Come sfatare i falsi miti sul mondo della cosmetica e della skincare? Seguendo Maddalena D’Agostini, chimica organica, cosmetologa e divulgatrice scientifica su Instagram e TikTok. Nonostante i social siano spesso demonizzati, quello che Maddalena porta nei suoi spazi digitali è trasparenza, umanità e verità; inondati dal consumismo e dalle innumerevoli stimoli digitali come il marketing comanda, Maddalena D’Agostini divulga un prendersi cura di sé in modo consapevole e senza seguire le mode imposte.

Social e Skincare: Maddalena D’Agostini, chimica organica e cosmetologa

Maddalena D'Agostini

M.M: Il mondo della skincare e del beauty è sempre più virale ma com’è nata in te la passione per la chimica organica e la cosmetologia e, successivamente, l’idea di provare a divulgare attraverso i social ciò che avevi studiato in precedenza?

Maddalena D’Agostini: È vero, il mondo del beauty è sempre più virale ed è forse proprio questo il motivo che mi ha spinto a parlarne, mi spiego meglio; io mi sono iscritta a chimica perché innamorata della scienza in generale, una vaga idea di poter fare qualcosa che fosse legato ai cosmetici la avevo, ma era un’idea lontana. La grande viralità della skincare e, in generale, dei prodotti cosmetici, ha fatto sì che io mi interessassi sempre di più alla materia, perché volevo capire come funzionasse, cosa ci fosse di vero e cosa fosse invece solo marketing. Così l’ho fatto e, rendendomi conto della disinformazione presente su questo tema, ho deciso di raccontare questo mondo per cercare di fare un po’ di chiarezza nel mio piccolo.

M.M: Negli ultimi anni la cura della pelle e la cosmetica, in generale, hanno avuto un grande successo: Come mai attualmente – a tuo avviso e da professionista –  ci si interessa di più alla skincare rispetto a un tempo?

Maddalena D’Agostini: Secondo me i motivi sono due, che si intrecciano diventando ognuno causa dell’altro. Andando avanti nel tempo i formulatori e i produttori di materie prime tirano fuori ingredienti e prodotti sempre più interessanti e, al tempo stesso, i consumatori si abituano ad avere prodotti sempre più performanti ed efficaci e a sensorialità sempre più confortevoli.

La verità è che nel tempo, anche vedendo molte persone sui social parlarne, ci siamo resi conto che effettivamente la skincare abbia degli enormi benefici sulla pelle. Io racconto sempre che quasi 10 anni fa avevo le rughette da disidratazione, mentre ora, nonostante siano passati molti anni, le ho quasi impercettibili, sia per la giusta skincare sia perché ho anche capito l’importanza della protezione solare, mentre prima ero molto meno attenta.

Da un lato è positivo vedere che la scienza stia facendo molti progressi riguardo la cura della pelle, dall’altro io sottolineo sempre che però questa non debba diventare un’ossessione. Purtroppo il rischio è quello ed è anche la direzione verso cui stiamo andando, spinti da un ideale di pelle da bambola che in verità non esiste, e spesso convinti che tutto ciò che vediamo online sia reale, e che possiamo essere persone valide solo se non abbiamo un brufolo o se non abbiamo le rughe, quando ovviamente non è così. Io stessa faccio il minimo indispensabile e non sono una che fa moltissimi passaggi e che fa skincare anche sui mezzi pubblici, e cerco sempre di parlare di cura della pelle in modo leggero e senza farla diventare il focus principale della nostra vita

Il mondo della divulgazione e perché il ”naturale” non fa sempre bene alla pelle

M.M: Purtroppo ancora oggi è dilagante il fenomeno noto come ‘’Effetto Matilda’’, la negazione o minimizzazione dei risultati scientifici conseguiti dalle donne. Tu in quanto donna e professionista hai mai trovato delle difficoltà, nonostante la tua esperienza accademica, nel tuo lavoro di divulgatrice?

