L’UE ha avviato una procedura d’infrazione contro la Spagna per le sanzioni imposte dal governo Sánchez alle compagnie aeree low-cost che fanno pagare un sovrapprezzo per il bagaglio a mano.
Secondo Bruxelles, la misura iberica viola il principio di libertà tariffaria previsto dal regolamento europeo 1008/2008, che consente a ciascun vettore di determinare autonomamente i propri prezzi. La Spagna, però, è l’unico Paese europeo ad aver tentato di limitare questa pratica, considerata ormai una tassa occulta sui viaggiatori. A novembre 2024, l’esecutivo socialista aveva inflitto una maximulta da 180 milioni di euro a Ryanair, Easyjet, Norwegian, Vueling e Volotea, colpevoli di imporre costi extra per i trolley o per le borse da cabina.
Cosa dice il diritto europeo sui bagagli
La Commissione europea contesta che la normativa spagnola limiti la libertà di impresa. Il regolamento Ue 1008/2008 riconosce ai vettori “la libertà di fissare le proprie tariffe”, purché rispettino la trasparenza e le norme di sicurezza. Tuttavia, la Corte di Giustizia dell’Ue aveva già stabilito nel 2014 che il bagaglio a mano deve essere gratuito se rispetta dimensioni e peso ragionevoli.
Per Madrid, quella sentenza è il fondamento della propria legge: nessun cittadino dovrebbe pagare un supplemento per un diritto minimo, quello di portare con sé un bagaglio essenziale.
Madrid non arretra: “Difendiamo i consumatori”
Il ministro del Consumo Pablo Bustinduy ha risposto con toni duri alla decisione di Bruxelles:
Oggi la Commissione ha deciso di stare dalla parte delle multinazionali. Noi difenderemo la nostra legge davanti a chi sarà necessario e laddove sarà necessario.
Bustinduy ricorda che la misura si basa proprio su una sentenza della Corte di Giustizia del 2014, e che l’obiettivo del governo Sánchez è
dare priorità agli interessi dei consumatori rispetto ai profitti delle grandi imprese.
La Spagna ha ora due mesi per rispondere alla Commissione e correggere le presunte irregolarità. In caso contrario, Bruxelles potrà emettere un parere motivato e procedere con le sanzioni.
Una sfida politica in UE: Sanchez sfida il liberismo stile USA di Trump
Dietro la disputa sui trolley, si gioca una sfida politica più ampia. Pedro Sánchez ha scelto di porsi come contrappeso all’ortodossia economica di Bruxelles, in difesa di una sovranità sociale che rivendica il diritto degli Stati di regolamentare il mercato a tutela dei cittadini.
Non a caso, il premier spagnolo ha definito la sua posizione una “battaglia culturale contro il neoliberismo applicato alla mobilità”.
La Commissione europea, d’altro canto, teme che il caso spagnolo apra la strada a un precedente pericoloso: un Paese che impone regole nazionali su un settore armonizzato a livello comunitario.
Maria Paola Pizzonia





