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Nioh 2 recensione, ritorno nel Giappone sanguinario degli Yokai

La recensione di Nioh 2 è stata un’impresa difficile da portare a termine. Sarà per il fascino delle armature dei Samurai, con i loro elmi cornuti, le maschere e le letali katane. Per il fatto che, si diceva, le loro lame contenessero le anime dei fedeli cavalieri feudali Giapponesi. Sarà per la varietà e fantasia sfrenata del folklore giapponese, prodigo di mostri tanto terrificanti da superare ogni immaginazione. Insomma, sarà l’acqua, sarà l’aria, sarà il caffè che non ho preso. Ma, se non l’ho preso, è perché a tenermi sveglio la notte bastava e avanzava il difficilissimo Nioh 2. 

Sì, ma difficilissimo in che senso? Il panorama dei Soulslike è costellato da anni ormai di variazioni più o meno importanti sul tema principale. Che fossero in 3D o in 2D, ciascuno ha reinterpretato a modo suo il concetto di difficile. E se con Nioh, il primo, Team Ninja aveva fin da subito definito con chiarezza di voler superare From Software e tutti gli altri concorrenti, Nioh 2 è un grido ancora più forte in tal senso. Se non foste rapiti dai meravigliosi scorci che il titolo è in grado di offrire, vi accorgereste che siete voi a urlare. Ininterrottamente, dall’inizio alla fine delle oltre 50 ore di playthrough. 

Nioh 2 recensione
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Nioh 2 recensione, git gud

“Git Gud” è la frase coniata dai fan di Dark Souls per incoraggiare (si fa per dire) i neofiti a “diventare più bravi” per superare le difficoltà del gioco originale. Quante volte, parlando con un vostro amico che ha migliaia di ore sui titoli From Software, vi siete sentiti dire “non è difficile, sei tu che sei scarso!”. Mettendo da parte la velata spacconeria dell’affermazione, il vostro amico ha ragione: Dark Souls non è difficile in assoluto.

I Souls di From Software sono videogame poco indulgenti, maestri con la bacchetta pronta a calare sulle nocche. Eppure, ogni loro sfida offre una pletora di approcci differenziati per essere superata. Che sia perché avete imparato i pattern del Boss, equipaggiato i migliori gear e realizzato una perfetta build di statistiche, o perché ci avete messo 3 ore tirandogli tutto il vostro arsenale di frecce e bombe mentre fuggivate come conigli non importa. In qualche modo ce la farete. 

Dark Souls non premia necessariamente la bravura, ma la resistenza e la creatività. Nioh 2, come il predecessore di 3 anni fa, non è così generoso. Se la curva di difficoltà dei Souls fosse una scalata verso una vetta impervia e in apparenza lontanissima, Nioh 2 sarebbe un cannone gigante, che vi spara dritti in cima. “Che devo fare? Chi sono? Cosa c’entrano le cutscene iniziali con tutto questo? Cosa ci fa qui questo gatto panzone??? vi chiederete prima che un gigantesco Yokai con la testa di cavallo vi spalmi sul pavimento senza troppi complimenti. Una terapia d’urto che nemmeno i veterani dei Soulslike possono ammortizzare appieno. Infatti, Nioh 2 ha solo le meccaniche alla base del combattimento a richiamare i Souls. Ma su di esse ha costruito un sontuoso, enorme palazzo di tecnicismi e variazioni. 

