Cinema

“Tutti i soldi del mondo”: l’orecchio del più ricco

“Non pagherò. Non ho denaro da buttare”. La notte romana del luglio 1973, è ancora lunga. Quando John Paul Getty III, per i nottambuli capitolini semplicemente Paolo, per la stampa ‘l’hippie miliardario’, viene buttato dentro a un pulmino. “Tutti i soldi del mondo“, stasera in tv un thriller d’azione, d’impatto, se non fosse tutto, terribilmente vero.

Quanto vale un orecchio

Foto da Best Movie

Ho 14 nipoti. Se comincio a pagare riscatti avrò 14 nipoti rapiti, capisce?”. Vaga Paolo (Charlie Plummer), con i capelli lunghi e selvaggi da sedicenne, e una giacca larga sul suo esile e gracile corpo. “So badare a me stesso“, risponde alle prostitute che incontra, tra il buio di una passeggiata. È il nipote del noto magnate dell’industria petrolifera, nonché l’uomo più ricco del mondo Jean Paul Getty (Christopher Plummer che nonostante l’identico cognome non è parente di Charlie). E membri della ‘Ndrangheta lo rapiscono. Gail Harris (Michelle Williams) madre del ragazzo ed ex nuora di Getty, che aveva sposato il primo figlio, tenta una corsa contro il tempo per far pagare il riscatto, altrimenti il ragazzo perderà una mano, un orecchio e quant’altro. Ma il miliardario sorprende tutti perché non vuole dare il denaro.

Tutti i soldi del mondo” (All the Money in the World) è un film del 2017 diretto e prodotto da Ridley Scott. Ispirato al libro omonimo di John Pearson, che racconta il fatto di cronaca che più fece scalpore in quegli anni: il rampollo rapito e nascosto in Calabria. Agente CIA: “Con il rialzo del petrolio di questa mattina lei ha fatto una fortuna“. Jean Paul Getty: “Se poi decidessero di revocare l’embargo e il prezzo del petrolio crollasse? Io sarei allo scoperto. Non sono mai stato più vulnerabile finanziariamente come in questo momento“.
Agente CIA: “Signor Getty, con tutto il rispetto, nessuno è mai stato più ricco come lo è lei in questo momento“.
Jean Paul Getty: “Temo di non avere denaro da perdere“. Agente CIA: “Quanto ne vuole? Mi dica quanto ne vuole per sentirsi al sicuro” . Jean Paul Getty: “Di più“. In principio, il nonno non credeva alla storia del sequestro: pensava fosse un’invenzione per sottrargli soldi. E la polizia sospettava il giovane di aver inscenato lui stesso il suo rapimento, facendosi nascondere dagli amici italiani per poi dividere con loro il bottino. 17 milioni di dollari: i criminali parlano chiaro. Tanto, non di meno, per rivedere Paolo III. Inizia una diatriba eccellente. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 2 candidature a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA.

Segni particolari ricchissimo

Anche il Marchese del Grillo non volle pagare Aronne Piperno l’ebanista: uno dei più famosi “nun te pago” al cinema. Ma qui, nel film “Tutti i soldi del mondo“, la realtà s’incarna alla fantasia con Plummer che aveva appena interpretato il ruolo di Scrooge in “Dickens – L’uomo che inventò il Natale“, il parsimonioso per eccellenza. Portando nel ruolo del miliardario Getty, la stessa profonda, incomprensibile, avidità. A 82 anni è stato premio Oscar per “Beginners“, così Christopher Plummer dall’alto della sua maestria, e grazie anche a una sceneggiatura intelligente e provocatoria scritta da David Scarpa, non fa del suo personaggio un ‘cattivo’ e basta. Ma una personalità profonda, astuto giochista, saggio timoniere: “C’era una frase che diceva sempre mio padre: ‘Un uomo che ha figli dona ostaggi alla fortuna’”. Ironico e sagace, con la cabina telefonica a gettoni installata nella lussuosa villa a beneficio degli ospiti. E l’idea di pagare il riscatto detraendolo dalle tasse, pare trasformare l’America in un teatro napoletano.

Dice il nipote: “Essere un Getty è una cosa straordinaria. Lo so perché me l’ha detto mio nonno. Vedete.. mio nonno non era solo l’uomo più ricco del mondo. Era l’uomo più ricco della storia del mondo. Noi assomigliamo a voi, ma non siamo come voi, è come se fossimo di un altro pianeta, dove la forza di gravità è talmente forte da piegare la luce…e anche le persone”. “Tutti i soldi del mondo” è un film noto per aver cancellato dal cast Kevin Spacey, che originariamente interpretava Jean Paul Getty. Escluso dalla produzione a film finito, per accuse di molestie. Tanto da tagliare le scene con lui, nonostante il faticoso trucco di cinque ore giornaliere a cui si sottoponeva per invecchiare, e girarle nuovamente in soli otto giorni con Plummer. Che si è rifiutato di vedere l’interpretazione precedente di Spacey per non esserne influenzato.

L’ultimo Getty

Il film è ambientato fra Roma, Bracciano e Villa Adriana a Tivoli. Con un gigantesco set allestito in piazza Navona, che ricrea gli anni settanta, ed è scelta come location del rapimento. Tuttavia, la scena in cui Getty scende dal treno fermo nel deserto, era troppo complicata da rifare o modificare digitalmente in così breve tempo. E, essendo Spacey difficilmente riconoscibile per via della lontananza, è stato deciso dal regista di lasciare l’inquadratura, rendendola l’unica rimasta di Spacey all’interno del film.

Alcuni errori nel film di Ridley Scott: si vedono già le divise estive nere dell’arma dei Carabinieri che vennero adottate solo dal 1987. Prima di questa data il colore era ancora il cachi. Il furgoncino su cui viene caricato Paul Getty, passa al casello autostradale senza fermarsi, come fosse dotato di Telepass, che invece viene introdotto due decenni dopo. E nel finale si fa intendere che Getty sia morto il giorno della liberazione del nipote, ma in realtà morì tre anni dopo. Intanto la prigionia del ragazzo si consuma in Calabria. Liberato dopo cinque mesi, e ritrovato a Lauria sud, sulla Salerno-Reggio Calabria. “Allora li chieda a suo suocero, lui ha tutti i soldi del mondo!”, è il rapitore Cinquanta (Romain Duris), a pronunciare la frase, regalando il titolo al film.

Federica De Candia Seguici su Google News

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