiamo specificato, la validità della conversione su PS5 dipende dalla modalità scelta per la vostra run. Che se in alcune non differisce prestazionalmente di molto dal gioco testato in retrocompatibilità tramite disco originale per PS4, in altre fa emergere ancora una volta il vero potenziale di ambientazioni e level design… ma a un prezzo forse troppo alto (economicamente) da pagare.
Infine, lla versione 120 fps, ancora da rivedere e aggiustare a mio avviso, si basa su rinunce a tratti eccessive in termini di appeal visivo. Cosa ci offre, allora, questa collection? Tempi di caricamento più brevi di qualche secondo; un vero 4K per Nioh, e un pacchetto completo da cui abbeverarsi quando la sete di avventura si fa eccessivamente pressante. Ah, anche qualche vibrazione più “sentita” con il feedback aptico tra le mani. Ma scordatevi Demon’s Souls, ne siamo ben lontani. Tutto ciò è poco e tanto allo stesso tempo, specialmente considerando che chi possedeva Nioh 2 su PS4 può usufruire gratuitamente di Nioh 2 riveduto e corretto su PS5, anche senza comprare la collection.
Appare evidente, quindi, che The Nioh Collection sia un’operazione mirata a far superare più in scioltezza la generazione passata ai capitoli completi; per consentire loro di venir apprezzati anche nella nuova da chi se li è persi fino a questo momento. Specialmente Nioh, il primo, che in 4k REALI, e non upscalati, è davvero in forma più che smagliante. Meno pompata e più problematica, specialmente con la modalità 120HZ, la conversione di Nioh 2, che partiva già da un livello superiore; migliorarla con una semplice conversione non è stato possibile, non quanto Nioh (il primo).Tutto dipende, oltretutto, anche dalle performance del vostro TV o monitor. Sulle quali PS5 conta davvero molto, con qualunque titolo, per poter recapitare una user experience al pari con le possibilità del suo arsenale.
THE NIOH COLLECTION RECENSIONE | GIOCO TESTATO SU PS5
Se avete investito molto in un TV 120hz, e non potete fare a meno di scoprire come siano le difficilissime battaglie ultra-tecniche con una fluidità raddoppiata rispetto al passato, beh, non rimarrete delusi… dalla fluidità. Peccato per la risoluzione, invece, che diminuisce davvero troppo. Per i veterani, quindi: non siamo sicuri che la lama della versione che possedete e amate da tempo sia già tanto smussata da buttarla via in favore di una nuova. Anche se nativa 4K.
+ Due grandissimi giochi in una collezione completa di tutto…
+ …e su PS5 sono più belli che mai!
+ 120 frame al secondo sono tanta roba per un gioco così tecnico…
– …ma se vi “accontentate” di 60 otterrete un colpo d’occhio decisamente migliore
– Avremmo voluto uno sfruttamento più profondo del feedback aptico