Nioh 2 recensione
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Nioh 2 recensione, un moveset elegante 

Se resisterete all’impatto, Nioh 2 vi ricompenserà. I combattimenti all’arma bianca del titolo Team Ninja sono più eleganti di quelli di un qualunque Souls… Sekiro Shadows Die Twice escluso. Pur condividendo il setting da Giappone feudale le differenze tra i due videogame sono molto marcate. La fluidità raggiunta dai combattimenti di Sekiro resta, ad oggi, la vetta irraggiungibile dell’action tecnico. Nioh 2 diversamente non innova, ma non ne ha bisogno. La formula con le pose del primo Nioh è una base che funziona ancora, ma più che tecnica è strategica. Un’illusione di profondità che offre una serie di moveset differenziati per ogni arma, ma non è strettamente necessaria al completamento del gioco. Come se, per dire, in Sekiro non doveste imparare la parata perfetta per arrivare alla fine (spoiler: dovete)

Una meccanica dall’importanza paragonabile alla parata perfetta di Sekiro però, è il ritmo Ki. Durante le fasi avanzate, la possibilità di compiere attacchi in sequenza rapida recuperando parte della propria stamina dopo ogni affondo è fondamentale. Questo perchè quando gli Yokai avversari si arrabbiano, rilasciano un’aura malefica capace di svuotare e rallentare il riempimento automatico della barra che vi consente di eseguire azioni. E poi, i moveset di tutti i nemici sono implacabili con chi si trova a corto di energia.

La differenza tra un combattimento eseguito facendo fluire i colpi uno dopo l’altro in un perfetto ritmo Ki e uno alla hit and run si fa sentire non solo in termini di efficacia: soprattutto, in quanto a soddisfazione. Nioh 2 vive di tale soddisfazione. Dell’adrenalina che sale mentre inanellate colpo su colpo, recuperate Ki premendo appena in tempo il dorsale, schivate e vi trasformate in Yokai per counterare un gigantesco Boss con un contrattacco potente. Orgasmico.

Nioh 2 recensione
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Nuovi Loot, nuove mosse…

Non sarà solo il sangue a scorrere copioso durante il gameplay. Abbattendo avversari umani o Yokai dropperete centinaia di equip, oggetti, punti esperienza. Una festa per occhi e orecchie, sotto forma di fontana luminosa che sgorga dai corpi martoriati degli avversari. Del resto, Nioh 2 , come Nioh, non pone vincoli all’usabilità delle nove (7 già viste, due nuove) tipologie di arma. Anzi, vi spinge a sperimentare, scoprire quanto sia profonda la tana del Kodama, sotto alla foresta di Skill Tree personalizzabili del nostro personaggio. Nuove combo, skill, movenze selezionabili per le varie armi, che si sbloccano man mano che le usiamo e aumentiamo la familiarità (come in Skyrim). Un’anima GDR che va ben oltre la possibilità classica, comunque presente, di cambiare le stat per migliorare vitalità, ki e peso trasportabile. 

Un albero di abilità a parte ci ricorda che siamo degli ibridi umani-Yokai. Perciò, in grado di sfruttare anime di demoni nemici per sferrare attacchi mistici basati sulle loro caratteristiche peculiari. Tali abilità sono equipaggiabili, e potrete fonderle insieme per potenziarle e aggiungere effetti secondari. Di più, possiamo anche trasformarci alla bisogna in una forma Yokai, le cui caratteristiche e abilità dipendono da quale animale guida scegliamo come nostro alter ego. Anche se il power up è temporaneo, sfruttarlo significa liquefare buona parte della vitalità dei Boss. Ma non abusatene: la barra che indica quando sarete in grado di trasformarvi si riempie lentamente.

Più “spammabile” il contrattacco potente. Se usato in risposta a un attacco potente di un avversario (un’aura rossa circonda chi sia in procinto di sferrarlo) lo paralizzerà per qualche istante, diminuendo per sempre la sua barra della stamina (ogni avversario ne ha una come voi). Quando poi la avrete svuotata del tutto, è inoltre garantito un affondo “alla Bloodborne” che fa davvero male. 

