L’Unione europea ha preso una decisione inaspettata in merito alle importazioni di carne e prodotti animali provenienti dal Brasile. Dal 3 settembre, infatti, varrà introdotto un blocco dell’accordo commerciale a causa dell’uso di antimicrobici utilizzati negli allevamenti. La sostanza è importante poiché uccide i microorganismi o ne inibisce la crescita. Quest’ultima, tuttavia, se utilizzata per stimolare la crescita degli animali può rivelarsi ampiamente dannosa. L’UE ne vieta l’impiego da anni a causa dei rischi di antibiotico-resistenza. Il provvedimento annunciato, pur mostrandosi necessario, avviene in un momento particolarmente delicato.

L’UE impone il divieto sull’importazione della carne brasiliana, perché?

L’accordo di libero scambio UE-Mercosur (organizzazione economica composta da Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) era entrato provvisoriamente in vigore soltanto di recente, il 1° maggio 2026. Ciononostante, è stato considerato particolarmente controverso fin dal principio. A seguito di negoziati durati 25 anni, l’obiettivo puntava a rendere maggiormente liberi gli scambi agricoli tra Europa e America Latina. L’idea però non è stata percepita positivamente dagli agricoltori europei, ma non solo. Similmente, le associazioni agricole hanno sollevato timori per via degli standard differenti, sia produttivi che sanitari. Queste discrepanze, sostengo le associazioni, posso generare situazioni di concorrenza sleale a favore dei prodotti sudamericani.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha parlato dell’accordo come un passo strategico volto a rafforzare i rapporti economici e politici tra le due regioni. L’entrata in vigore, anche se provvisoria, sarà sufficiente a rivelare «i benefici tangibili dell’intesa». Tuttavia, l’accordo tra UE e Mercosur non farà venir meno le norme sanitarie e fitosanitarie (prodotto utilizzato per proteggere le piante dall’azione dei parassiti animali e vegetali) dell’Unione, ribadisce la Commissione. La portavoce Eva Hrncirova ha successivamente confermato la decisione: dal 3 settembre il Brasile non potrà più esportare nell’UE prodotti animali, quali bovini, equini, pollame, uova, miele e budelli, così come prodotto dell’acquacoltura.

Tutela della salute e del mercato agricolo

Hrncirova, infatti, ha ribadito: «Gli accordi commerciali non cambiano le nostre regole». Affinché gli esportatori possano operare nell’Unione europea, è necessario che vengano rispettati gli stessi standard sanitari. Oltre a ciò, Bruxelles ha voluto ribadire che rientra nel loro interesse tutelare il settore agricolo europeo. Affinché questa avvenga, verrà effettuato un monitoraggio volto a riconoscere possibili squilibri del mercato causati da un aumento eccessivo delle importazioni. Inoltre, saranno previste delle quote limitate di prodotto sensibili come pollame e carne. L’UE ha precisato che, se il Brasile decida o riesca ad adeguarsi correttamente agli standard europei imposti, il divieto potrebbe essere revocato. In quella circostanza il Brasile potrebbe tornare a beneficiare delle agevolazioni tariffarie stabilite nell’accordo commerciale con il Mercosur.

Stefania Cirillo