Il Torino Film Festival per la 37° edizione annuncia un nuovo spazio tematico per il  TFFdoc dal titolo L’unica cosa che ho è la bellezza del mondo. Quattro documentari sono l’oggetto di questa rassegna uniti alla riflessione dello scrittore e filosofo Franco “Bifo” Berardi.

L’obiettivo del Torino Film Festival è chiaro: In questo periodo connotato dall’attesa della catastrofe e angosciato dall’urgenza di evitarla, TFFdoc ha deciso di concedersi il tempo di fermarsi a contemplare ciò che abbiamo intorno, di godere del piacere dello stare nel mondo.

Potrà la bellezza, sottraendoci alla logica dell’accumulo, salvarci?

Questa la domanda che ci pone il Torino Film Festival e al quale tenta di dare una risposta, indagando la complessità della realtà attraverso la lente d’ingrandimento del cinema d’autore.

I Quattro documentari

Comme Si, Comme Ça diretto da Marie-Claude Treilhou
Nel suo studio pieno di libri Michel Deguy, uno dei più grandi poeti viventi, continua senza tregua a lanciare sfide, a inventare un pensiero critico, a plasmare e trasformare il linguaggio. Adottando la stessa compostezza formale del poeta, il documentario si pone un obiettivo ambizioso: immergersi nel profondo della scrittura poetica.

Frame del film Comme si comme ca, in anteprima al Torino Film Festival Photo Credit: dal web
Frame del film Comme si comme ca, in anteprima al Torino Film festival Photo Credit: dal web

Time And Tide diretto da Marleen Van Der Werf
La quiete della natura. Il piacere dello stare nel mondo. La macchina da presa segue i movimenti del vento che accarezza un paesaggio che diviene emotivo.

Últimas Ondas diretto da Emmanuel Piton
Da qualche parte nel nord della Spagna. Un viaggio psicologico e geografico in quei luoghi che sono tornati selvaggi, un’elegia degli esseri che li hanno segnati con il loro passaggio. Un film di fantasmi che raccontano storie di un tempo che non c’è più.

L’ultimu Sognu diretto da Lisa Reboulleau
Nel cuore della foresta corsa, nel centro dell’isola, una donna vaga di notte. Le sue partite di caccia sono oniriche e negli occhi delle bestie che uccide le viene rivelato il futuro funesto degli abitanti del suo villaggio.

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