Tour dell’orrore, i luoghi terrificanti da (non) visitare in Italia

Il ponte della Maddalena, meglio noto come ponte del diavolo, a Borgo a Mozzano (Lucca). PhotoCredit: MidnightFactory.
Il ponte della Maddalena, meglio noto come ponte del diavolo, a Borgo a Mozzano (Lucca). PhotoCredit: MidnightFactory.

In occasione dell’avvicinarsi della festa più spaventosa di tutto l’anno, ViaggiAmo propone alcuni dei tour dell’orrore più inquietanti da intraprendere in Italia. Halloween è ormai arrivato e molti sono i curiosi che decidono di visitare scenari terrificanti: castelli abbandonati, vecchi manicomi caduti in disuso. Quali sono le mete dell’orrore italiane preferite dai turisti?

Turismo dark, in netto aumento i viaggiatori dell’orrore anche in Italia

Grazie all’avvento dell’era di internet, che ha reso possibile la diffusione su ampia scala di storie, documenti e località anche lontane, il turismo ha conosciuto un nuovo modo di viaggiare che inizialmente era solo di nicchia. Sebbene, infatti, i più prediligono trascorrere il loro tempo libero in luoghi di indiscusso interesse culturale, storico o artistico, c’è una fetta della popolazione mondiale che ama dedicarsi a un turismo noir, quasi macabro. Attirati da storie inquietanti, vere o inventante, e antiche leggende, sono sempre di più i turisti che scelgono questo tipo di mete, forse alla ricerca di esperienze più accattivanti e curiose.

Tra i luoghi prescelti dal turismo dell’orrore non mancano neanche alcuni tour italiani. Da isole abbandonate ad antichi manicomi, da cimiteri terrificanti a castelli immersi nella nebbia: sono tantissimi i luoghi della paura in Italia che ospitano ogni anno centinaia di turisti, pronti a vivere emozioni raccapriccianti! Per tutti coloro che vogliano intraprendere un viaggio del genere nel corso di questo fine settimana, tutto dedicato ad Halloween, vediamo alcuni dei posti più inquietanti della nostra penisola.

Poveglia, l’isola dei fantasmi

Poveglia, Venezia. PhotoCredit: SiViaggia.
Poveglia, Venezia. PhotoCredit: SiViaggia.

E’ considerata l’isola più infestata d’Italia. Si tratta di Poveglia, della laguna di Venezia, che ancora oggi terrorizza centinaia di turisti con la sua storia e con il suo stato, ormai in abbandono. Durante la peste nera i malati furono lasciati sull’isola a morire. Nel suo suolo ci sarebbero i resti di 160 mila persone che compongono il 50% del terreno di Poveglia. L’isola è stata poi abbandonata per i secoli successivi fino a quando, nel 1922, è stato costruito un ospedale psichiatrico. Secondo le dicerie, a Poveglia c’era inoltre un “dottore pazzo” che compiva crudeli esperimenti sui suoi pazienti trattati alla stregua di cavie umane.

La struttura fu chiusa negli anni ’60 ma sembra che gli spiriti dei pazienti continuino ancora oggi ad infestare l’isola, spaventando i visitatori più coraggiosi, attraverso oggetti che si muovono da soli, urla e lamenti. Un detto veneziano afferma: Quando un uomo malvagio muore, si sveglia a Poveglia.

Manicomi abbandonati

Quale luogo è più raccapricciante di un ospedale abbandonato e ormai in rovina? Già protagonisti indiscussi dei film dell’orrore, i manicomi sono anche tra le mete più accattivanti per i veri appassionati del turismo dark. E, indovinate, l’Italia ne è piena! Uno di questi è quello di Mombello, in provincia di Monza e Brianza, un tempo tra i più grandi del Paese, oggi lasciato all’incuria.

Ex ospedale psichiatrico di Mombello. PhotoCredit: MidnightFactory.

Non meno inquietante è l’ex manicomio pediatrico di Aguscello (Ferrara), dove c’è chi giura di aver udito il pianto incessante dei bambini che vi alloggiarono in passato, o quello di Colorno (Parma), reso ancor più sinistro dalle opere dello street artist Herbert Baglione.

Le Catacombe dell’orrore in Italia

In alcune città italiane è possibile visitare le Catacombe dei frati cappuccini, una danza incessante di teschi e scheletri in condizioni incredibilmente perfette. Da Roma a Napoli, fino a Palerno, sono migliaia i resti dei frati, i cui corpi sono stati preservati dalle condizioni termiche degli ambienti sotterranei. In questi luoghi in cui i morti incontrano i vivi, l’intento è quello, in realtà, di esorcizzare la morte sottolineando come il corpo non sia altro che un mero contenitore dell’anima immortale.

Rosalia, Palermo. PhotoCredit: Quotidianpost.
Rosalia, Palermo. PhotoCredit: Quotidianpost.

Straordinarie sono in particolare le condizioni del corpo della piccola Rosalia Lombardo, sepolta nelle Catacombe dei Cappuccini di Palermo. La bambina, nata a Palermo nel 1918, morì due anni dopo per una polmonite. Il padre, forse spinto dal dolore, si rivolse al dott. Alfredo Salafia per mummificare il corpicino della figlia e preservarlo nel tempo. Ed incredibilmente la bambina, ancora oggi, sembra beata, avvolta in un eterno dormire. Sembra essere certo, inoltre, che lo scorrere del tempo e le variazioni climatiche a cui è stato sottoposto il cadavere, nei decenni, abbiano reso i capelli e le ciglia della bambina bionde: dal confronto con le foto dell’epoca, Rosalia aveva i capelli più scuri. Un misto, dunque, di terrore e fascino. Quasi un miracolo della scienza.

Quelle appena descritte sono solo alcune delle mete più frequentate ogni anno. Ancora tanti sono, infatti, i luoghi che incutono terrore nel nostro paese, protagonisti di vicende sinistre e oggi scenari di leggende che attirano i viaggiatori più audaci. E voi, sareste così coraggiosi da intraprendere un viaggio all’insegna della paura?

Martina Pipitone

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