In un mondo sempre meno sicuro, e con una situazione geopolitica in continuo deterioramento, ci si aspetta che la priorità del presidente degli Stati Uniti siano il mantenimento della pace e la risoluzione dei conflitti internazionali. Donald Trump, tuttavia, sembra pensarla diversamente. Ieri, i funzionari della Casa Bianca hanno apportato delle modifiche alla cosiddetta “Walk of Fame” presidenziale, installando delle targhe sotto i ritratti dei predecessori dell’attuale leader, che riflettono le sue opinioni. Ovviamente, non si tratta di complimenti.

Trump usa la Walk of Fame della Casa Bianca per colpire i predecessori

La Walk of Fame della Casa Bianca

Le variazioni fanno parte del più ampio sforzo di Trump di rimodellare l’ambiente della Casa Bianca in base alle sue preferenze. Lungo il colonnato, i ritratti degli ex presidenti ora presentano un testo ampliato che registra in modo permanente le valutazioni del tycoon riguardo a chi lo ha preceduto.

Anziché offrire riassunti storici neutrali, le nuove didascalie riflettono lo stile tagliente e ben poco elegante dei post del presidente sul suo social network, TruthSocial. Barack Obama diventa dunque “una delle figure politiche più divisive”. La sua didascalia recita: “Come Presidente, ha approvato l’altamente inefficace ‘Unaffordable’ Care Act, che ha portato il suo partito a perdere il controllo di entrambe le Camere del Congresso e all’elezione della più ampia maggioranza repubblicana alla Camera dal 1946”.

L’attacco a Joe Biden e il ringraziamento al “fan” Ronald Reagan

Ronald Reagan, al contrario, viene elogiato e descritto come un “ammiratore” dello stesso Trump:“Era un fan del presidente Donald J. Trump molto prima della sua storica corsa alla Casa Bianca. Allo stesso modo, il presidente Trump era un suo fan!”. Anche la rivalità di Trump con la famiglia Clinton è esplicitamente menzionata, come dimostra una frase dedicata a Bill e alla sua consorte Hillary Clinton: “Nel 2016, la moglie del presidente Clinton, Hillary, ha perso la presidenza a favore del presidente Donald J. Trump!”.

Il più bistrattato, in ogni caso, è Joe Biden: “Sleepy Joe è stato, di gran lunga, il peggior presidente nella storia americana. Entrò in carica a seguito delle elezioni più corrotte mai viste negli Stati Uniti”. Commenti feroci e infantili, che potrebbero quasi far sorridere se si trattasse di una scaramuccia tra bambini. Peccato che, ad aver ideato queste didascalie, sia stato uno dei leader più influenti al mondo, e che i ritratti non si trovino in un asilo nido, ma nei corridoi della Casa Bianca.

Federica Checchia