Maddalena D’Agostini: Naturalmente io non faccio ricerca quindi la mia esperienza è legata al lavoro che faccio sui social, quindi comunque diverso, ma purtroppo è capitato anche a me di essere presa poco sul serio e so bene che, per noi donne, in ambito lavorativo (non solo scientifico) sia spesso complicato farci prendere sul serio e ricevere lo stesso rispetto che riceve un uomo. A me capita spesso di essere definita, nonostante i miei 27 anni, “ragazzina”.

È capitato che mi definisse così anche un medico che, volendo fare un commento ad un mio video, non mi ha definita dottoressa ma, appunto, ragazzina. C’è chi mi chiede di fargli vedere la mia laurea e chi mi dice che faccio la maestrina, tutte cose che fatico a credere che succedano anche agli uomini che fanno divulgazione.
Io ho fiducia che le cose in questo ambito stiano andando sempre meglio, però purtroppo c’è ancora molta strada da fare perché il sessismo in generale è ancora radicato in moltissime persone.

M.M: Se è una cosa è naturale non sempre fa bene alla pelle: da divulgatrice scientifica hai spesso trattato questo argomento, figlio di una idolatria appartenente agli anni passati. Ma come mai esiste questa sfiducia verso la chimica e gli ingredienti testati e studiati apposta per la cosmesi e invece si tende a credere che ciò che è naturale sia più idoneo e, in un certo senso, ”sicuro”?

Maddalena D’Agostini: Questa è una bella domanda! Io ormai sono giunta alla conclusione che il concetto del “naturale è meglio” sia quasi una filosofia alla quale molte persone sono completamente devote. C’è una sorta di sicurezza nel pensare che un certo ingrediente sia stato estratto da un frutto piuttosto che sintetizzato in laboratorio quando per esempio a me, ti dico la verità, attira molto di più l’ingrediente che non si porta appresso tutte le impurezze dell’estratto vegetale, e che è stato studiato per agire al meglio sulla nostra pelle.

Se ci pensiamo è vero che la natura è piena di molecole positive per il nostro corpo, ma è anche piena di veleni. Quello che dico sempre è “perché la natura avrebbe dovuto fornirci degli attivi skincare interessanti?”, mi rendo conto però che spesso sia una battaglia persa, perché queste persone sono molto convinte delle loro idee e ci sono anche persone che amano farsi le maschere in casa mescolando frutta, yogurt e uova… lì alzo le mani!

Maddalena D’Agostini, skincare da supermercato, falsi miti e i trend marketing del mondo beauty

M.M: Anche la skincare da supermercato è spesso demonizzata: É un falso mito anche questo?

Maddalena D’Agostini: Assolutamente sì! Quello che si sente spesso è che i cosmetici da supermercato siano pieni di schifezze, ma che si intende per schifezze? Possono esserci le schifezze nei cosmetici? La risposta è no. Il regolamento europeo 1223/2009 sui cosmetici è molto rigido e tutti i cosmetici che possiamo acquistare qui sono più che sicuri per la nostra salute, in più il prezzo non fa la bontà di un prodotto. Ricordiamo che la cosmetica è soggettiva, magari io mi trovo benissimo con uno shampoo da supermercato e invece non mi trovo bene con uno professionale. Purtroppo su questo tema ha fatto tanti danni il marketing, perché se vedo prodotti con scritto “senza sale”, “senza siliconi”, “senza parabeni” etc., sono portata a pensare che questi prodotti facciano male, e che quindi i prodotti che li hanno siano, appunto, schifezze.

M.M: Fra i tuoi punti di forza c’è la sincerità, oltre che l’indiscutibile professionalità: Sei una delle poche divulgatrici che non segue i trend a prescindere, per esempio gli innumerevoli passaggi per la cura della pelle che oggi un certo tipo di marketing del mondo beauty quasi impone, oltre al fatto che sul tuo profilo si parla molto anche di femminismo e diritti civili e umani, non solo di cosmetologia e chimica. Hai mai ricevuto critiche per questo tuo esporti?

