Cinema

“Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”, lotta di classe (e d’amore)

Un ‘’film-vacanza’’ – così lo definisce ai tempi Giancarlo Giannini – che quando fa il suo arrivo al cinema nel 1974, lascia tutti senza fiato: con ‘’Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto’’, Lina Wertmüller porta sul grande schermo, con la sua inconfondibile audacia, la concretizzazione – fatta commedia – di quegli anni così difficili che vedono il nostro paese protagonista. Una lotta di classe (e d’amore) che si consuma tra le spiagge della Sardegna.

‘’Travolti’’, l’amore feroce e autentico che nasce dallo scontro ideologico

"Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d’agosto", lotta di classe (e d’amore)

Quella tra la borghese repubblicana Raffaella Pavone Lanzetti (Mariangela Melato) e Gennarino Carucchio (Giancarlo Giannini), marinaio siciliano profondamente comunista, è la storia di un amore feroce e dannatamente autentico, che nasce dal fervore dello scontro ideologico. Dalla realtà ‘’viziata’’ di una crociera su uno yacht in mezzo al Mediterraneo, al naufragio dei due protagonisti, che porta ad una nuova dimensione che capovolgerà l’assetto iniziale. Un’isola deserta. Apparentemente così condizionante da sembrare una prigione, questa diventa un piccolo Eden che annulla tutte le sovrastrutture di una società di fazioni che si scontrano senza risparmiarsi.

‘’La struttura del mondo è così feroce che ci può trasformare di nuovo’’.

Raffaella Pavone Lanzetti (interpretata da Mariangela Melato)

E poi il dramma di un finale che rompe in maniera struggente quell’utopia che per tutto il film ci tiene lì, sognanti, col fiato sospeso. È il ritorno ad una realtà in cui si ricompongono, uno ad uno, i mattoni di quel muro di pregiudizi reciproci che riporta apparentemente i protagonisti alla loro condizione iniziale. Dentro di loro, però, qualcosa è cambiato per sempre. «Mare traditore, che mi fosti amico un tempo e poi mi camminasti sopra il cuore»: le ultime parole disperate di Gennarino, alla fine della pellicola, sono una parafrasi dei versi finali del famoso Epodo di Strasburgo, poesia della lirica greca arcaica, nella traduzione di Salvatore Quasimodo.

Travolti da un insolito destino: Giannini-Melato, binomio perfetto di illusione realista

È il binomio artistico Giannini–Melato a creare ancora una volta, dopo ‘’Mimì metallurgico ferito nell’onore’’ e ‘’Film d’amore e anarchia’’, la magia dell’illusione realista per un film di Wertmüller. Una straordinaria chimica davanti alla cinepresa, che riesce a coinvolgerci dal primo momento di questo scontro-incontro all’ultimo sangue. L’evoluzione del personaggio di Raffaella ci lascia a bocca aperta. Una donna della Milano bene che dai capricci della crociera, si ritrova a fare i conti con la crudezza fisica e verbale di Gennarino. Raffaella si spoglia dei suoi abiti borghesi e si lascia andare a questo appuntamento con la sorte in cui una violenza inaudita – che fa da protagonista – dà origine a varie forme d’amore.

Il tutto incorniciato da un raffinatissimo commento musicale che porta la firma di Piero Piccioni, sublime compositore della scena jazz italiana del Novecento. Un esempio perfetto di come la colonna sonora sia capace di determinare l’identità di una pellicola cinematografica.

‘’Travolti’’, ritratto grottescamente romantico dell’Italia degli anni Settanta

‘’Travolti’’ è un ritratto grottescamente romantico della realtà socio-politica di un’Italia nel pieno dei rivoluzionari anni Settanta. È il viaggio tra illusione e realtà di due poli opposti, che grazie all’insolito destino danno vita ad un’unione straordinariamente assordante.

Caterina Frizzi

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