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Un’estate senza mamma – Recensione

Un’estate senza mamma, graphic novel disponibile nel catalogo di ReNoir Comics, recensita per voi!

Un’estate senza mamma è un fumetto di Grégory Panaccione edito da ReNoir Comics, che ho avuto l’opportunità di leggere e recensire.
Si tratta sicuramente di una novel molto particolare, da capire e interiorizzare. Andiamo ad analizzarla punto per punto.

L’autore

Grégory Panaccione è un illustratore francese di origini italiane, che ha collaborato con testate italiane come Panini Comics e, appunto ReNoir Comics.
Nella sua vita ha vinto svariati premi, importante il premio FNAC come Miglior fumetto per “Un oceano d’amore” che ha ricevuto nel 2015.
Uno dei suoi ultimi lavori è, appunto, Un’estate senza mamma, pubblicato in Italia da ReNoir Comics nel 2019.

Trama

La protagonista è la piccola Lucie, una bambina francese che passerà le vacanze estive a casa di un’amica della madre in Liguria, vicino l’isola Gallinara.
Fin dal suo arrivo, Lucie inizierà a notare subito qualcosa di strano, si sente come seguita da una presenza non ben definita.
Durante la sua vacanza conoscerà Riccardo, un bambino italiano in vacanza con la nonna, che la aiuterà a scoprire i misteri legati alla figura che la segue e al naufragio di una nave avvenuto negli anni ’40 (un fatto di cronaca realmente accaduto, noto come Tragedia di Albenga).

Stile

Il fumetto è in bianco e nero, come altri lavori precedenti di Panaccione, ma quello che, secondo me, rende l’opera veramente particolare è il fatto che Un’estate senza mamma sia praticamente privo di dialoghi.
Questo rende il lavoro dell’illustratore ancora più complesso, dato che lo sviluppo della storia è affidata interamente alle immagini, essendo i dialoghi praticamente assenti.
L’assenza di parole aiuta, però, ad immergersi completamente nella poesia e nel messaggio che la novel vuole mandare, essendo quest’ultimo abbastanza complicato da carpire.

Messaggio (Spoiler)

Un’estate senza mamma a primo impatto, sia dal titolo che dalla copertina, può sembrare un fumetto per bambini, almeno per chi lo prende in mano senza saperne nulla. In realtà è tutt’altro.
La graphic novel ha come tema principale quello dell’accettazione della morte, per una volta non da parte dei cari del defunto, bensì da parte del defunto stesso.
Roberto, infatti, è un bambino morto durante la Tragedia di Albenga del 1947, ma che non è riuscito ad accettare il fatto di essere morto. Il bambino, infatti, si nasconde nella casa in cui è ospite Lucie, per evitare di partire verso la morte con tutti gli altri bambini, bloccando anche tutti loro nel mondo terrestre.
Un’estate senza mamma si può decisamente definire un’opera onirica, dato che tutti i messaggi che manda non sono immediatamente chiari, ma sono, per la maggior parte, posti in modo simbolico.
Per capire appieno il significato del fumetto è necessario, sicuramente, prendersi del tempo per riflettere e riguardare le tavole più complesse.

Un'estate senza mamma photo credit: web
Un’estate senza mamma – Photo credit: web

Considerazioni

Per concludere, vi consiglio Un’estate senza mamma? Assolutamente sì, è un’opera che sicuramente ho apprezzato e mi ha sorpreso. Si tratta di una graphic novel che dovrebbe leggere chiunque e che porta a riflettere per svariato tempo. Io stessa ci ho messo un bel po’ di tempo prima di capire bene cosa volesse dirmi il fumetto e farmi delle mie considerazioni.
Un lavoro decisamente apprezzabile, che vi incuriosirà e vi porterà a voler leggere altro di Panaccione.

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Federica Giorgi

Nata a Roma nel 1999. Studia Comunicazione, tecnologie e culture digitali alla Sapienza. Appassionata di cinema, serie tv, videogiochi, fumetti e tutto ciò che concerne l'universo Nerd.
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