Maddalena D’Agostini: Beh, intanto grazie per aver notato questo aspetto, perché ci tengo tanto! Come dicevo anche prima io parlo di cosmetica perché mi piace e mi piace capirne la scienza dietro, ma non è la priorità della mia vita. Ho moltissimi interessi e sono anche una persona molto diretta, quindi per me sarebbe impossibile avere un profilo che parla solo di un tema. Mi è capitato che questo mio aspetto, soprattutto quando mi espongo su temi che ad alcune persone danno fastidio, mi venisse criticato, ma, dall’altra parte, è anche molto apprezzato. Io penso che ormai nel 2025 le persone siano stanche di chi mostra una vita perfetta e non racconta nulla e, soprattutto, di chi non usa il suo profilo anche per smuovere le coscienze. È un argomento delicato perché è ovvio che ognuno sul suo profilo possa fare quello che vuole, io però, almeno sul mio, lo trovo proprio fondamentale. Alla fine quando sei molto seguita hai il privilegio di essere anche molto ascoltata e forse questa per me è la parte più bella.

ADV, come funziona il mondo dei brand

M.M: Argomento ADV: In molti casi si crea una sorta di sfiducia da parte dell’utente-consumatore quando quest’ultimo si trova di fronte a un contenuto dove si pubblicizza un prodotto. Come funziona il mondo dei brand e tu, da chimica organica e cosmetologa, hai un approccio specifico o un metodo di lavoro preciso per scegliere con chi collaborare?

Maddalena D’Agostini: Hai detto bene, purtroppo c’è un’enorme sfiducia riguardo le collaborazioni, e penso derivi sia dal fatto che molte persone non sappiano bene come funzionino, sia perché effettivamente c’è chi sponsorizza qualsiasi cosa senza informarsi bene. Io non nascondo che, al momento, i social siano il mio lavoro e la mia unica fonte di guadagno, ma non per questo accetto tutto e lavoro senza criterio. Ti spiego come funziona: un brand mi contatta e mi chiede se voglio parlare di un certo prodotto, io a quel punto mi studio il prodotto (e il brand, se non lo conosco) e cerco di capire se possa essere un prodotto interessante, se sono in linea con i valori del brand, quali siano i claim del prodotto e i test a loro supporto e, naturalmente, provo il prodotto per sentirne profumo e sensorialità. Solo a quel punto, se mi è piaciuto tutto e se penso che sia un prodotto che può piacere, decido di accettare e di parlarne.

Spesso mi viene criticato il fatto che io parli di prodotti per esigenze diverse o di esigenze che non ho (come rughe e macchie), ma sarebbe come chiedere ad un medico se ha avuto tutte le patologie che cura. Non voglio mettermi al pari di un medico, assolutamente, ma è per far capire che quando parlo di un prodotto lo faccio parlando degli attivi e di quello che il prodotto promette. La mia parte soggettiva si limita alla sensorialità, al mostrare l’effetto e così via, ma io, a meno che non sia vero, non parlo mai dei risultati su di me, perché sono due cose diverse. Diciamo poi che, naturalmente, sui social si vedono solo le collaborazioni che vengono fatte, non si vede quante ne siano state rifiutate e quante domande si siano fatte al brand per dare tutte le informazioni corrette. Dietro c’è un lavoro enorme (che mi occupa gran parte delle giornate) e dispiace sempre quando viene sminuito dal “è una pubblicità, allora sei venduta e non ti credo”… a volte mi chiedo se chi scrive queste cose venga pagato per svolgere il suo lavoro o se invece lo fa gratis.

M.M: Una domanda che renderebbe felici molte persone che ti seguono: In futuro, se puoi accennare qualcosa, nei tuoi progetti c’è l’idea di aprire un brand tutto tuo?

Maddalena D’Agostini: Non nego che sia un sogno che ho da molto e che sarebbe molto bello, so anche però che è davvero tanto difficile e impegnativo, e che seguire un brand implica un completo stravolgimento della propria vita.
Al momento sto indirizzando le mie energie su altro, poi chissà, sarebbe indubbiamente bellissimo
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Stella Grillo