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Trek To Yomi, Recensione: cadi sette volte, rialzati otto

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La via del samurai è una sola ed è sempre un impasto di sudore, sangue e onore.
Visto allo scorso State of Play, Trek To Yomi è di Flying Wild Hog e distribuito da Devolver Digital. Uscito per Xbox, PlayStation e PC il 05/05/2022, è un gioco single player di azione a scorrimento orizzontale, con intermezzi di esplorazione 3D.
Percorreremo i passi di Hiroki, un samurai con una missione e promesse da mantenere.
Bushido, shintoismo e grande cinema del sol levante. Questi sono gli ingredienti che il game developer Leonard Menchiari ha mescolato insieme per creare questo capolavoro del genere.

Trek To Yomi, Recensione: cadi sette volte, rialzati otto

Trek To Yomi, Recensione: storia di un samurai.

Hiroki è il giovane discepolo del maestro samurai Sanjuro e vive la sua vita imparando i precetti del bushido e l’utilizzo della katana; mentre crescono in lui sentimenti di affetto per la piccola Aiko, figlia del maestro. Il giovane si addestra ogni giorno con dedizione, quando all’improvviso la tranquillità del suo villaggio viene interrotta da un agguerrito gruppo di banditi e il maestro Sanjuro corre alla difesa del villaggio.

Trek To Yomi, Recensione: cadi sette volte, rialzati otto

Sprezzante del pericolo, Hiroki parte alla ricerca del maestro e, trovatosi nel bel mezzo del conflitto, saggerà per la prima volta il peso del sangue sulla lama, capendo la crudezza del mondo. Facendosi strada tra i nemici con le tecniche apprese, Hiroki trova finalmente il maestro Sanjuro e insieme respingono i banditi. Ormai ferito a morte, Sanjuro fa promettere a Hiroki di diventare il nuovo difensore del villaggio e della giovane Aiko, ora orfana.
Gli anni passano, Hiroki e Aiko crescono alla guida del villaggio, ma un nuovo gruppo di banditi assedia la regione…

Trek To Yomi, Recensione: cadi sette volte, rialzati otto

Trek To Yomi, Recensione: tecniche di spada.

Trek To Yomi è un gioco “Die&Retry” story driven in sette capitoli, con piccoli bivi di trama che sfociano in tre finali alternativi (più uno segreto).
Il cuore del gameplay sono i combattimenti all’arma bianca: divisi in scenari, i combattimenti vedranno Hiroki impegnato a duellare contro più avversari, lungo gli ambienti attraversabili. Durante i combattimenti, principalmente 1vs1, i banditi non saranno sempre corretti e, intenti a ronzare intorno al duello del momento, ogni tanto tenteranno un colpo di fortuna ai danni di Hiroki. State sempre attenti. Morire è spiacevole, ma non definitivo: lungo l’avventura incontreremo dei piccoli santuari che ci permetteranno di recuperare salute una volta attivati e funzioneranno da punti di resurrezione in caso di morte.

Trek To Yomi, Recensione: cadi sette volte, rialzati otto

Il nostro samurai non avrà solo la sua katana sulla quale fare affidamento, ma anche diverse armi a distanza utili per interrompere mosse in arrivo, uccidere i servi più deboli, ma comunque fastidiosi, e appoggiare importanti, piccole, quantità di danno ai boss.
Hiroki affronterà banditi, spettri e demoni maturando le tecniche apprese dal suo maestro e applicandole in modi sempre più efficaci. Avanzando nella trama, infatti, Hiroki padroneggerà le tecniche e inizierà a combinarle tra loro, diventando un guerriero sempre più temibile.
Dietro alle movenze del nostro eroe e degli altri spadaccini, spicca un’attenta cura ai kata, al kendo, al kenjutsu, allo iaido e al jodo, tutti precetti inerenti alla tradizione samurai, oggi perfezionati in ambiti sportivi e dimostrativi. Questo porta il sistema di gioco ad essere severamente tecnico: scordatevi il “button smashing” o la parata di fortuna: dovremo imparare a riconoscere ogni tipologia di avversario, apprendere il suo pattern di mosse e ottimizzare i nostri fendenti, le parate e i contrattacchi.

Ci sono anche numerosissimi collezionabili da raccogliere, nascosti nelle (non) linearità dei livelli, alcuni permetteranno di potenziare il nostro eroe, altri arricchiranno le nostre conoscenze di trama e di folklore giapponese.

Trek To Yomi, Recensione: cadi sette volte, rialzati otto

Trek To Yomi, Recensione: un enorme amore per il cinema.

