Torna “Rock in Roma” ed è già estate

Appassionati di musica, romani e non, segnatevi queste date: 23 giugno – 7 settembre. Saranno i giorni del Festival capitolino “Rock in Roma”, consueto appuntamento di parole e melodie, eclettismo di generi, ottima abitudine da ormai oltre un decennio.
Quest’anno poi, ci sono grosse novità all’orizzonte.

Trenta, trentacinque concerti e altre sorprese forse ancora da svelare: un piatto certamente molto ricco. L’undicesima edizione della rassegna “Rock in Roma” conferma la sua attitudine rock, la capacità di fare grandi numeri e attrarre platee sempre più diversificate in base alla ricchezza dell’offerta. E proprio l’idea di ampliare il ventaglio di idee e proposte, non solo a livello di musica ma anche di accoglienza, ha portato a un trend di crescita esponenziale e a un incremento notevole di pubblico nazionale e internazionale.

La festa del "Rock in Roma" (Fonte: RomaWeekend.it)
La festa del “Rock in Roma” (Fonte: RomaWeekend.it)

Mai come quest’anno possiamo parlare di un “Festival diffuso”, poiché la fruizione musicale avverrà su tutto il tessuto urbano della Capitale: quattro luoghi della della Città Eterna faranno da cornice ai concerti degli artisti che compongono il composito cartellone.

Lo scenario storico di “Rock in Roma”, l’Ippodromo delle Capannelle, raddoppia gli spazi: oltre alla grande arena (il “Black Stage”) ci sarà anche un nuovo spazio, più piccolo, deputato ai concerti (il “Red Stage”) e ve lo racconteremo più avanti nel corso dell’articolo. Già, perché prima di ogni altra spiegazione, vogliamo dar spazio ai nomi dei protagonisti.
Eccoli qua:

ANATHEMA (23/06); CALCUTTA (27/06); CAPO PLAZA (30/06); FRANCO126 (2/07); GEMITAIZ (04/07); THE ZEN CIRCUS (05/07); J-AX + ARTICOLO 31 (06/07); HAKEN (07/07);BAD BUNNY (11/07); SALMO (12/07); CARL BRAVE (13/07); OZUNA (14/07); SUBSONICA (17/07); KETAMA726 + SPERANZA + MASSIMO PERICOLO + guests (18/07); EX OTAGO + VIITO (19/07); THE BLAZE (23/07); LUCHÈ (26/07); ANIMALS AS LEADERS (27/07).

E non finisce qui. Perché come vi avevamo anticipato, a partire da quest’anno ci saranno altre location (all’interno delle quali comunque già in passato si sono organizzati concerti) a dare ossigeno alla musica di “Rock in Roma”.

Al Teatro Romano di Ostia Antica, nell’ambito dell” ‘Ostia Antica Festival – ll Mito e il Sogno”, approderanno KRAFTWERK (27 e 28/06); NEGRITA (09/07); NEUROSIS + YOB (11/07), MARLENE KIJNTZ (12/07); LOREDANA BERTÈ (27/07).

Nella prestigiosa Cavea dell’Auditorium Parco della Musica si esibiranno: THIRTY SECONDS TO MARS (03/07); SKUNK ANANSIE (08/07); BEN HARPER & The lnnocent Criminals (13/07); NICK MASON’S SAUCERFUL OF SECRETS (16/07).

Il sontuoso palcoscenico di "Rock in Roma" (Fonte: Repubblica.it)
Il sontuoso palcoscenico di “Rock in Roma” (Fonte: Repubblica.it)

Infine, sarà il leggendario Circo Massimo ad ospitare il concerto di chiusura della rassegna, lo show dei THEGIORNALISTI di Tommaso Paradiso,
il prossimo 7 settembre.

Dunque vedremo/ascolteremo il grande rock, come sempre, ma non solo. Ci sarà infatti grande spazio per le ultime tendenze in materia di Rap “Trap”, ma anche cantautorato pop e musica elettronica, psichedelia e metal. Protagonisti di ieri e di oggi.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del festival, ieri presso il suggestivo scenario dei Musei Capitolini in Campidoglio, si sono espressi sia gli organizzatori che esponenti della politica culturale/giovanile dell’amministrazione, raccontando l’evento nei dettagli.

Il co-fondatore Sergio Giuliani ci ha parlato di una rassegna “sempre più integrata nella città, molto diversa da come immaginavamo all’inizio. Alcune importanti riflessioni ci hanno portato a diversificare la location storica dell’Ippodromo delle Capannelle, ipotizzando quali potessero essere i luoghi migliori […]. Ma non ci fermeremo qui: l’idea è infatti di integrare sempre di più “Rock in Roma” nella città, andando a scovare location ancora inutilizzate. Portando la musica “live” anche in luoghi altrimenti considerati “periferici” e poco (o addirittura mai) toccati da questo genere di eventi dal vivo”.

