Tutti i riflettori sono puntati su Timothèe Chalamet, l’attore franco-statunitense di 30 anni, che ha conquistato il grande pubblico con Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino. I riccioli e il viso ancora bambino hanno bucato lo schermo del cinema, coltivando con perseveranza una brillante carriera. Arriva all’attesissima notte degli Oscar 2026 con la candidatura per Miglior Attore protagonista, per aver interpretato Marty Bausman in Marty Supreme. Un record notevole per la sua giovanissima età: essere arrivato a soli 30 anni a tre nomination totali per la medesima categoria agli Academy Awards.

Un traguardo importanti a soli 30 anni

Un successo non indifferente che sugella la determinazione inscalfibile del giovane attore. Thimotèe Chalamet, classe ’95, nato a New York e appassionato di recitazione sin da piccolo, sta per attraversare il Golden Theatre per la terza volta in pochi anni. Ricordiamo che la sua prima candidatura agli Oscar venne per l’attore franco-statunitense nel 2017 per Chiamami col tuo nome, diretto da Luca Guadagnino. La seconda candidatura arrivò nel 2022 per A Complete Unknown, in cui interpretava Bob Dylan. Adesso, Thimotèe Chalamet si immerge ancora una volta in un biopic, vestendo i panni del giocatore di ping-pong Marty Mauser nella commedia sportiva Marty Supreme, diretta da Josh Safdie. Un lavoro intenso e continuato che lo ha visto imparare a giocare ping-pong, e sotto ore di trucco prostetico, per interpretare al meglio il giocatore, dal carattere pungente, sfacciato e brutalmente determinato a diventare il migliore.

Ricordiamo che Chalamet è candidato all’ 98 esima edizione degli Oscar insieme a nomi altisonanti del panorama hollywoodiano: Leonardo DiCaprio (“One Battle After Another“), Ethan Hawke (“Blue Moon“), Michael B. Jordan (“Sinners“) e Wagner Moura (“The Secret Agent“).

Marty Supreme e la fame dei 20 anni

Ciò che Thimotèe riesce a fare non è soltanto interpretare il ruolo di un giocatore newyorchese che punta ai campionati mondiali di ping-pong, ma è anche riuscire a calarsi nella mente e nella psicologia di un ragazzo di 23 anni, senza soldi in tasca e con fame da vendere per il successo. Si è molto parlato sui social anche del ‘discutibile’ modo dell’attore di rispondere ad alcune recenti interviste, nelle quali descrive la sua stessa interpretazione, con poca umiltà, ‘la migliore di sempre’.

Merita l’Oscar: questo è ciò che pensa e che dichiara ad ogni comunicato stampa. In realtà, è molto più probabile che l’atteggiamento dell’attore sia confacente alla sua parte nel film. Parte dalla quale, forse, non è mai uscito. Strategia di marketing? non se siamo sicuri. Ma ciò che è certo è che le campagne di pubblicità della famosa pallina arancione, simbolo di Marty Supreme, sono tutte convergenti ad un’enfasi pompata del film stesso, caricato di quella stessa fame di riflettori che caratterizza Marty Mauser.

Costellazione di record per Chalamet

Non è solo nel circuito degli Oscar che l’attore raggiunge il primato ma anche in altre occasioni festivaliere. Chalamet ha vinto infatti il Golden Globe come miglior attore (in una commedia o in un musical) l’11 gennaio per la sua interpretazione in Marty Supreme, entrando nella storia come il più giovane vincitore di sempre in quella categoria. Inoltre l’anno scorso, ha vinto il premio come miglior attore agli Actor Awards (ex SAG Awards) per la sua interpretazione di Bob Dylan in A Complete Unknown di James Mangold. A 29 anni, è il più giovane ad aver mai ricevuto il premio SAG .

Se Chalamet vincesse l’Oscar, sarebbe il secondo più giovane vincitore nella storia del premio come miglior attore, dietro Adrien Brody, che aveva 29 anni quando vinse per “Il pianista” (2002). Sarebbe il sesto più giovane vincitore maschile in qualsiasi categoria, dietro Brody, Timothy Hutton (“Gente comune”), Cuba Gooding, Jr. (“Jerry Maguire”), George Chakiris (“West Side Story”) e Heath Ledger (“Il cavaliere oscuro”).

Doriana Gatta