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…vecchi problemi

Il prezzo da pagare per un gioco che coniuga tante identità è evidente. La somma della difficoltà di un Souls, del tecnicismo di un Sekiro, della varietà di moveset di un picchiaduro, del loot di un Dungeon Crawler e della personalizzazione di un GDR diventa una radicata carenza di accessibilità. Un muro di opzioni, tutorial, schermate e interfacce di menù dentro altri menù separano l’utente consapevole dal giocatore occasionale. Che potrebbe non avere voglia di scoprire quanto valga la pena immergersi nel mare di testi e opzioni di Nioh 2. Al di là, si cela un level design appagante e movimentato, un’art-direction da brivido, un’ottimizzazione spaventosa. Attraverso la scelta di tre setup, potrete giocare a 60fps stabili con qualche dettaglio in meno. O con la fluidità dimezzata, 30 fps, ma la grafica pompata al massimo possibile per la PS4 (meglio se pro). 

Ai fini della recensione, Nioh 2 a parte questo è perfetto? Se ho giocato a Nioh, il primo, mi piacerà il 2? Le risposte potrebbero deludere alcuni. Perchè Nioh 2 non è affatto perfetto, complice il ritardo nella pubblicazione che traduce in una resa grafica non modernissima (pop-in di personaggi e illuminazione a distanza, texture non pulitissime). Ma soprattutto, un senso prepotente di deja-vu per i cultori del primo Nioh. Il riciclo di assets è evidente, non che sia per forza un male in assoluto.

A mio avviso, Team ninja ha preferito andare sul sicuro, limando e rifinendo il combat system piuttosto che la resa visiva, preferendo valorizzare la sensazione tattile su quella ottica. Appoggiarsi al lavoro svolto su Nioh è stata la risposta per riuscirci al meglio. Ma con il tempo di sviluppo prolungato le aspettative di tutti si erano fatte alte. E sono state, per i più esigenti, disattese.

Nioh 2 recensione, ritorno nel Giappone sanguinario degli Yokai
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In conclusione: lasciatevi menare

Nioh 2 è un titolo che, da vero Soulslike, trasforma orgoglioso la trama in un accessorio che funge da base per godere di panorami nippo-feudali stupendi, di design di mostri fuori di testa e armature fighe con cui vestire il personaggio (che in Nioh 2 non è più un individuo predeterminato, ma un vostro pg frutto di un dettagliatissimo editor). Oltre che di uno dei combat system più equilibrati e fluidi del panorama action degli ultimi anni. Nioh 2 non diverte: soddisfa, appaga. Il che è forse anche meglio. Lo fa rendendosi meno accessibile, più complesso di un Souls, ma anche molto più action based. Dire che Nioh 2 è imprescindibile per gli amanti del genere è ovvio. Affermare lo stesso per gli amanti del solo action, meno. Ma la saga di Nioh è così: non per tutti.

Ancor più dei titoli a cui si ispira, i Souls di From Software, Nioh 2 vi sussurrerà all’orecchio “Git gud”. E se non lo fate, se non diventate “gud”, vi pesterà. Forte. Se mentre siete nella polvere a beccare calci alla bocca dello stomaco vi accorgete che vi sta piacendo, tranquilli: non siete soli. Masochisti, certo. Scarsi, sicuramente. Ma soli, mai. “Git Gud”, e passa la paura. Forse.  

+ Gameplay appagante e action based

+ Tanto loot, equipaggiamenti, personalizzazione

+ Level design eccezionale, Art direction ispirata e mutevole

– Poco accessibile all’inizio

– Tanti menù da gestire

– C’è tanto Nioh in Nioh 2, anche troppo 

NIOH 2 RECENSIONE / TESTATO SU PLAYSTATION 4 PRO

VOTO: 8.9

Lorenzo Mango

Appassionato di Cinema e Serie TV, di libri e di fumetti, di video e di videogiochi. Di avventure, si può dire riassumendo. Non ama molto dormire, ma a volte lo costringono. Del resto, gli servirebbero delle "vite extra" per seguire tutti i suoi hobby e interessi. Intanto, fa quel che può con quella che ha: scrive, disegna, registra video, ogni tanto mangia. A tal proposito, potrebbe sopravvivere mangiando solo pizza. Se serve, anche pizza estera, quando viaggia. Sì, anche quella con sopra l'ananas.
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