In Trek To Yomi troviamo pesanti influenze di Akira Kurosawa. Genio del cinema nipponico, regista di grandi film come “I sette samurai”, Kurosawa è tra i nomi più importanti della storia del cinema. Il regista ha ancora oggi forti influenze in opere contemporanee e non, come “I magnifici sette” di Sergio Leone (altra grande influenza di Trek to Yomi) e “Star Wars”.

Trek To Yomi, Recensione: cadi sette volte, rialzati otto

La fotografia di Trek To Yomi è mozzafiato: il Bianco&Nero è uno strumento incredibile nelle mani di Flying Wild Hog. Senza volervi anticipare nessun ambiente di gioco, gli scenari sono tutti evocativi e incredibilmente “scenografati” con una cura maniacale. La regia della telecamera di gioco è da qualità cinematografica, spesso posizionata con espedienti di scena.

Anche l’audio è curato con la perizia del cinema: avanti nel gioco, una intera sezione di livello è silenziata e ascoltiamo solo il soffiare del vento, in perfetto stile cinema muto, tanto amato dal maestro Kurosawa. Anche il cast di voci giapponesi è di tutto rispetto essendo attori di talento con esperienze importanti, maturate all’interno dell’intrattenimento giapponese e del videogioco. La profondità donata ai personaggi da questi attori è palpabile.

A chiudere la panoramica sul lato artistico, i menu di gioco sono arricchiti da un evocativo stile pellicola cinematografica, effetto che troviamo anche al limite delle aree di lotta quando gli scontri non sono ancora terminati. Se non gradito, i cuori più insensibili possono disattivarlo dall’apposito menu, ma sentitevi in colpa.
Sempre parlando dell’off game, le spiegazioni delle abilità sono arricchite da animazioni stilizzate, che ricordano i più antichi manuali di arti marziali, sui quali i discepoli apprendevano le basi dei kata.

Trek To Yomi, Recensione: un dono d’amore, un dono d’onore.

Trek To Yomi è una grande avventura dantesca, in chiave shintoista. Attraverso l’eterno dolore e la perduta gente dello Yomi, attraversando la profonda cavità regno dei kami, Hiroki si ritrova faccia a faccia con le persone che ama, con i suoi giuramenti e con i suoi fallimenti, per superarli o farsene travolgere. Hiroki combatte. Lotta, cade, si rialza.
Che sia l’amore, l’onore o la sete di vendetta, nulla impedirà a Hiroki di strisciare fuori dal suo inferno personale, katana alla mano, e di perseguire la sua strada.

Trek To Yomi, Recensione: cadi sette volte, rialzati otto

Parlando del sistema di combattimento: la disciplina richiesta dagli scontri, è assoluta. Esattamente come preteso dal bushido, le tecniche di Hiroki saranno un potente strumento, anche se non facile da padroneggiare. La concentrazione e la moltitudine di tecniche da utilizzare dovranno essere calibrate in base alla quantità e qualità dei diversi avversari che dovremo affrontare.

Trek To Yomi è una incredibile esperienza, dove verremo chiamati a combattere con noi stessi e con i demoni che ci perseguitano, dentro e fuori.

Trek To Yomi, Recensione: cadi sette volte, rialzati otto

Sforzandoci di trovare difetti, possiamo dire che il Bianco&Nero può essere pesante per gli occhi di alcuni giocatori. Ci sentiamo di consigliare l’utilizzo di un occhiale adatto ai momenti di gaming.
Alcuni tra gli utenti più trasportati potrebbero lamentare l’interruzione del rapimento poetico nelle sezioni di combattimento. Pesantemente annunciate dal cambio di visuale alle due dimensioni, le aree di scontro portano il giocatore a intuire subito che verrà versato del sangue. Facciamo in modo che sia quello dei nostri nemici.

Trek To Yomi, Recensione: cadi sette volte, rialzati otto

Trek To Yomi, Recensione: testato su PlayStation 5

+ Qualità immensa in ogni aspetto
+ Una comunicazione transmediale e sensoriale coinvolgente
+ Prezzo incredibile per un prodotto così curato

– La luminosità del Bianco&Nero sforza l’occhio
– Combattimenti preannunciati
– Interazioni ambientali belle, ma limitate nel numero

Voto: 8

Pierfederico Sbardella
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Pierfederico Sbardella

Classe 1987. Appassionato di tutto il mondo ludico, dal videogaming al gioco da tavolo, passando dai giochi di carte collezionabili.

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