Le proteste in Iran contro il regime stanno diventando sempre più grandi e violente. A due settimane dall’inizio dell’insurrezione popolare, quasi duemila persone hanno perso la vita, secondo i numeri della ong Hrana. Stando a quanto riferiscono i media d’opposizione, invece, i morti sarebbero oltre dodicimila. Nonostante la repressione da parte del governo si stia facendo sempre maggiore, Donald Trump ha invitato i manifestanti a continuare, promettendo l’arrivo di aiuti; un chiaro segnale -o almeno così sembra- che il presidente degli Stati Uniti sarebbe pronto ad autorizzare un’azione militare contro Teheran.

Le parole di Trump per i manifestanti

I morti per le proteste in Iran potrebbero essere oltre dodicimila

«Patrioti iraniani, continuate a protestare – prendete il controllo delle vostre istituzioni!!! … gli aiuti sono in arrivo», ha scritto su Truth Social. Il giorno prima, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, aveva confermato il fatto gli attacchi aerei fossero tra le «molte, molte opzioni» prese in considerazione da Washington. Lo stesso Trump aveva rincarato la dose: «Con effetto immediato, qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con la Repubblica islamica dell’Iran pagherà una tariffa del 25% su tutte le attività commerciali concluse con gli Stati Uniti d’America».

Nelle ultime ore, il presidente ha annunciato che gli Stati Uniti adotteranno «misure molto severe» se il governo iraniano inizierà a impiccare i manifestanti, ma non ha fornito ulteriori dettagli su quali saranno tali provvedimenti. «Non ho sentito parlare di impiccagioni. Se li impiccassero, vedrete delle cose… Prenderemo misure molto severe se faranno una cosa del genere», ha detto a CBS News. Ha poi ribadito di essere consapevole della morte di un «numero piuttosto consistente» di persone nelle oltre due settimane di manifestazioni, e ha promesso che presto i cittadini iraniani potranno ricevere aiuti concreti e assistenza economica.

Il Dipartimento di Stato ha chiesto ai cittadini statunitensi di lasciare l’Iran

Alla domanda su quale sia il suo obiettivo finale in Iran, il presidente ha risposto: «L’obiettivo finale è vincere. Mi piace vincere. Non vogliamo vedere quello che sta succedendo in Iran. E sapete, se vogliono protestare, questo è un conto, quando iniziano a uccidere migliaia di persone, e ora mi parlate di impiccagioni, vedremo come andrà a finire. Non andrà a finire bene».

Nel frattempo, il Dipartimento di Stato ha dichiarato che i cittadini statunitensi dovrebbero abbandonare l’Iran ora e, «se è sicuro farlo, prendere in considerazione la possibilità di lasciare l’Iran via terra verso l’Armenia o la Turchia». Parole che, unite a quelle di Trump, contribuiscono ad alimentare l’idea di una imminente operazione militare statunitense, che potrebbe arrivare già nelle prossime ore.

Federica Checchia