Cultura

Umberto Eco, l’omaggio di Rai Storia

Omaggio a Umberto Eco su Rai Storia. La lunga carriera, dal Gruppo 63 in Rai alla fondazione del Dams, al romanzo Il nome della Rosa

Canale 54, Rai Storia, ore 14: protagonista Umberto Eco, semiologo, scrittore e filosofo, a cui il canale dedica alcuni approfondimenti di oggi, venerdì 19 febbraio a cinque anni esatti dalla scomparsa. Il programma, intitolato Il giorno e la storia, è andato in onda a mezzanotte e alle 8.30. Le repliche alle 14 e alle 20.10. La trasmissione ripercorre la carriera di questa poliedrica personalità che ha prima approfondito e poi influenzato per decenni, il mondo della comunicazione.

Laureatosi in Filosofia nel 1954 all’Università di Torino con una tesi sull’estetica in San Tommaso D’Acquino, appassionato agli studi sulla semiotica e allo sperimentalismo letterario e artistico. Nello stesso anno in cui si laurea entra  in Rai. Con lui anche Furio Colombo e Gianni Vattimo. Nascono i “Corsari” che, attraverso un corso di formazione tenuto dallo sceneggiatore  Pier Emilio Gennarini, hanno il compito di svecchiare la cultura “alta” e renderla più fruibile ai telespettatori. Il lavoro di questa squadra, di cui fanno parte anche Gianni Serra, Emilio Garroni e Luigi Silori, porta alla nascita del Gruppo 63, attorno al quale Eco sviluppa le sue intuizioni sulla comunicazione.

Dalla sua esperienza in Rai, insieme a molti suoi scritti, nasce l’ironico saggio intitolato  Fenomenologia di Mike Bongiorno pubblicato nella raccolta Diario Minimo nel 1963 per Mondadori editore. E’ la prima opera di critica televisiva. Innovatore e pioniere, come sarà sempre nel corso dei decenni successivi, in cui la sua carriera spazia dall’editoria, lavorando per l’editore Bompiani che lo ha chiamato a lavorare con lui nel 1959 come codirettore, fino all’Università.

Umberto Eco - Mike Bongiorno - A lui è dedicato il saggio Fenomenologia di Mike Bongiorno, del 1963, in Diario minimo - photo credits Wikipedia
Umberto Eco – Mike Bongiorno – A lui è dedicato il saggio Fenomenologia di Mike Bongiorno, del 1963, in Diario minimo – photo credits Wikipedia

Il contributo di Umberto Eco al mondo accademico: la cattedra di Semiotica e la fondazione del Dams

Qui insegna filosofia con particolare attenzione all’approccio semiologico allo studio della società e della cultura di massa. Prima nella Facoltà di Filosofia a Milano, poi in quella di Architettura a Firenze. Nel 1971 è tra i fondatori, a Bologna, della facoltà universitaria del Dams (Disciplina delle Arti, della Musica e dello Spettacolo). Insieme al grecista Benedetto Marzullo, l’ideatore, a cui si uniscono Renato Barilli, critico d’arte e Adelio Ferrero, critico cinematografico.

Umberto Eco e la fama mondiale con il film tratto da Il nome della rosa

Dal 1975, ricopre, sempre a Bologna, la cattedra di Semiotica generale. Eccelso anche come narratore, Il nome della Rosa, romanzo pubblicato nel 1980 da Bompiani, lo rende famoso, negli anni successivi, a livello planetario. Merito però anche della trasposizione cinematografica diretta da Jean Jacques Annaud e uscita nelle sale nel 1986. Un film che inaugura il genere del giallo storico.

Umberto Eco, autore del romanzo Il nome della rosa da cui è tratto il film di Jean Jacques Annaud e interpretato da Sean Connery e Christian Bale, nella foto - photo credits: Wikipedia
Umberto Eco, autore del romanzo Il nome della rosa da cui è tratto il film di Jean Jacques Annaud e interpretato da Sean Connery e Christian Bale, nella foto – photo credits: Wikipedia

Altra opera celebre è il romanzo Il pendolo di Focault, pubblicato nel 1988 sempre da Bompiani, dove l’io narrante di un giovane studente e professionista dell’editoria trova nelle vicende dei Templari la sua vera vocazione culturale e professionale. Malato di tumore al pancreas, Umberto Eco si spegne nella sua casa di Milano il 19 febbraio 2016. Definito “acrobata della parola, ironico, critico, ludico e magnetico. Eco è sempre oltre e altrove” è stata una delle figure più importanti per capire a fondo la la comunicazione in una società sempre più complessa come quella attuale. I suoi studi spaziano dall’estetica medievale alla semiotica ai diversi codici di comunicazione artistica.

Su Rai Storia: la sua lunga carriera. Alle 17 ospite l’amico Gianni Coscia

Gli appassionati di Eco potranno seguire, oltre all’approfondimento sulla sua carriera, in onda su Rai Storia fra poco, anche la trasmissione delle 17, “Italiani” che ospita l’amico Gianni Coscia, fisarmonicista. Anche lui originario della città di Alessandria, dove Umberto Eco è nato il 5 gennaio 1932. Suo coetaneo e compagno di scuola, insieme hanno scritto la canzone “La radio a tarda sera”, che Coscia, eseguirà.

Danco Singer e il Festival della Comunicazione e dell’Encyclomedia

Ospiti anche l’editore Mario Andreose, arrivato in Bompiani subito dopo l’uscita del best seller “Il nome della Rosa”; il multi-mediologo Danco Singer, ideatore con Eco del Festival della Comunicazione e della Encyclomedia, la prima grande enciclopedia multimediale. Sarà poi la volta del pittore e disegnatore Tullio Pericoli, invece, che per decenni ha tratteggiato il volto di Umberto Eco; e il semiologo Paolo Fabbri.

Umberto Eco e Il nome della rosa, la genesi del film di Jean Jacques Annaud

Tra gli omaggi di Rai Cultura, alle 18.30, sempre su Rai Storia, anche il documentario La rosa dei nomi” dedicato al processo creativo che ha portato alla nascita del best-seller “Il nome della rosa” e del film omonimo, attraverso le testimonianze di Umberto Eco e del regista Jean Jacques Annaud. Firmato da Francesco Conversano e Nene Grignaffini, il documentario racconta le varie fasi della realizzazione della pellicola cinematografica.

Anna Cavallo

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