Cronaca

Tommaso Cerno (PD), La legge Zan sarà la legge di Renzi

Tommaso cerno, ex condirettore di Repubblica, ex membro del PD e attualmente Senatore del gruppo misto, è diventato un’insospettabile sostenitore di Matteo Renzi e della mediazione che, questi, vorrebbe condurre sulla legge Zan, una manovra politica duramente contestata dal resto della base Dem.

La mediazione renziana sulla legge Zan

Il leader d’Italia Viva, Matteo Renzi, aveva da tempo mostrato i suoi dubbi sul disegno di legge Zan, secondo il Senatore di Rignano il testo attuale rischiava di non ottenere l’approvazione del Senato, finendo quindi per essere votato tramite scrutinio segreto, una pratica che lo avrebbe affossato definitivamente.

L’ex Premier avrebbe quindi suggerito un’intesa con il Centrodestra che, se da un lato, avrebbe portato ad una rapida approvazione della legge, dall’altro, avrebbe necessariamente portato ad un ridimensionamento della stessa.

Calorosa è stata l’accoglienza leghista, il leader del Carroccio ha infatti dato la sua disponibilità alle trattative, a patto che gli articoli 1, 4 e 7 della legge vengano riscritti, abbandonando ogni riferimento “ideologico” alla cosiddetta “istruzione gender”.

Naturalmente, queste dichiarazioni, hanno trovato l’avversione dei vertici di PD e Movimento 5 Stelle, che hanno visto nell’apertura verso il Centrodestra un giochetto di palazzo, volto a depotenziare una legge che, evidentemente, anche Renzi vedeva come scomoda.

La posizione di Cerno

Una posizione di dissenso, rispetto alla linea principale del Centrosinistra, è stata proprio quella di Tommaso Cerno, il Senatore, eletto col PD ed ora indipendente, ha visto nelle scelte di Matteo Renzi delle abili mosse politiche che permetteranno il salvataggio della legge Zan.

Queste le sue dichiarazioni al riguardo

La legge Zan sarà la legge di Renzi. Il suo compromesso è un capolavoro. (…) Il metodo di Renzi è togliere un pezzo alla legge Zan per avere una legge. Se serve farlo con la destra ben venga. Il Pd lo ascolti, non faccia lo stesso errore che ha fatto sulle unioni civili.

“L’Onorevole senza linea” sembra quindi pendere per la linea di Italia Viva, considerando più importante l’avere una legge che protegga dalla discriminazione tramite la minaccia di una pena, piuttosto che una che protegga, soprattutto, educando al rispetto e all’inclusione di chi spesso viene visto come diverso.


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Franco Ferrari

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