Musica e palloncini colorati sul grande palco (Fonte: Musicaccia.com)
Musica e palloncini colorati sul grande palco (Fonte: Musicaccia.com)

Un altra considerazione riguarda il considerare il ‘Rock’ “in senso lato, come concetto relativo alla musica in generale, e quindi da fruire nella sua interezza, senza specificità di genere, steccati o barriere. Con un occhio di riguardo necessario e indispensabile ai gusti del pubblico (si pensi al tutto esaurito di Coez l’estate scorsa: 32mila persone. Un primato per un artista nostrano – con l’eccezione di Vasco – nella storia di un Festival italiano). E intendiamo così anche la cultura: proprio per questo abbiamo riflettuto sull’opportunità di inserire contesti anche diversi riguardanti il cinema e la letteratura. Così che “Rock in Roma” diventi una sorta di ‘piazza’ ideale, inclusiva e di aggregazione, dove incontrarsi e fruire di un’offerta culturale nel senso, appunto, più ampio del termine”.

Vi avevamo accennato circa la presenza del “Red Stage” all’Ippodromo di Capannelle. Ebbene, si tratterà di “un palco più piccolo in un’area più piccola, pensato per dare maggiore respiro ad artisti che altrimenti non potrebbero – per questione di numeri – far parte del nostro cartellone.
E poi c’è un altra ragione: vorremmo infatti creare un ‘appeal’ capace di andare oltre il concerto in sé. Il ‘Red Stage’ sarà infatti aperto in modalità ‘aftershow’ anche agli spettatori degli eventi che si terranno presso il palco principale. Da una certa ora in poi il concerto sarà ufficialmente a ‘Ingresso Libero’. L’idea è quella di creare una comunità che venga a seguire il nostro Festival a prescindere dall’artista in cartellone quella sera. Se questo auspicio divenisse realtà, saremmo in grado in futuro, grazie alla sostenibilità economica del progetto, di allargare l’inclusione al Festival anche ad artisti non di richiamo immediato o ‘di nome
‘.

Circo Massimo e l'attesa per il live di Roger Waters (Fonte: Video.corriere.it)
Circo Massimo e l’attesa per il live di Roger Waters (Fonte: Video.corriere.it)

In chiusura, due considerazioni interessanti. Una è affidata a Max Bucci, altro storico co-fondatore e organizzatore di ‘Rock in Roma’:
Il nostro non è un lavoro facile: realizzare un Festival, specie in Italia (con i nostri numeri e la conseguente rilevanza a livello europeo) restando una società/realtà indipendente, non un’enorme multinazionale, non è davvero cosa da poco. E con questo spirito di idee innovative ci rigeneriamo ogni anno: da qui l’idea delle 4 nuove location per una musica che cambia e si rigenera essa stessa. E noi siamo i primi a doverne prendere atto, ad esplorarla e quindi offrirla agli spettatori. Capendo tutto ciò che può funzionare. In sintonia non soltanto con i nostri gusti di direttori artistici ma soprattutto con il mercato discografico italiano, con ciò che piace alla gente”.

Perché come sottolinea il Vice-Sindaco, Luca Bergamo, “c’è la condivisione di una consapevolezza: la sfida e la missione compiuta dall’assessore Daniele Frongia nel riuscire a portare anche quest’anno il “Rock in Roma” nella sua location storica dell’ippodromo di Capannelle. Da cittadino romano e da consumatore di musica appassionato di rock, ringrazio lui e gli organizzatori […] E sono felice perché proprio Roma, la mia e la nostra città, è tornata già da qualche anno ad attirare attenzione degli ascoltatori da tutta Italia, generando una scena stimolante, talento e cultura che viene riconosciuta ovunque malgrado gli anni bui che ci ritroviamo a vivere. Infine esprimo tutta la mia soddisfazione quando mi rendo conto che aree periferiche della città, altrimenti destinate se non all’abbandono comunque a forme di marginalità ‘settoriale’, tornano ad essere respirate e vissute in pieno da tutta la cittadinanza. […] Questa è fruizione comune di vita culturale, un diritto esigibile ovunque da tutti, in centro così come in periferia. Perciò la ritengo fondamentale e in sintonia assoluta con le nostre politiche culturali come amministrazione capitolina”.

Ariel Bertoldo

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