Attualità

Ucraina: scontro all’Onu, la flotta russa avanza verso la Sicilia

Lunedì si è tenuto il  Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dove Stati Uniti e Russia hanno continuano ad attribuirsi vicendevolmente la responsabilità di fomentare le tensioni in Ucraina. Nessun punto di incontro, e nonostante i tentativi, il raggiungimento di una soluzione diplomatica in merito alla questione sembra essere sempre più lontana. La Nato continua a spiare le sei navi di Mosca partite a gennaio dal Mar Baltico e la crisi sembra spostarsi nel Mediterraneo con l’avvistamento della flotta americana davanti alla Sicilia.

L’avanzamento della crisi in Ucraina, nuovi scontri all’Onu

Gli Stati Uniti continuano a richiedere alla Russia di ritirare i 100mila soldati collocati al confine con la Russia, ma il governo di Mosca continua a rifiutare, portando gli Usa ad emettere in stato d’allerta 8500 soldati armati. Lo scenario è sempre lo stesso, nessuna delle due potenze vuole far un passo indietro e acconsentire alle ragioni dell’altra.

Queste sono le tensioni che hanno fatto da sfondo alla riunione del Consiglio di sicurezza, richiesta precedentemente dagli Stati Uniti, e durante la quale Linda Thomas-Greenfield, ambasciatrice americana dell’Onu ha pubblicamente accusato la Russia di essere “una minaccia per la pace e la sicurezza”, rimarcando ulteriormente come la crisi in Ucraina rappresenti un pericolo per tutta l’Europa e non solo.

A ribattere è stato l’ambasciatore russo Vasily Nebenzya, il quale ha rivendicato il diritto del Paese di spostare liberamente le proprie truppe all’interno del territorio, puntando il dito contro le azioni condotte dagli Stati Uniti, che considera essere state determinanti per provocare questo clima di tensione. Ha inoltre imputato il Paese avversario di essere quasi “desiderosi di aspettare un’escalation aggiungendo, “come se voleste trasformare in realtà la vostra speculazione”.

Nebenzya ha poi criticato il comportamento dell’Ucraina, rimproverandola di alimentare un sentimento anti-russo, dichiarando che “le cose potrebbero finire nel modo in assoluto peggiore per l’Ucraina” se “i nostri partner spingono Kiev a sabotare gli accordi di Minsk”. Il Paese secondo la Russia rischierebbe di “distruggersi da solo, e la Russia non avrebbe niente a che fare con questo”.

L’attraversamento nel Mediterraneo e l’introvabile via diplomatica

Mentre l’Onu si riuniva inoltre, la flotta russa ha attraversato il canale di Sicilia annunciando esercitazioni navali nel Mediterraneo. Questo gesto ha destato diverse preoccupazioni, visto gli scenari che stanno avendo luogo gli ultimi tempi, ma la Difesa è intervenuta dichiarando che le sei navi in questione “non violano la sovranità e le acque italiane”.
La Nato continua però a sorvegliare la navigazione della flotta, rassicurando che non sembrano essere attese possibili “comportamenti o volontà escalatorie”.

Le navi avevano cominciato a percorrere il mar Baltico da metà gennaio, e si pensa che siano dirette verso la Crimea, al confine con l’Ucraina. L’avvenimento ha provocato un ulteriore livello di tensione essendo imbarcazioni progettate per trasportare 60 carri armati e oltre 1.500 soldati.

Anche se la via diplomatica sembra essere troppo lontana in questo momento, non è da escludere del tutto. Molti paesi Europei continuano infatti a voler cercare un confronto e sono attese comunicazioni, nella giornata di martedì, tra il segretario di Stato americano, Anthony Blinken, e il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov.

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