Tiger Woods batte uno dei record che aveva nel mirino, ma che dopo tutte le vicissitudini mediatiche e fisiche sembrava irraggiungibile.

L’inizio della Leggenda

Siamo nel 1981 al Calabasas Country Club.
Il campionissimo Sam Snead sta giocando le ultime due buche del percorso quando tra il pubblico vede un ragazzino. È piccolo, ha soli 6 anni, ma gli chiede ugualmente di fare le ultime buche insieme.
Il bambino si chiama Eldrick Tont Woods ed era già un giocatore provetto. Chiude le buche con un colpo sopra il par, compreso un tiro da dentro l’ostacolo d’acqua perché, come gli ha sempre detto suo papà, la palla va tirata da dove si trova.
Sam a fine del giro gli firmerà un autografo immortalato in una storica foto.

Sam Snead che firma l’autografo al Piccolo Tiger
Photo Credits: Golfmagic.com

Quel bimbo qualche anno dopo, nel 1996, è gia uomo. Ha vinto due volte di fila lo U.S. Amateur Championship e sul Tour tutti vogliono vedere dal vivo questo fenomeno.
Lì, a Las Vegas nasce la Tigre.
Lì, inizia la scalata di Tiger Woods.

Tiger Woods
Tiger Woods alla sua prima vittoria sul PGA Tour.
Photo Credits: (Brian Jones/Las Vegas News Bureau)

L’uomo con cui aveva giocato quelle poche buche a 6 anni era colui che aveva più titoli nel PGA tour: 82.
Nessuno come lui. Snead ha lasciato alle sue spalle Jack Nicklaus a 73, Ben Hogan a 64, Arnold Palmer a 62, Byron Nelson a 52 e così via, proseguendo con altri nomi immensi.

L’impresa

Novembre 2019:
Siamo in Giappone per un nuovissimo torneo, lo Zozo Championship. Torneo del PGA Tour con un field da WGC che serve proprio ad accendere i fari su uno Stato che conta dieci milioni di giocatori.

La gara parte con un tempo splendido al contrario della Tigre che inizia con tre brutti bogey.
Arriverà in recording area con un 64 (-6) e si mette in cima alla classifica, alla pari dell’eroe in patria, Hideky Matsuyama.

Il secondo giorno arriva un tifone che obbliga la commissione a rinviare il torneo di un giorno e riprendere il giorno seguente.
Sarà un Déjà-vu per Woods ed i suoi tifosi, con un altro 64 che lo porterà a -12 ed in vetta solitaria.

La domenica è particolare perché non è la giornata in cui verrà alzato il trofeo: è il moving day.
Il field scalcia per arrivare lassù, ma Woods è una sentenza. É un 66.
Passano 48 minuti ed i giocatori ripartono per il quarto (ed ultimo) giro che si concluderà il giorno seguente a causa del buio sopraggiunto.
Il lunedì saranno solo 8 buche che serviranno a sancire una vittoria per Tiger Woods, non una qualsiasi, bensì l’ottantaduesima.

Tiger Woods
Tiger Woods vince il suo 82° torneo.
Photo credits: Chung Sung-Jun/Getty Images

Il bambino a 43 anni ha raggiunto l’impossibile. 82 volte in cima alla classifica con molti tornei in meno dell’uomo col cappello: 359 contro 425.

Tutto questo nel periodo del miglior Garcia, del miglior Mickelson, del miglior Furyk, di Jhon Daily e dei nuovi fenomeni Spieth, Thomas, Dustin Jhonson e molti altri.
10 anni in cima al mondo e dopo una pausa forzata da problemi fisici e familiari. Dall’essere oltre il numero 500 del mondo a rientrare dentro i primi dieci (6° al momento) ma soprattutto al 1° posto di molti cuori.
La cosa più bella? Che questa, non è ancora la fine.

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