Donald Trump ha promesso ai giganti del petrolio «sicurezza totale e protezione totale» in Venezuela, nel tentativo di convincerli a investire cento miliardi di dollari nelle infrastrutture del Paese, dopo che le forze statunitensi hanno rovesciato il regime di Nicolás Maduro.
Venerdì pomeriggio, durante una “tavola rotonda” alla Casa Bianca con oltre una dozzina di dirigenti del settore petrolifero, tra cui numeri uno di Chevron, ExxonMobil e ConocoPhilips, il presidente ha ribadito la sua convinzione riguardo al fatto che l’arresto del dittatore venezuelano offrirà alle compagnie petrolifere americane un’opportunità senza precedenti per l’estrazione di petrolio.
Il piano di Trump per il Venezuela
Nei giorni scorsi, molti dirigenti avevano già espresso sostegno verso l’attacco del governo statunitense a Caracas, lo scorso fine settimana, lasciando intendere di essere pronti a investire. Gli analisti, tuttavia, hanno espresso scetticismo sul fatto che le compagnie petrolifere investiranno ingenti somme di denaro con la rapidità promessa da Trump. All’inizio di questa settimana, il tycoon ha suggerito che la produzione in Venezuela potrebbe essere incrementata entro diciotto mesi. «Estrarremo, in termini di petrolio, cifre che pochi hanno visto», ha dichiarato. «Il Venezuela avrà molto successo e il popolo degli Stati Uniti ne trarrà grandi benefici».
In particolare, Trump sostiene che gli investimenti arriveranno dalle compagnie petrolifere, non dal governo federale. All’inizio della settimana, aveva suggerito che i contribuenti statunitensi avrebbero potuto finanziare i loro investimenti. «Il piano è che spendano, il che significa che le nostre grandi compagnie petrolifere spenderanno almeno cento miliardi di dollari, non quelli del governo. Non hanno bisogno di soldi del governo, ma hanno bisogno della protezione e della sicurezza del governo». Ha infine avvertito i dirigenti indecisi: «Ho venticinque persone che oggi non sono qui e che sono disposte a prendere il vostro posto».
Federica Checchia





