Kraven il cacciatore è ben lungi dall’essere un fedele adattamento dei fumetti Marvel. Il personaggio dei fumetti spazia da un villain sgargiante e sciocco a un genio intrigante e maniacale, ma non è mai esattamente l’antieroe che è sul grande schermo. Sergei Kravinoff proviene da una ricca famiglia russa con un interesse per la caccia di animali leggendari. Da giovane, beve un siero magico che gli conferisce maggiore forza, sensi e vitalità, collegati agli animali che ha cacciato. Queste due frasi possono essere attribuite sia alla versione fumettistica che a quella cinematografica di Kraven, ma da lì le cose iniziano a divergere drasticamente. Forse il cambiamento più importante avviene nell’ambientazione, dato che il film modernizza le origini di Kraven.
Kraven fu introdotto per la prima volta nei fumetti Marvel nel 1964 da Stan Lee e Steve Ditko. Lì, fu descritto come il figlio di un aristocratico russo decaduto. La sua famiglia era stata ricca e influente fino al 1917, quando la nobiltà russa fu annientata dalla Rivoluzione. Le versioni più recenti della storia non la collocano in quel periodo specifico, il che a volte rimuove le connotazioni russe e i conflitti della Guerra fredda dal suo personaggio. Nel tempo, anche i fumetti si sono appoggiati meno a questo background aristocratico. La versione cinematografica di Kraven è molto più moderna , anche se l’anno non è specificato. Ancora più importante, il suo background familiare ha meno a che fare con la nobiltà e più con la ricchezza. Nel film, suo padre è un boss della criminalità organizzata con un interesse nel contrabbando di droga.
Il Kraven cinematografico è diverso da quello fumettistico

Sia nei fumetti che nel film, Kraven eredita dalla sua famiglia l’hobby della caccia e questo lo porta ad acquisire dei superpoteri. Tuttavia, nei fumetti, ricerca questi poteri piuttosto che ottenerli per caso. Nella sua caccia di prede più forti, si imbatte in una strega di nome Calypso, che gli da diverse pozioni che potenziano la sua forza, velocità e sensi. Il film riunisce questi elementi in un unico incidente. Un adolescente Sergei accompagna suo padre e suo fratello in una battuta di caccia in Ghana, e subisce una ferita mortale mentre cerca di proteggere suo fratello da un leone. Una donna del posto di nome Calypso gli dà un siero curativo mentre chiama i soccorsi e una miscela di questa sostanza con il sangue del leone conferisce a Sergei i suoi poteri animaleschi.
Altra differenza evidentissima riguarda la sua funzione da eroe e antieroe. Il Kraven del film è decisamente una versione più eroica rispetto a quella fumettistica, dove il cacciatore, al massimo, è stato un antieroe guidato da un senso dell’onore del tutto personale. Quello del film è essenzialmente un supereroe: protegge la fauna , dà la caccia ai criminali e combatte per proteggere la sua famiglia. E, da un certo punto di vista, è un problema e una caratteristica che tutti i film del Sony Spider-Man Universe affrontano. Non essendoci l’arrampicamuri in nessuna di queste pellicole, i protagonisti devono necessariamente essere i Villain. E, per essere più affabili e simpatici per il pubblico, devono mitigare le loro natura da villain. Non necessariamente un problema, se i film fossero quanto meno validi.
Alessandro Libianchi
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