L’abbiamo conosciuta come la Venere di Botticelli, l’abbiamo amata come Mia Wallace in Pulp Fiction e l’abbiamo ammirata come Beatrix, la protagonista di Kill Bill. Uma Thurman è la bellezza eterea che ha dettato tramite le sue maschere, i termini per una sensualità elegante e pura. Maschere che hanno fatto dell’attrice, la femme fatale del cinema postmoderno.
Uma Thurman, l’icona di Pulp Fiction

Sono passati 29 anni. Eppure, se sentiamo le note di You can never can tell di Chuck Berry, non possiamo che pensare al twist di Mia Wallace e Vincent Vega (John Travolta). Mia Wallace, il caschetto nero che ha segnato gli standard di una sensualità viziata e che ha fatto da modello per la femme fatale della postmodernità. Pulp Fiction (1994, Quentin Tarantino) rappresenta la svolta di Uma Thurman: a 24 anni, è una delle attrici più pagate di Hollywood. Per la sua interpretazione, riceve una nomination al premio Oscar come miglior attrice non protagonista, la nomination al Golden Globe e la vittoria all’MTV Movie Awards.
Kill Bill: il frutto dell’amicizia tra Uma Thurman e Quentin Tarantino
La capacità attoriale di Uma Thurman e la grandezza registica di Quentin Tarantino, producono un altro capolavoro, che riserva questa volta, più spazio alla grande attrice. Stiamo parlando di Kill-Bill (2003-2004, Quentin Tarantino), il grande capolavoro a due volumi, in cui Uma Thurman incarna le vesti di Beatrix, una sposa combattente alla ricerca della propria vendetta. Kill Bill è un viaggio, un’esperienza vissuta all’insegna della forza: una forza spirituale e mentale, che riesce a nutrire la sede di vendetta di una donna che ha perso tutto.
La Venere di Botticelli in Le avventure del barone Munchausen
La bellezza di Uma Thurman è universalmente nota. Terry Gilliam fu uno dei primi a scoprire il potenziale della ragazza. Infatti, in Le avventure del barone Munchausen (1988, Terry Gilliam), possiamo dire che Gilliam manifesta al mondo questa sua scoperta, portando la Thurman nelle vesti della Venere. Un inno alla bellezza eterea, quello del regista, che fa uscire l’attrice da una conchiglia, citando visualmente la Venere di Botticelli.
Le relazioni pericolose
Nello stesso anno di Le avventure del barone Munchausen, Uma Thurman recita in Le relazioni pericolose (1988, Stephen Frears), un film in costume che lancia ufficialmente l’attrice a livello internazionale. Uma interpreta la giovane aristocratica Cécile de Volanges, la povera vittima della sfida tra la Marchesa di Merteuil e il Visconte Valmont, quest’ultimo sfidato ad insidiare il pudore di una ragazzina di quindici anni. La Thurman incarna perfettamente l’innocenza di una ragazza appena adolescente, ma affascinata dal lato ammiccante e seduttore della sessualità.
L’autostoppista più famosa d’America
Nata con due enormi pollici, Sissy Hankshaw, è l’autostoppista più famosa d’America. In Cowgirl – Il nuovo sesso (1993,Gus Van Sant), la bellezza di Uma è accompagnata da alcuni elementi della controcultura degli anni 60. Dalla libertà sessuale, all’utilizzo di droghe come mezzo per varcare le porte della percezione, Uma Thurman è con Sissy l’anticonformista per eccellenza, che insieme alle altre cowgirl, avvia una battaglia contro il misoginismo e la repressione espressiva.
La paziente di Analisi Finale
In Analisi Finale (1992,Phil Joanou) Uma Thurman è Diana Baylor, una paziente in cura dal dr. Isaac Barr (Richard Gere) per un disturbo ossessivo e compulsivo. Diana è il personaggio che da inizio ad una storia fatta di tradimenti e colpi di scena, il tutto orchestrato insieme alla sorella Heather.
Uma Thurman è Poison Ivy
Di Batman & Robin (1997, Joel Schumacher), poche cose sono state apprezzate dal pubblico. Una di queste è Uma Thurman come Poison Ivy. La Thurman interpreta una scienziata che, a causa di un incidente, sviluppa la capacità di uccidere attraverso baci velenosi. Morte e sensualità diventano i pretesti per una Thurman al massimo delle sue potenzialità. Capelli rosso fuoco, occhi verdi e look soprannaturali, fanno di Poison Ivy un personaggio iconico.
Nymphomaniac: il volto scoperto di Uma Thurman
Con Nymphomaniac (2013, Lars von Trier)abbiamo la possibilità di scoprire una nuova Uma Thurman. Fino ad ora, abbiamo visto ruoli caratterizzati soprattutto dalla bellezza dell’attrice, che ha fatto della sua estetica il suo cavallo di battaglia. In Nymphomaniac il trucco cade: Uma Thurman presenta i tratti di un volto vissuto, che è il volto della quotidianità alle prese con le battaglie interiori. Come Mrs. H, la Thurman ci presenta la sua parte più grottesca e tragica, che fanno della sua interpretazione un’esperienza indimenticabile.
Rigidità e istinto : Uma Thurman come Irene Cassini
In Gattaca- La porta dell’universo (1997,Andrew Niccol), Uma è Irene Cassini, una bionda glaciale in abiti castigati e camicette accollate. La caratteristica sensuale dell’attrice viene trasporta attraverso un binomio composto da rigidità e istintività della natura umana. Questo binomio, potremmo ricondurlo ad un’analisi freudiana sulla società attuale, che vede come protagonista le dinamiche tra Es (il serbatoio delle pulsioni dell’uomo) e Super Io (la ragione morale che cerca di censuare le pulsioni dell’es).
Martina Capitani
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Ph: Uma Thurman in Pulp Fiction (1994,Quentin Tarantino) – Photo Credits noteverticali.it





