Quarantatré anni fa è uscito il videoclip di “Thriller”, una delle più celebri canzoni di Michael Jackson, che ha cambiato per sempre il modo di concepire gli spot musicali. Intesi, prima, come semplici strumenti di promozione dei brani, con l’arrivo dell’iconico singolo di Jackson viene stravolto l’intero modo di realizzarli, trasformandoli in veri e propri cortometraggi.
Ormai è risaputo come il King del pop abbia rivoluzionato il mondo musicale per sempre attraverso il suo talento e la sua musica, rinnovando il pop e facendolo diventare un fenomeno planetario senza precedenti attraverso esibizioni, suoni e passi di danza che sono diventati iconici, come il moonwalk. Inoltre, anche grazie alla proficua collaborazione con Quinci Jones, è riuscito ad unire diversi generi come il funk e il soul in modo ineccepibile, apportando innovazioni musicali mai viste prima.
Ogni suo lavoro, che unisce coreografie spettacolari a note uniche e messaggi profondi, è diventato celebre in ogni angolo del pianeta, plasmando intere generazioni, cambiando il mondo dello spettacolo e abbattendo qualsiasi tipo di barriera, compresa quella razziale e del tempo, e riuscendo, ancora oggi, a coinvolgere orde di giovanissimi che, a distanza di decenni, lo ascoltano e ricordano come un grande pioniere del suo genere.
“Thriller”, come il celebre videoclip ha cambiato il modo di realizzare gli spot musicali
Uscito nel dicembre 1983, il videoclip di “Thriller” ha rappresentato una vera e propria rivoluzione all’interno del mondo dello spettacolo. Realizzato da John Landis, con una durata di ben quattordici minuti quasi come fosse un cortometraggio, ha un’architettura narrativa ben strutturata, effetti speciali unici per l’epoca e delle coreografie ben definite che hanno ristrutturato l’assetto delle esibizioni di danza per sempre. Inoltre, il budget utilizzato è molto elevato e ciò ha contribuito alla rivoluzione che questo lavoro ha apportato in ambito artistico.
In questo modo un semplice video è diventato uno short film, alzando notevolmente il livello di qualità generale e includendo una narrazione ben articolata e delineata, introducendo riferimenti al cinema horror e di serie B e facendo, in tal modo, diventare il tutto un’esperienza visiva unica. Anche l’impatto culturale è esponenziale poiché la messa in onda su MTV, allora emittente ancora molto giovane, ha amplificato e accelerato la diffusione del videoclip, rendendolo una vera e propria forma d’arte a tutto tondo.
Infine, l’eccellente utilizzo del trucco, che ha saputo egregiamente rendere l’idea di licantropo, il ballo dei morti viventi, divenuto iconico, e il gioco di luci hanno alzato gli standard creativi e qualitativi in modo esponenziale. Proprio per questo, infatti, è il primo videoclip della storia ad essere inserito nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso Usa e ad essere considerato un vero patrimonio nazionale.
In sostanza, questa opera iconica ha riorganizzato dalle fondamenta le regole artistiche dei videoclip, dimostrando che anch’essi possono essere delle grandi pellicole del cinema. Oltretutto, anche per il pubblico è stato uno shock la visione di questo lavoro. L’unione di musica ed elementi horror, i vestiti utilizzati, che hanno cambiato il modo di approcciarsi alla moda, e l’evidente rivoluzione a trecentosessanta gradi all’interno del mondo dello spettacolo hanno chiaramente condizionato lo spettatore, che si è sentito parte di qualcosa che fino a poco prima era impensabile.
Articolo di Ambra Gabriella Samonà





