Timothée Chalamet, attore statunitense pluripremiato, classe ’95, è ad oggi uno dei più amati. Il suo modo di recitare, di vestire, di essere ha conquistato i media ed i fan. Da “Call me by your name” è stato tutto in salita per il giovane attore, pluripremiato per l’interpretazione di Elio. Ricordiamo anche i suoi ruoli in “Il re” (produzione Netflix) e “Piccole Donne“, che non sono da meno. Ma vediamo nel dettaglio perché Timothée è così apprezzato, quasi venerato dal pubblico.
Timothée Chalamet: gli esordi
Figlio di padre francese e madre statunitense, Timothée cresce a Manhattan, nel quartiere di Hell’s Kitchen. Si diploma alla Fiorello H. LaGuardia High School of Music & Art and Performing Arts a New York, per poi iscriversi alla Columbia. Si trasferisce poi in una scuola, sempre a New York, per poi abbandonare definitivamente gli studi per concentrarsi sulla recitazione. Il giovane attore esordisce nel 2008, all’età di tredici anni, prendendo parte a due cortometraggi. Da lì avrà ruoli secondari nelle serie tv “Royal Pains” e “Homeland – caccia alla spia“, per poi arrivare al primo ruolo cinematografico in “Men, Women and Children” nel 2014. Trascorrerà alcuni anni performando a livello teatrale, in opere come “Natale all’improvviso” e “Prodigal Son“, dramma vincitore del Premio Pulitzer. Nel 2017 torna al cinema con quattro pellicole, tra cui, la più importante, è proprio quella che lo porta al successo: “Call me by your name“.
Il successo inarrestabile di Call me by your name
Call me by your name, diretto da Luca Guadagnino, è l’adattamento dell’omonimo romanzo scritto da André Aciman. È la storia di Elio Perlman, diciassettenne ebreo-italo-francoamericano, che trascorre le vacanze estive in campagna con i suoi genitori. Suo padre è un professore di archeologia e, come ogni Estate, ospita uno studente straniero impegnato nella tesi di dottorato. Quest’anno tocca ad Oliver (Armie Hammer), ventiquattrenne ebreo americano di bell’aspetto, la cui personalità e intelligenza mettono a disagio Elio, molto introspettivo. I due ragazzi cominciano a passare il tempo insieme, tra gite in bicicletta e nuotate; nel frattempo, i sentimenti di Elio si fanno sempre più intensi ed innegabili. La loro storia – e l’accettazione dei sentimenti che provano -, tra i tanti ripensamenti, non sarà facile, ma è proprio questo quello che colpisce della pellicola: la sua naturalezza. Chiamami col tuo nome è una storia d’amore? Anche, ma è perlopiù una storia di scoperta e consapevolezza di se e questo, Timothée Chalamet, nei panni del giovane Elio, lo esplicita alla perfezione. L’ultima sequenza del film, dove il ragazzo è seduto davanti al caminetto, piangendo, con Visions of Gideon in sottofondo, è arte pura. Nonostante la giovane età, egli dimostra una maturità artistica senza eguali: Timothée è ormai una rivelazione.
L’uomo meglio vestito ed icona di stile del 2019

La sua carriera da attore non è l’unico motivo per cui Timothée è così tanto apprezzato dal pubblico. L’attore, sfoggiando look originali e de-mascolinizzati, ha conquistato il cuore anche degli shopping addicted. Timothée, assieme ad Harry Styles, è una delle icone della “nuova moda”: rivoluzionando il vestiario, celebra uno stile svincolato dai limiti imposti dalla differenza di genere. Il suo modo di vestire è del tutto personale: non è maschile o femminile ma solo reale, spontaneo. Non a caso, è stato descritto come “L’uomo meglio vestito del 2019”. Nonostante non disponga di uno stylist personale, i suoi look non passano inosservati, dal cappello da pescatore a quelli più elaborati, per le occasioni importanti. Timothée opta per look creati da designer di tendenza scelti appositamente da lui, solitamente in colori e materiali insoliti, modello slim. Dall’imbracatura décor di Louis Vitton all’abito argento di Haider Ackermann, i suoi look sul red carpet hanno fatto esplodere il web, elevandolo ad icona assoluta.
Insomma, è chiaro che quello di Timothée Chalamet è un nome che saremo destinati a leggere ed ascoltare per molto tempo. E di questo, personalmente, ne siamo entusiasti.
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Luisa Scherillo





